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“Patrocinio gratuito”: è protesta

“Patrocinio gratuito”: è protesta

Gli avvocati: troppe cause non pagate dallo Stato anche anni dopo i processi

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Lo chiamano “gratuito patrocino” ma la sua vera definizione è “processo a spese dello Stato”. E' quell'istituito (scambiato per errore con l' “avvocato d'ufficio”) che permette a chi è povero o indigente di poter partecipare alle indagini e al processo sia come indagato e imputato sia come parte civile, senza spendere un soldo. Si tratta di un aiuto delle istituzioni che permette di avere giustizia in modo equo a tanta gente che non ce ha possibilità economiche. Ma è pur sempre un lavoro e gli avvocati che difendono “a spese dello Stato” devono poi essere pagati. Non sempre è così. A Modena si sono formate negli anni numerose situazioni abnormi che ora hanno spinto il direttorio delle Camere Penali “Perroux” a protestare e a dichiarare pubblicamente lo stato di agitazione. Gli avocati penalisti modenesi, insomma, tornano sul piede di guerra contro la malagiustizia.

Come spiega l'avvocato Valeria De Biase, dell'Osservatorio Gratuito Patrocinio, il problema non investe l'Ufficio del Gip (che liquida regolarmente le pratiche per le parcelle), ma il tribunale penale di Modena: sia i processi collegiali che monocratici.

Il meccanismo è semplice: l'avvocato che svolge "gratuito patrocinio" difendendo chi non può pagare deve comunicare ai cancellieri in udienza questa prassi. Al termine del processo il giudice emette un decreto per liquidare la parcella dell'avocato. Questo decreto è girato nel'Ufficio speciale del tribunale (il cosiddetto “Ufficio Spese giudiziarie Modello 12", dal nome del modulo). La pratica viene trasmessa all'Ufficio Spese Giudiziarie del Ministero di Grazia e Giustizia. E quando la pratica è pronta viene liquidata chiedendo all'avvocato la fattura elettronica. A Modena il meccanismo però si inceppa spesso.

«Succede che per il Tribunale - spiega l'avvocato De Biase - abbiamo processi non pagati dal 2014 e dal 2015. Il ministero non li ha ancora liquidati. Noi dell'Osservatorio abbiamo cercato di capire l'entità di questo fenomeno tra i colleghi ed è emerso che ci sono avvocati che hanno in sospeso ancora 50 o persino 60 cause non pagate».

Si parla di cifre ingenti dovute a chi ha svolto l'attività professionale: fino a 50 o anche 100mila euro per alcuni avvocati, spiega Valeria De Biase.

«Non abbiamo ancora dati statistici ma si parla di centinaia di casi solo per il Foro di Modena e parliamo solo del Penale (perché anche il Civile ha lo stesso problema). Si consideri che a Modena sta crescendo il numero delle persone che chiedono assistenza come indigenti o sotto le soglie di legge degli 11 mila euro all'anno per famiglia. Questo avviene a causa della crisi, per questioni economiche personali o altri motivi. Fatto sta che sempre più avvocati esercitano il “gratuito patrocino”, che gratuito non è perché paga lo Stato».

Proprio per la situazione è diventata drammatica e ormai insostenibile per il numero di pratiche non ancora riconosciute dal Ministero di Grazia e Giustizia e per la massa di denaro non liquidata, i penalisti modenesi hanno dichiarato lo stato di agitazione, per ora senza scadenze, sperando che la questione venga affrontata non solo per le pendenze - che sono pur sempre tante - ma anche per migliorare il servizio del Tribunale di Modena.

Carlo Gregori

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