«Vaccini, il coniuge ora si può imporre»
di Carlo Gregori
Gli avvocati matrimonialisti dopo la sentenza di Modena: «Genitore può rivolgersi al giudice per obbligare il partner»
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Una sentenza rivoluzionaria e per ora unica nel suo genere. Così giudicano alcuni avvocati matrimonialisti la sentenza emessa dalla Seconda Sezione del Tribunale Civile di Modena in merito alla domanda rivolta da un padre dopo che l’ex moglie aveva espresso il suo rifiuto a vaccinare la figlia di sette anni senza visite adeguate.
Il giudice ha dato ragione al padre, assistito dall’avvocato Marzia Bondavalli. Che ora tende una mano alla ex moglie. Spera che la vaccinazione ordinata dal giudice sia accettata dalla madre della figlia, anche se non d’accordo, nell’interesse della bambina. Dall’altra parte, tanto stupore e amarezza per la sentenza. La donna, seguita dell’avvocato Mirella Guicciardi, aveva presentato consulenze e numerosi atti che potevano servire alla definizione della questione giuridica, unica nel suo genere, e aveva anche chiesto uno specifico test allergologico al giudice. Questo perché, come genitore, none era contraria alla vaccinazione per principio (la figlia ha fatto l’antitetanica) ma piuttosto temeva che i vaccini che dovevano essere inoculati alla bimba potessero nuocerle. Di qui la richiesta di verificare, prima di recarsi all’ufficio dell’Ausl, se la piccola fosse per caso intollerante o allergica ad alcune sostanze nei vaccini. Ma i giudici nella sentenza hanno considerato solo la consulenza tecnica del medico interpellato: ha dichiarato che la bambina è sana e non ha problemi. E soprattutto hanno tenuto conto della nuova legge che obbliga alla vaccinazione, entrata in vigore nel corso della causa. Di qui la decisione di accogliere la richiesta paterna.
«Il giudice - scrive il presidente Angelo Gin Tibaldi - accoglie il ricorso e autorizza il ricorrente a sottoporre la figlia minore alle vaccinazioni previste da vigente piano vaccinale, anche in assenza del consenso della madre». E proprio questa assenza di consenso dell’altro coniuge è la grande novità giuridica e sociale che emerge dalla sentenza.
Commenta con una nota il presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani: «La sentenza del tribunale di Modena non ha precedenti nel nostro Paese: lo stato può imporre il vaccino per i minori anche davanti a genitori dissenzienti. Non vi è più un obbligo generico o la revisione di una multa, ma un obbligo giuridico che deve essere eseguito. Ciò significa che i figli non sono soggetti solo alla responsabilità genitoriale ma anche al controllo e alle decisioni della magistratura. Anche quando non c’è una separazione in atto, uno dei due genitori può rivolgersi al giudice per ottenere la vaccinazione dei figli, anche nell’ipotesi in cui l’altro genitore sia contrario. Tale sentenza apre un varco formidabile ad una serie di procedure che avranno lo stesso oggetto».
E la madre? Ora dovrà decidere se rassegnarsi e rispettare alla decisione del tribunale lasciando che la figlia venga vaccinata, almeno su accompagnamento del padre. Oppure proseguirà la sua battaglia personale per verificare la salute dei bambini prima di ogni vaccinazione. E in questo caso potrebbe ricorrere in appello. L’avvocato Guicciardi, che non commenta la sentenza, ha detto che questa possibilità verrà valutata con attenzione nei prossimi giorni.
Il giudice ha dato ragione al padre, assistito dall’avvocato Marzia Bondavalli. Che ora tende una mano alla ex moglie. Spera che la vaccinazione ordinata dal giudice sia accettata dalla madre della figlia, anche se non d’accordo, nell’interesse della bambina. Dall’altra parte, tanto stupore e amarezza per la sentenza. La donna, seguita dell’avvocato Mirella Guicciardi, aveva presentato consulenze e numerosi atti che potevano servire alla definizione della questione giuridica, unica nel suo genere, e aveva anche chiesto uno specifico test allergologico al giudice. Questo perché, come genitore, none era contraria alla vaccinazione per principio (la figlia ha fatto l’antitetanica) ma piuttosto temeva che i vaccini che dovevano essere inoculati alla bimba potessero nuocerle. Di qui la richiesta di verificare, prima di recarsi all’ufficio dell’Ausl, se la piccola fosse per caso intollerante o allergica ad alcune sostanze nei vaccini. Ma i giudici nella sentenza hanno considerato solo la consulenza tecnica del medico interpellato: ha dichiarato che la bambina è sana e non ha problemi. E soprattutto hanno tenuto conto della nuova legge che obbliga alla vaccinazione, entrata in vigore nel corso della causa. Di qui la decisione di accogliere la richiesta paterna.
«Il giudice - scrive il presidente Angelo Gin Tibaldi - accoglie il ricorso e autorizza il ricorrente a sottoporre la figlia minore alle vaccinazioni previste da vigente piano vaccinale, anche in assenza del consenso della madre». E proprio questa assenza di consenso dell’altro coniuge è la grande novità giuridica e sociale che emerge dalla sentenza.
Commenta con una nota il presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani: «La sentenza del tribunale di Modena non ha precedenti nel nostro Paese: lo stato può imporre il vaccino per i minori anche davanti a genitori dissenzienti. Non vi è più un obbligo generico o la revisione di una multa, ma un obbligo giuridico che deve essere eseguito. Ciò significa che i figli non sono soggetti solo alla responsabilità genitoriale ma anche al controllo e alle decisioni della magistratura. Anche quando non c’è una separazione in atto, uno dei due genitori può rivolgersi al giudice per ottenere la vaccinazione dei figli, anche nell’ipotesi in cui l’altro genitore sia contrario. Tale sentenza apre un varco formidabile ad una serie di procedure che avranno lo stesso oggetto».
E la madre? Ora dovrà decidere se rassegnarsi e rispettare alla decisione del tribunale lasciando che la figlia venga vaccinata, almeno su accompagnamento del padre. Oppure proseguirà la sua battaglia personale per verificare la salute dei bambini prima di ogni vaccinazione. E in questo caso potrebbe ricorrere in appello. L’avvocato Guicciardi, che non commenta la sentenza, ha detto che questa possibilità verrà valutata con attenzione nei prossimi giorni.
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