concordia
L’inchiesta su Cpl a Ischia Chiesta condanna del sindaco
CONCORDIA. Tre anni di reclusione: è la richiesta di condanna avanzata nei confronti dell'ex sindaco di Ischia Giosi Ferrandino dal pubblico ministero Celeste Carrano al processo, in corso davanti...
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CONCORDIA. Tre anni di reclusione: è la richiesta di condanna avanzata nei confronti dell'ex sindaco di Ischia Giosi Ferrandino dal pubblico ministero Celeste Carrano al processo, in corso davanti alla prima sezione del Tribunale di Napoli. L’inchiesta è nota anche a Modena: presunti illeciti negli appalti per la metanizzazione dell’isola assegnati alla Cpl Concordia. Il reato contestato all'ex primo cittadino è di corruzione per asservimento della funzione (art. 318 del codice penale).
Analoga richiesta di condanna è stata formulata a carico dell'architetto Silvano Arcamone, all'epoca dei fatti a capo dell'ufficio tecnico comunale ad Ischia.
Per un altro capo di imputazione contestato a Ferrandino - induzione indebita a promettere utilità, art. 319 quater - per il quale l'ex sindaco ha chiesto il rito abbreviato, il pm Carrano, titolare dell'inchiesta insieme con i sostituti Henry John Woodcock e Giusy Loreto, ha chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi. Come noto, secondo l’accusa, tra tahnto altro, Casari garantì somme cospicue di Cpl all’albergo, per tenere libere camere a disposizione di ospiti e dipendenti di Cpl, In realtà una sorta di “tangente” mascherata per avere il via libera alla metanizzazione dell’isola.
Analoga richiesta di condanna è stata formulata a carico dell'architetto Silvano Arcamone, all'epoca dei fatti a capo dell'ufficio tecnico comunale ad Ischia.
Per un altro capo di imputazione contestato a Ferrandino - induzione indebita a promettere utilità, art. 319 quater - per il quale l'ex sindaco ha chiesto il rito abbreviato, il pm Carrano, titolare dell'inchiesta insieme con i sostituti Henry John Woodcock e Giusy Loreto, ha chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi. Come noto, secondo l’accusa, tra tahnto altro, Casari garantì somme cospicue di Cpl all’albergo, per tenere libere camere a disposizione di ospiti e dipendenti di Cpl, In realtà una sorta di “tangente” mascherata per avere il via libera alla metanizzazione dell’isola.
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