Coop, in 500 protestano bloccando i Tir in arrivo
di Serena Arbizzi
I lavoratori: «Vogliono ridurci i pagamenti dei giorni di malattia e gli straordinari» Polizia e carabinieri mediano per fare passare le merci e calmare gli animi
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Avevano promesso una protesta durissima e l’intento è stato mantenuto. Tra i 400 e i 500 lavoratori della grande distribuzione (non solo carpigiani) ieri hanno scioperato, presidiato e picchettato gli ingressi del centro commerciale Il Borgogioioso di via dell’Industria. I dipendenti hanno incrociato le braccia (facendo toccare il 70% di adesioni allo sciopero) perché il contratto collettivo nazionale «è scaduto da 4 anni - spiegano i lavoratori, con i sindacati Cgil, Cisl e Uil - Federdistribuzione continua, nei fatti, a opporsi alla definizione di un nuovo contratto». La protesta ha avuto luogo su più fronti: numerosi dipendenti hanno presidiato l’ingresso principale davanti alla scala mobile, altri l’entrata al centro del parcheggio sotterraneo e altri gruppi si sono posizionati all’ingresso deposito riservato ai camion. Qui si sono verificati momenti di tensione. I lavoratori, infatti, hanno cercato di impedire l’ingresso dei mezzi pesanti. Questo ha provocato il rallentamento della circolazione. Poi, grazie all’intervento di polizia e carabinieri, la tensione si è allentata e i camion hanno ripreso a circolare.
I lavoratori hanno scioperato, con fischietto e cartelli, per un intero turno di lavoro, dalle 6 alle 12. I primi addetti sono comparsi intorno alle 4 del mattino, un paio d’ore prima del turno, per organizzare la protesta. “I diritti conquistati non vanno calpestati”, o, ancora, “Malattia non è assenteismo”: questi alcuni dei messaggi apparsi sui cartelli “indossati” da alcuni lavoratori per attrarre l’attenzione sul problema della categoria.
I servizi all’interno del supermercato sono stati garantiti ugualmente dalla cooperativa. «Da oltre quattro anni attendiamo il rinnovo del contratto nazionale, ma l’associazione che rappresenta le cooperative chiede pesantissime rinunce. Le cooperative vogliono abbassare la nostra paga oraria e le maggiorazioni in caso di straordinari, vogliono aumentare l’orario di lavoro per i neo assunti senza incremento di stipendio e ridurre il pagamento dei primi tre giorni in caso di malattia. La ricchezza delle catene commerciali siamo noi, che cerchiamo, di dare il miglior servizio possibile».
Coop Alleanza 3.0 parla invece di «uno sciopero immotivato e irresponsabile di fronte a una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e distintiva. Primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione. Ed è sulla base di questi presupposti che Coop si è seduta in più occasioni al tavolo di trattativa».
I lavoratori hanno scioperato, con fischietto e cartelli, per un intero turno di lavoro, dalle 6 alle 12. I primi addetti sono comparsi intorno alle 4 del mattino, un paio d’ore prima del turno, per organizzare la protesta. “I diritti conquistati non vanno calpestati”, o, ancora, “Malattia non è assenteismo”: questi alcuni dei messaggi apparsi sui cartelli “indossati” da alcuni lavoratori per attrarre l’attenzione sul problema della categoria.
I servizi all’interno del supermercato sono stati garantiti ugualmente dalla cooperativa. «Da oltre quattro anni attendiamo il rinnovo del contratto nazionale, ma l’associazione che rappresenta le cooperative chiede pesantissime rinunce. Le cooperative vogliono abbassare la nostra paga oraria e le maggiorazioni in caso di straordinari, vogliono aumentare l’orario di lavoro per i neo assunti senza incremento di stipendio e ridurre il pagamento dei primi tre giorni in caso di malattia. La ricchezza delle catene commerciali siamo noi, che cerchiamo, di dare il miglior servizio possibile».
Coop Alleanza 3.0 parla invece di «uno sciopero immotivato e irresponsabile di fronte a una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e distintiva. Primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione. Ed è sulla base di questi presupposti che Coop si è seduta in più occasioni al tavolo di trattativa».
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