Gazzetta di Modena

Modena

Denaro costoso e amaro per le imprese più piccole

Denaro costoso e amaro per le imprese più piccole

«A Modena fino a giugno i prestiti sono stati 656 milioni, cioè - 5,4% sul 2016 Crediti deteriorati delle Pmi al 25% contro il 28% delle aziende più grandi»

3 MINUTI DI LETTURA





L’accesso al credito, soprattutto per le piccole e media imprese continua a essere un problema molto serio. In un contesto già complesso e pesante, persiste il trend negativo dei prestiti all’artigianato; in più per loro il costo del denaro è più alto. Non sarebbe ora che gli istituti di credito tornino a fare il loro mestiere?»

Gilberto Luppi, presidente generale Lapam Confartigianato, non è diplomatico nel commentare i dati dell'ufficio studi nazionale Confartigianato Lapam e da Artigiancassa.

I numeri indicano a giugno 2017 uno stock di prestiti lordi alle imprese artigiane di 41 miliardi di euro, in diminuzione in un anno di 2,5 miliardi, pari al -5,8% (era -4,5% il trimestre precedente e -5,8% un anno prima). A Modena questo dato è sempre pesante: lo stock dei prestiti lordi alle imprese artigiane è di 656 milioni di euro, con un calo del 5,4% rispetto a un anno prima. Nella nostra provincia il calo è costante da anni, come e più che nel resto d'Italia, con una tendenza congiunturale negativa. Il -5,4% di giugno 2017 è peggiore rispetto a marzo (-5,1%) mentre è migliore del -7,3% di un anno fa, peraltro il peggiore dal 2014.

Il calo dei prestiti alle imprese (in questo caso i dati sono nazionali) è concentrato sul segmento di piccola dimensione ed è influenzato da maggiore difficoltà di accesso al credito. Nel settore manifatturiero il saldo di opinione sull’accesso al credito delle micro e piccole imprese a settembre 2017 rimane negativo (-2,5%) mentre è positivo per le imprese medie (1,5%) e grandi (3,0%). La maggiore difficoltà di accedere a strumenti di finanziamento bancario non è da considerarsi conseguenza della minore qualità del credito delle piccole imprese che presentano una quota di crediti deteriorati del 25,5%, inferiore di 2,7 punti percentuali rispetto al 28,2% di una impresa medio-grande.

In parallelo una piccola impresa (in una media nazionale) paga un tasso di interesse effettivo pari al 7,07% superiore di 301 punti base rispetto al 4,06% pagato da una impresa medio-grande. In Emilia Romagna questo dato è al 6,33%, di 265 punti base più alto per i piccoli rispetto alle imprese di maggiori dimensioni: un dato ritenuto molto alto.

«La situazione di Modena – sottolinea il presidente Luppito – resta allarmante: il calo dei prestiti alle imprese artigiane è indice di una sofferenza e di una difficoltà ad accedere al credito per le piccole imprese artigiane e a una propensione a investire più bassa che in passato, a causa delle prospettive incerte».

«È vero - continua - che restiamo nelle migliori 20 province in Italia con il 17° posto in questa classifica, ma il peggioramento della situazione è purtroppo evidente».

«Modena – conclude Luppi – fa registrare un calo simile a quello di altre province che hanno una grande propensione all'artigianato. È quindi necessario far sì che il sistema creditizio sia più attento alle piccole e medie imprese artigiane, che sotto questo profilo stanno ancora pagando un dazio troppo pesante».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google