scuole e lavori in azienda
Studenti, sono 6mila con Confindustria
Il progetto di Confindustria Emilia “Scuola e territorio”, nato per valorizzare la cultura tecnica, si estende dal prossimo anno anche alle province di Modena e Ferrara. L'associazione degli...
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Il progetto di Confindustria Emilia “Scuola e territorio”, nato per valorizzare la cultura tecnica, si estende dal prossimo anno anche alle province di Modena e Ferrara.
L'associazione degli industriali di Bologna, Modena e Ferrara, ha sottoscritto dueprotocolli d'intesa con gli uffici scolastici delle due città, mentre Bologna ha fatto da apripista nel 2015. L'obiettivo? valorizzare la cultura tecnica sin dalle elementari e medie.
La prima parte del progetto è dedicata alle scuole primarie e secondarie di primo grado e consiste in un progetto sperimentale di integrazione del tempo scuola.
L'offerta formativa prevede circa 400 ore di didattica aggiuntiva che si svolgeranno al pomeriggio dal lunedì al venerdì, in una formula a tempo pieno.
Per le attività integrative proposte (inglese, attività di laboratorio e di supporto allo studio, educazione alla cittadinanza attiva), le classi verranno dotate di strumenti e materiale didattico digitale: lavagne multimediali, pc e isole attrezzate per le attività di gruppo. La seconda 'Istruzione tecnica, la scelta che rifarei', è invece rivolta agli istituti tecnici e punta a rafforzare percorsi di istruzione in ambito tecnologico.
Il progetto prevede l'ampliamento dell'offerta formativa attraverso l'introduzione di percorsi in inglese e mini-master tematici in orario curriculare ed extracurriculare, percorsi formativi inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, l'attività di placement scolastico e l'organizzazione di campi estivi tecnologici.
È stato, inoltre, istituito un “Club dell'alternanza” costituito da aziende, associate a Confindustria Emilia, disponibili ad accogliere gli studenti in alternanza scuola-lavoro: un impegno triennale, di 400 ore complessive, per le classi terze, quarte e quinte dei diversi istituti.
«Il progetto nell'anno scolastico 2018-2019 coinvolgerà sull'area vasta quasi 1.500 studenti di nove istituti comprensivi tra scuole elementare e medie e circa 4.500 studenti di otto istituti tecnici industriali, per un totale di quasi 6.000 ragazzi coinvolti e un investimento di mezzo milione di euro da parte della nostra associazione», spiega il presidente di Confindustria Emilia, Alberto Vacchi.
«La nostra attenzione per il mondo della formazione e della cultura tecnica è volta a creare un modello virtuoso su tutta l'area emiliana, che possa evolversi nel tempo e, in futuro, coinvolgere altre scuole rafforzando il connubio scuola-impresa, nella consapevolezza che insieme sono decisive per lo sviluppo del nostro territorio», aggiunge il vicepresidente Valter Caiumi.
«Questo protocollo rafforza le competenze di base degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado anche al fine di sostenere una scelta più consapevole dei percorsi scolastici successivi», afferma l'altro vicepresidente, Riccardo Maiarelli.
Hanno aderito al progetto gli istituti comprensivi di Calderara di Reno, S. Lazzaro, San Giorgio di Piano, Rastignano, Budrio, l'11 di Bologna, l'Ic 8 di Modena, l'Ic 2 di Sassuolo e l'Ic di Carpi 2, e gli Iis Aldini Valeriani e Belluzzi Fioravanti di Bologna, Francesco Alberghetti di Imola, Giordano Bruno di Budrio, Montessori da Vinci di Porretta, Fermo Corni di modena, Primo Levi di Vignola e Copernico-Carpeggiani a Ferrara.
L'associazione degli industriali di Bologna, Modena e Ferrara, ha sottoscritto dueprotocolli d'intesa con gli uffici scolastici delle due città, mentre Bologna ha fatto da apripista nel 2015. L'obiettivo? valorizzare la cultura tecnica sin dalle elementari e medie.
La prima parte del progetto è dedicata alle scuole primarie e secondarie di primo grado e consiste in un progetto sperimentale di integrazione del tempo scuola.
L'offerta formativa prevede circa 400 ore di didattica aggiuntiva che si svolgeranno al pomeriggio dal lunedì al venerdì, in una formula a tempo pieno.
Per le attività integrative proposte (inglese, attività di laboratorio e di supporto allo studio, educazione alla cittadinanza attiva), le classi verranno dotate di strumenti e materiale didattico digitale: lavagne multimediali, pc e isole attrezzate per le attività di gruppo. La seconda 'Istruzione tecnica, la scelta che rifarei', è invece rivolta agli istituti tecnici e punta a rafforzare percorsi di istruzione in ambito tecnologico.
Il progetto prevede l'ampliamento dell'offerta formativa attraverso l'introduzione di percorsi in inglese e mini-master tematici in orario curriculare ed extracurriculare, percorsi formativi inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, l'attività di placement scolastico e l'organizzazione di campi estivi tecnologici.
È stato, inoltre, istituito un “Club dell'alternanza” costituito da aziende, associate a Confindustria Emilia, disponibili ad accogliere gli studenti in alternanza scuola-lavoro: un impegno triennale, di 400 ore complessive, per le classi terze, quarte e quinte dei diversi istituti.
«Il progetto nell'anno scolastico 2018-2019 coinvolgerà sull'area vasta quasi 1.500 studenti di nove istituti comprensivi tra scuole elementare e medie e circa 4.500 studenti di otto istituti tecnici industriali, per un totale di quasi 6.000 ragazzi coinvolti e un investimento di mezzo milione di euro da parte della nostra associazione», spiega il presidente di Confindustria Emilia, Alberto Vacchi.
«La nostra attenzione per il mondo della formazione e della cultura tecnica è volta a creare un modello virtuoso su tutta l'area emiliana, che possa evolversi nel tempo e, in futuro, coinvolgere altre scuole rafforzando il connubio scuola-impresa, nella consapevolezza che insieme sono decisive per lo sviluppo del nostro territorio», aggiunge il vicepresidente Valter Caiumi.
«Questo protocollo rafforza le competenze di base degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado anche al fine di sostenere una scelta più consapevole dei percorsi scolastici successivi», afferma l'altro vicepresidente, Riccardo Maiarelli.
Hanno aderito al progetto gli istituti comprensivi di Calderara di Reno, S. Lazzaro, San Giorgio di Piano, Rastignano, Budrio, l'11 di Bologna, l'Ic 8 di Modena, l'Ic 2 di Sassuolo e l'Ic di Carpi 2, e gli Iis Aldini Valeriani e Belluzzi Fioravanti di Bologna, Francesco Alberghetti di Imola, Giordano Bruno di Budrio, Montessori da Vinci di Porretta, Fermo Corni di modena, Primo Levi di Vignola e Copernico-Carpeggiani a Ferrara.
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