TRAPIANTI: NUMERI IN CALO
Le nuove speranze arrivano dagli interventi a cuore fermo
E se il caso del paziente greco ha visto un trapianto a cuore battente, la sanità della nostra regione sta investendo molto sulle donazioni di organi a cuore fermo: «Dallo scorso anno - spiega l’asses...
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E se il caso del paziente greco ha visto un trapianto a cuore battente, la sanità della nostra regione sta investendo molto sulle donazioni di organi a cuore fermo: «Dallo scorso anno - spiega l’assessore alla Sanità Sergio Venturi - abbiamo iniziato a effettuare donazioni di questo tipo. Si tratta di procedure di estrema complessità, che per legge avvengono dopo venti minuti di assenza completa di attività cardiaca e di circolo e richiedono altissime professionalità e lavoro di squadra, oltre che idonee attrezzature, ma che consentono al tempo stesso di incrementare il numero dei potenziali donatori e quello degli organi utilizzabili». Complessivamente, tra il 2016 e il 2017, sono stati 21 (7 fegati e 14 reni) gli organi trapiantati da nove donatori a cuore fermo, prelevati negli ospedali di Baggiovara, Parma, Sant’Orsola di Bologna e Bufalini di Cesena, tanto da portare la Regione a promuovere un programma di incentivazione che prevede un fondo di oltre 800 milioni di euro. Per quanto riguarda le donazioni in assoluto in Emilia Romagna, i numeri sono cresciuti progressivamente negli ultimi anni, passando dai 99 donatori del 2014 ai 118 del 2015, arrivando ai 135 del 2016. Leggera flessione, invece, nel 2017, dal momento che al 15 dicembre i donatori erano 118: un calo che si spiega soprattutto con l’innalzamento dell’età media dei donatori, compresa tra i 63 e i 64 anni, e con la conseguente qualità degli organi donati. Una flessione che incide sul calo rilevato nei trapianti tra il 2016 (367 interventi tra Bologna, Modena e Parma) e il 2017 (328), e sul numero totale degli organi trapiantati, scesi dai 396 del 2016 ai 360 di quest’anno. «Sono fortemente convinta che la rete regionale donativo-trapiantologica saprà affrontare la sfida del “cuore fermo” con lo stesso impegno e successo sempre dimostrato - commenta Gabriela Sangiorgi, responsabile del Centro regionale trapianti Emilia Romagna - non mancano le professionalità, le competenze tecniche e scientifiche e soprattutto l’entusiasmo. Credo che in tempi brevi assisteremo all’espansione del programma in molte aziende sanitarie dell’Emilia Romagna». Per quanto riguarda le opposizioni dei parenti alla donazione, i numeri sono in calo, passando dal 30,1% del 2014 al 26% del 2016, mentre per l’anno in corso il valore al 15 dicembre è salito al 28,3%. «E’ fondamentale - riprende Venturi - proseguire nello sforzo di sensibilizzazione alla donazione, anche a fronte del numero dei pazienti in lista d’attesa per un trapianto, che a livello regionale è di mille163 persone».
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