Luminarie “fai da te” per riaccendere Prignano
di Daniele Montanari
Cittadini e negozianti si autotassano tra capoluogo, Castelvecchio e Moncerrato «Inaccettabile il Natale senza luci». Il sindaco: «Noi non potevamo pagare»
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PRIGNANO . Luminarie natalizie... in zona Cesarini per Prignano.
Dopo due anni di assenza, ieri a tempo di record si è provveduto al montaggio e all’attivazione di otto file di luci nel capoluogo, due a Saltino, una a Castelvecchio e un’altra a Moncerrato.
Il “digiuno luminoso” si è interrotto per volontà dei commercianti, che si sono autotassati raccogliendo la cifra necessaria (circa 2mila euro) per fare qualcosa di volante ma significativo.
Magari il prossimo anno, partendo prima, si studierà una cosa più articolata. Ma questa è stata proprio una corsa: l’idea è stata lanciata giovedì da Laura Manelli, titolare del Bar Laura in centro, che ha cominciato a telefonare ad attività e associazioni per vedere se ci stavano: «Quasi tutti hanno detto di sì – sottolinea – e siamo riusciti a fare un bel lavoro. È stata una cosa di sentimento: a me personalmente piace tantissimo il clima natalizio, c’è qualcosa che cambia nell’aria ed è bello manifestarlo con un segno. Ma ho visto che anche gli altri pensavano che era triste ritrovarsi un paese senza luci a Natale, non solo per i bambini. Era come non avere il panettone in tavola. In quattro e quattr’otto siamo riusciti a raccogliere il necessario, il Comune ci ha appoggiato e la Nuova Neon di San Dalmazio è stata disponibile a venire subito: così ce l’abbiamo fatta almeno per questi ultimi giorni».
Quello del Comune è stato un appoggio convinto ma solo morale perché, com’è noto, l’amministrazione pensa che non debbano essere spesi denari pubblici per le luci. Per questo due anni fa aveva interrotto la consuetudine di coprire i costi d’istallazione. Ed il paese era rimasto al buio. «I commercianti hanno riportato le cose a come dovrebbero essere, per questo li abbiamo subito appoggiati – nota il sindaco Valter Canali – era prima che c'era una situazione abnorme. Non era giusto che pagasse il Comune, perché così si creavano delle discriminazioni: perché luci nel capoluogo e non nelle frazioni? E poi in tempi di ristrettezze, penso che a Natale i soldi delle luminarie siano meglio spesi nell’aiutare qualche famiglia bisognosa».
A contribuire sono stati: Bar Laura, distributore Pietri, ristorante albergo Alpestre, Happy Bar, Abbigliamento Claudia, Abbigliamento Sissy, Tutto Cucito, Farmacia Vezzali, Geometra Manelli, Studio Dentistico Salvioli, Elettronica Pugnaghi, Ferramenta Ghiddi, Dolci Emozioni, Parrucchiera Loretta, Autotrasporti Marco Veratti, Polisportiva Prignanese, Polisportiva Castelvecchio, Val Rossenna Volley, Marco Costi Escavazioni, Gruppo Alpini di Prignano, Ceramica Artistica Due di William Pifferi, Mineraria di Boca di Angelo Curocchi, Caseificio San Lorenzo, Officina Grafica di Biagini, Lorenzo Telleri e i cittadini di Saltino.
Dopo due anni di assenza, ieri a tempo di record si è provveduto al montaggio e all’attivazione di otto file di luci nel capoluogo, due a Saltino, una a Castelvecchio e un’altra a Moncerrato.
Il “digiuno luminoso” si è interrotto per volontà dei commercianti, che si sono autotassati raccogliendo la cifra necessaria (circa 2mila euro) per fare qualcosa di volante ma significativo.
Magari il prossimo anno, partendo prima, si studierà una cosa più articolata. Ma questa è stata proprio una corsa: l’idea è stata lanciata giovedì da Laura Manelli, titolare del Bar Laura in centro, che ha cominciato a telefonare ad attività e associazioni per vedere se ci stavano: «Quasi tutti hanno detto di sì – sottolinea – e siamo riusciti a fare un bel lavoro. È stata una cosa di sentimento: a me personalmente piace tantissimo il clima natalizio, c’è qualcosa che cambia nell’aria ed è bello manifestarlo con un segno. Ma ho visto che anche gli altri pensavano che era triste ritrovarsi un paese senza luci a Natale, non solo per i bambini. Era come non avere il panettone in tavola. In quattro e quattr’otto siamo riusciti a raccogliere il necessario, il Comune ci ha appoggiato e la Nuova Neon di San Dalmazio è stata disponibile a venire subito: così ce l’abbiamo fatta almeno per questi ultimi giorni».
Quello del Comune è stato un appoggio convinto ma solo morale perché, com’è noto, l’amministrazione pensa che non debbano essere spesi denari pubblici per le luci. Per questo due anni fa aveva interrotto la consuetudine di coprire i costi d’istallazione. Ed il paese era rimasto al buio. «I commercianti hanno riportato le cose a come dovrebbero essere, per questo li abbiamo subito appoggiati – nota il sindaco Valter Canali – era prima che c'era una situazione abnorme. Non era giusto che pagasse il Comune, perché così si creavano delle discriminazioni: perché luci nel capoluogo e non nelle frazioni? E poi in tempi di ristrettezze, penso che a Natale i soldi delle luminarie siano meglio spesi nell’aiutare qualche famiglia bisognosa».
A contribuire sono stati: Bar Laura, distributore Pietri, ristorante albergo Alpestre, Happy Bar, Abbigliamento Claudia, Abbigliamento Sissy, Tutto Cucito, Farmacia Vezzali, Geometra Manelli, Studio Dentistico Salvioli, Elettronica Pugnaghi, Ferramenta Ghiddi, Dolci Emozioni, Parrucchiera Loretta, Autotrasporti Marco Veratti, Polisportiva Prignanese, Polisportiva Castelvecchio, Val Rossenna Volley, Marco Costi Escavazioni, Gruppo Alpini di Prignano, Ceramica Artistica Due di William Pifferi, Mineraria di Boca di Angelo Curocchi, Caseificio San Lorenzo, Officina Grafica di Biagini, Lorenzo Telleri e i cittadini di Saltino.
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