Gazzetta di Modena

Modena

Castelfrigo, continua lo sciopero della fame

di Sara Donatelli
Castelfrigo, continua lo sciopero della fame

Un Natale di lotta estrema quello di tre lavoratori della ditta e di un sindacalista Un medico controlla le loro condizioni e a sostenerli ci sono sessanta operai 

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CASTELNUOVO. Sarà un Natale di lotta estrema, quello che vivranno i soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Casttelfrigo che da più di due mesi stanno scioperando contro una procedura di licenziamento che coinvolge 127 lavoratori. Ancora più difficile la condizione con cui passeranno le festività natalizie i tre dipendenti che insieme a Marco Bottura, segretario della Flai Cgil di Modena, hanno iniziato lo scorso martedì uno sciopero della fame. «Si tratta di una forma di lotta a cui non siamo abituati ma che è stata fortemente voluta dai lavoratori in quanto provengono da culture in cui storicamente lo sciopero della fame è stato utilizzato per risolvere alcune importanti vertenze», dichiara Umberto Franciosi, segretario della Flai Cgil Emilia Romagna. Martin, Tano e Chen: sono loro i tre lavoratori che hanno scelto di imboccare questa strada. Un albanese, un ivoriano e un cinese che, nonostante le diverse origini, usanze e lingue stanno vivendo ventiquattro ore su ventiquattro a stretto contatto all'interno di un camper messo a disposizione dalla Flai Cgil regionale e posizionato nel pomeriggio di martedì davanti i cancelli della Castelfrigo. Non sono i soli, però, a rimanere davanti la ditta nonostante le gelide temperature di questi giorni e nonostante il Natale sia ormai alle porte.

I loro colleghi, una sessantina, si stanno alternando in queste ore per star loro vicino, passando i giorni ad anche le notti all'interno di una tenda. «Non andiamo via anche a costo di morire qua. Noi stiamo chiedendo ciò che ci spetta, stiamo rivendicando i nostri diritti», spiega Artan, uno dei soci-lavoratori in sciopero.

A monitorare le condizioni di salute di Bottura e dei tre lavoratori, che sono in sciopero della fame da inizio settimana, un medico che li sta accompagnando in questo percorso complicato e che purtroppo si prospetta ancora lungo. «Rimarremo qui anche a Natale se é necessario. Almeno fino a quando il nostro medico ci dirà che siamo in grado di rimanere lucidi e vigili- afferma Martin-. Le forze politiche e tutte le aziende che si stanno servendo di un sistema malato come quello che è presente all'interno del distretto modenese della lavorazione delle carni devono assumersi le proprie responsabilità e trovare quanto prima una soluzione».

In queste ore, intanto, alcuni politici stanno chiedendo che si discuta di quanto sta accadendo. Bruno Ciancio, capogruppo Gruppo Misto, e Giorgio Montari, Capogruppo di Castelvetro Prima di tutto, hanno chiesto al sindaco di Castelvetro che si convochi quanto prima una seduta del consiglio comunale in riferimento alle gravi problematiche della Castelfrigo e più in generale di tutto il comparto locale della lavorazione e trasformazione delle carni.

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