S. Pancrazio: «L’argine fa paura»
di Gabriele Farina
L’acqua che filtra da alcune fessure preoccupa i residenti. Il Comune rassicura
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«Sistemate l’argine: non vogliamo un’inondazione». A San Pancrazio il livello del Secchia s’è abbassato, ma la preoccupazione dei residenti rimane alta. Al centro dell’attenzione una parete di terra non lontano dai giochi destinati ai più piccoli in un parchetto vicino alla chiesa.
«In occasione della maxi piena c’è stato un vero e proprio cedimento della scarpata - raccontano due abitanti della zona di via Navagero - che è stato riparato con sacchi di materiale terroso. L’intervento di riparazione sembra provvisorio. Vorremmo un intervento di messa in sicurezza duraturo, che garantisca una maggiore sicurezza». I movimenti dell’acqua da sempre sono monitorati con attenzione dagli abitanti, che già in passato avevano notato «infiltrazioni nella scarpata al di sotto della strada e ristagni di acqua in prossimità del parchetto giochi». I residenti hanno temuto per la vicinanza da Ponte Alto, in cui il 12 dicembre l’acqua scorreva «a 20-30 centimetri dal limite di argine». Così ha riconosciuto Aipo attraverso le parole dell’ingegnere Ivano Galvani, dirigente dell’area Emilia Orientale. Per intervenire l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) ha preparato «arginelli in terra o sacchettature per aumentare il franco di altezza dell’argine», ha proseguito Galvani, facendo fronte a una quota «record» di 10 metri e 63 centimetri. Il Comune fa sapere che l’intervento a San Pancrazio è stato eseguito da tecnici della Protezione Civile. Questi ultimi hanno creato barriere mobili chiamate “big bag”. Sono cubi di tela contenenti terra e sabbia, il cui scopo è rinforzare le difese arginali e prevenire fuoriuscite più gravi. Al Centro operativo comunale (Coc) non sono giunte segnalazioni in zona nella fase di allarme della piena. Si esclude così un’emergenza nel parchetto vicino alla chiesa. L’intervento, precisano dal Comune, è stato realizzato durante un’attività di monitoraggio. Le barriere mobili bianche resteranno a scopo precauzionale, senza però che i tecnici ravvisino situazioni pericolose. In ogni caso, Aipo e Comune nei prossimi mesi interverranno nella zona con operazioni già in programma. I due enti opereranno ciascuno per la propria competenza (argini all’Agenzia, terreni sottostanti all’amministrazione), ma in maniera coordinata. «Con la piena ci siamo allarmati», concludono i residenti, confidando negli interventi.
«In occasione della maxi piena c’è stato un vero e proprio cedimento della scarpata - raccontano due abitanti della zona di via Navagero - che è stato riparato con sacchi di materiale terroso. L’intervento di riparazione sembra provvisorio. Vorremmo un intervento di messa in sicurezza duraturo, che garantisca una maggiore sicurezza». I movimenti dell’acqua da sempre sono monitorati con attenzione dagli abitanti, che già in passato avevano notato «infiltrazioni nella scarpata al di sotto della strada e ristagni di acqua in prossimità del parchetto giochi». I residenti hanno temuto per la vicinanza da Ponte Alto, in cui il 12 dicembre l’acqua scorreva «a 20-30 centimetri dal limite di argine». Così ha riconosciuto Aipo attraverso le parole dell’ingegnere Ivano Galvani, dirigente dell’area Emilia Orientale. Per intervenire l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) ha preparato «arginelli in terra o sacchettature per aumentare il franco di altezza dell’argine», ha proseguito Galvani, facendo fronte a una quota «record» di 10 metri e 63 centimetri. Il Comune fa sapere che l’intervento a San Pancrazio è stato eseguito da tecnici della Protezione Civile. Questi ultimi hanno creato barriere mobili chiamate “big bag”. Sono cubi di tela contenenti terra e sabbia, il cui scopo è rinforzare le difese arginali e prevenire fuoriuscite più gravi. Al Centro operativo comunale (Coc) non sono giunte segnalazioni in zona nella fase di allarme della piena. Si esclude così un’emergenza nel parchetto vicino alla chiesa. L’intervento, precisano dal Comune, è stato realizzato durante un’attività di monitoraggio. Le barriere mobili bianche resteranno a scopo precauzionale, senza però che i tecnici ravvisino situazioni pericolose. In ogni caso, Aipo e Comune nei prossimi mesi interverranno nella zona con operazioni già in programma. I due enti opereranno ciascuno per la propria competenza (argini all’Agenzia, terreni sottostanti all’amministrazione), ma in maniera coordinata. «Con la piena ci siamo allarmati», concludono i residenti, confidando negli interventi.
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