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Fonderie trasferite C’è l’ok del Consiglio ma Navicello insorge

Fonderie trasferite C’è l’ok del Consiglio ma Navicello insorge

Via libera all’iter di chiusura dell’impianto alla Madonnina Il comitato: «Non portatelo però in zona Nonantolana»

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Fosse successo a Roma, qualcuno avrebbe gridato all’“inciucio”. Ma quella di ieri è stata più che altro una “Grosse Koalition” per sostenere l’amministrazione e risolvere un problema molto sentito alla Madonnina, quello delle Fonderie cooperative riunite di via Zarlati. Così, ieri pomeriggio in Consiglio comunale è nato un inedito asse Pd-sinistra-Cinque stelle-Forza Italia-CambiaModena per sostenere con un ordine del giorno condiviso la delibera con la quale il Comune ha avviato il processo di delocalizzazione della struttura, da tempo al centro delle polemiche per gli odori avvertiti dai residenti. Una rete alla quale ha lavorato a lungo il Pd, guidato dal vicecapogruppo Carmelo De Lillo, che ha illustrato l’odg dopo la presentazione della delibera da parte dell’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli: «L’accordo che ci è stato presentato sembra anche oltrepassare le attese - ha spiegato De Lillo - invitiamo quindi la giunta a proseguire con l’azione di monitoraggio delle emissioni, informando il Consiglio, mentre per quanto riguarda il nuovo sito da individuare chiediamo di privilegiare le aree già industrializzate». Come previsto nella delibera - approvata all’unanimità, così come l’ordine del giorno - le Fonderie dovranno lasciare la sede attuale entro gennaio 2022, quando scadrà l’Autorizzazione integrata ambientale. Soddisfatto anche il Movimento 5 Stelle: «Oggi abbiamo raggiunto il primo traguardo - ha detto la consigliera Elisabetta Scardozzi - ora è fondamentale proseguire con i controlli di odori ed emissioni fino alla dimissione». Sempre per il Pd, il capogruppo Fabio Poggi ha fatto notare che «abbiamo ottenuto un risultato importante, ma proprio per vedere concretizzato questo impegno è nostro dovere, oltre a verificare che il monitoraggio continui, fare di tutto per mettere l’azienda in condizioni di potersi effettivamente trasferire».

E se quello raggiunto ieri è un risultato importante anche dal punto di vista politico, tra i problemi da affrontare resta quello del nuovo sito in cui le Fonderie saranno ricollocate: al momento in “pole position” c’è l’area industriale di via Nonantolana, nella zona del Navicello. Una possibilità dalla quale ieri si è smarcato il consigliere del gruppo Mdp-Per me Modena Vincenzo Walter Stella: «Si tratta di un’area che ospita già inceneritore, discarica e Tav - ha spiegato - dunque faccio un appello affinché siano valutate altre zone, partendo da quelle in cui ci sono siti industriali dismessi».

Perplessità condivise anche dal comitato Modena Salute Ambiente, protagonista di una“incursione” in aula: «Non fatela al Navicello», ha urlato ieri il presidente Silvano Guerzoni mentre l’assessore Vandelli illustrava la delibera: «Era ora che si arrivasse alla dismissione - spiega il comitato - ma non siamo d’accordo sulla possibilità che il nuovo sito sia individuato nella zona nord della città. In questo modo, aumenterebbe in modo importante il carico inquinante in un ambiente già più che saturo, vista la presenza nelle vicinanze dell’inceneritore, di tre aziende di zincatura a caldo, delle discariche, che per quanto dismesse non sono colline in fiore, e di importanti spedizionieri, cui si è aggiungerà la nuova Gls».

Luca Gardinale

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