il forno di via roosevelt
Terenziani, 62 anni di amore per il pane giorno e notte
Una passione trasmessa dal cuore alle mani, dalle dita all’impasto e a quel pane che occhieggia invitante e profumato sul bancone del forno. Ha il sapore delle belle storie di una volta, quella del...
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Una passione trasmessa dal cuore alle mani, dalle dita all’impasto e a quel pane che occhieggia invitante e profumato sul bancone del forno. Ha il sapore delle belle storie di una volta, quella del forno Terenziani di via Roosevelt. L’attività è guidata da Valter, 70 anni, fornaio da 62.
«Mio padre a soli 15 anni ha avviato l’attività come titolare - racconta, con il cuore in mano, la figlia Francesca - Mio zio Giancarlo, 73 anni, iniziò lo stesso mestiere a Limidi, da Sabbadini, a 11 anni. Una volta terminate le elementari, mio padre e mio zio iniziarono a lavorare insieme e, da allora, giorno e notte, la mia famiglia prepara il pane fatto a mano con il lievito madre, quello originale, del 1962».
Valter iniziò come garzone al forno Lugli di corso Alberto Pio che sorgeva al posto dell’attuale negozio d’abbigliamento Take Off.I genitori di Valter, che fino a quel momento erano bovari, impararono il lavoro dai figli: un fatto insolito per gli anni Sessanta. La prima sede del forno avviato da Valter e Giancarlo fu in via Paganella a Gargallo, dal 1962 al ’67. Poi si trasferì fino al ’72 in via Mulini. «Poi, decisero di spiccare il volo - aggiunge Francesca - Si spostarono in via Remesina, quando, tranne la pizzeria Charlie, non c’era nulla. Concordarono un mutuo pagato con le cambiali in banca, firmate da mio nonno e per avallo da mio padre e mio zio. Il direttore, Gianni Meschiari, diceva: “Sono le vostre mani la garanzia”. D’estate alle 5.30 si formava la fila per andare a prendere il pane fino all’una. La media era di 800 scontrini al giorno».
Attualmente, il forno è gestito dal fratello di Francesca, Wainer, dai genitori Valter ed Eura in nome di un amore totale per il mestiere. Un amore che non conosce tregua.
Serena Arbizzi
«Mio padre a soli 15 anni ha avviato l’attività come titolare - racconta, con il cuore in mano, la figlia Francesca - Mio zio Giancarlo, 73 anni, iniziò lo stesso mestiere a Limidi, da Sabbadini, a 11 anni. Una volta terminate le elementari, mio padre e mio zio iniziarono a lavorare insieme e, da allora, giorno e notte, la mia famiglia prepara il pane fatto a mano con il lievito madre, quello originale, del 1962».
Valter iniziò come garzone al forno Lugli di corso Alberto Pio che sorgeva al posto dell’attuale negozio d’abbigliamento Take Off.I genitori di Valter, che fino a quel momento erano bovari, impararono il lavoro dai figli: un fatto insolito per gli anni Sessanta. La prima sede del forno avviato da Valter e Giancarlo fu in via Paganella a Gargallo, dal 1962 al ’67. Poi si trasferì fino al ’72 in via Mulini. «Poi, decisero di spiccare il volo - aggiunge Francesca - Si spostarono in via Remesina, quando, tranne la pizzeria Charlie, non c’era nulla. Concordarono un mutuo pagato con le cambiali in banca, firmate da mio nonno e per avallo da mio padre e mio zio. Il direttore, Gianni Meschiari, diceva: “Sono le vostre mani la garanzia”. D’estate alle 5.30 si formava la fila per andare a prendere il pane fino all’una. La media era di 800 scontrini al giorno».
Attualmente, il forno è gestito dal fratello di Francesca, Wainer, dai genitori Valter ed Eura in nome di un amore totale per il mestiere. Un amore che non conosce tregua.
Serena Arbizzi
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