«I neo diplomati al Volta trovano subito un lavoro»
di Alfonso Scibona
Per la Fondazione Agnelli è la scuola migliore tra le province di Modena e Reggio L’istituto soddisfa le richieste del distretto. L’orgoglio della dirigente Borghi
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L'istituto “Alessandro Volta” di Sassuolo - secondo una indagine della “Fondazione Agnelli” - è la scuola con il maggior numero di occupati post diploma tra le provincie di Modena e Reggio.
«Siamo molto soddisfatti di questo risultato – ha commentato la dirigente Alessandra Borghi - ottenuto dopo tanto lavoro. Il Volta, secondo l’indagine di Eduscopio, è la scuola che, nel raggio di 30 chilometri dalla sua sede, compresi quindi anche i due capoluoghi Modena e Reggio, che permette un inserimento nel mondo del lavoro nei tempi più brevi».
Superare Modena e Reggio non è una cosa da poco.
«Sì, lo riconosco – ammette – e cercheremo di mantenere il primato con l’inserimento di nuovi percorsi didattici. Dopo aver inglobato lo storico istituto “Don Magnani”, creando una grande realtà, abbiamo recuperato un vecchio indirizzo, quello di “ceramica”, dove la nuova classe prima comprende 26 studenti. Si concentrerà sull’innovazione, preparando gli studenti al design, al rapporto con la moda e l’innovazione tecnologica: tutti elementi richiesti dal mercato ceramico, di nuovo in crescita».
L’altro corso iniziato è quello della Logistica, molto importante per questo territorio.
«Anche in questo caso abbiamo seguito la richiesta che il distretto ceramico stava facendo da qualche anno. La logistica è alla base dello spostamenti delle merci e dei nostri prodotti in Europa. Il profilo di uscita degli studenti sarà in grado di gestire gli spostamenti attraverso vari mezzi: aereoporti, camion, treni, porti, e conoscere le varie leggi internazionali al riguardo, insieme ad un’attenzione particolare ai magazzini automatici. Il profilo del perito in logistica è tutto questo».
Come sono andati finora gli incontri di orientamento, dato che manca solo quello del 20 gennaio?
«Sono andati bene, ed abbiamo visto un interesse molto forte: l’aula magna era stracolma di genitori e futuri studenti. Potremmo accogliere solo coloro che formeranno le 62 classi diurne e le due serali. Il percorso serale tra l’altro, permette a chi ha abbandonato gli studi in passato, a chi vuole migliorare la propria posizione nel mondo del lavoro, di acquisire un diploma per costruirsi un futuro soddisfacente. Tutto ciò attraverso la conformazione della nostra scuola, con i suoi mezzi e i vari laboratori».
Quanti studenti sono presenti nella scuola adesso e quanti se ne potranno accogliere l’anno prossimo?
«Sono presenti poco più di 1400 studenti, e c’è la possibilità di allestire qualche altra classe, ma nel complesso potranno essere accolte 10-11 prime. Inoltre, vorrei sottolineare l’attenzione che poniamo ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, già da prima che divenissero obbligatori per legge. Sono previste 400 ore nel triennio per il percorso tecnico professionale e 200 nel liceo tecnologico. Nel tempo, abbiamo creato legami solidi con le aziende del territorio e con realtà artigianali, associazioni ed altro. Quasi sempre riusciamo a venire incontro alle richieste degli studenti, coincidenti con il loro percorso. Questo permette una conoscenza reciproca da entrambe le parti, che sfocia in possibili assunzioni e in ogni caso nella consapevolezza dell’importanza dello studente e nelle sue potenzialità».
«Siamo molto soddisfatti di questo risultato – ha commentato la dirigente Alessandra Borghi - ottenuto dopo tanto lavoro. Il Volta, secondo l’indagine di Eduscopio, è la scuola che, nel raggio di 30 chilometri dalla sua sede, compresi quindi anche i due capoluoghi Modena e Reggio, che permette un inserimento nel mondo del lavoro nei tempi più brevi».
Superare Modena e Reggio non è una cosa da poco.
«Sì, lo riconosco – ammette – e cercheremo di mantenere il primato con l’inserimento di nuovi percorsi didattici. Dopo aver inglobato lo storico istituto “Don Magnani”, creando una grande realtà, abbiamo recuperato un vecchio indirizzo, quello di “ceramica”, dove la nuova classe prima comprende 26 studenti. Si concentrerà sull’innovazione, preparando gli studenti al design, al rapporto con la moda e l’innovazione tecnologica: tutti elementi richiesti dal mercato ceramico, di nuovo in crescita».
L’altro corso iniziato è quello della Logistica, molto importante per questo territorio.
«Anche in questo caso abbiamo seguito la richiesta che il distretto ceramico stava facendo da qualche anno. La logistica è alla base dello spostamenti delle merci e dei nostri prodotti in Europa. Il profilo di uscita degli studenti sarà in grado di gestire gli spostamenti attraverso vari mezzi: aereoporti, camion, treni, porti, e conoscere le varie leggi internazionali al riguardo, insieme ad un’attenzione particolare ai magazzini automatici. Il profilo del perito in logistica è tutto questo».
Come sono andati finora gli incontri di orientamento, dato che manca solo quello del 20 gennaio?
«Sono andati bene, ed abbiamo visto un interesse molto forte: l’aula magna era stracolma di genitori e futuri studenti. Potremmo accogliere solo coloro che formeranno le 62 classi diurne e le due serali. Il percorso serale tra l’altro, permette a chi ha abbandonato gli studi in passato, a chi vuole migliorare la propria posizione nel mondo del lavoro, di acquisire un diploma per costruirsi un futuro soddisfacente. Tutto ciò attraverso la conformazione della nostra scuola, con i suoi mezzi e i vari laboratori».
Quanti studenti sono presenti nella scuola adesso e quanti se ne potranno accogliere l’anno prossimo?
«Sono presenti poco più di 1400 studenti, e c’è la possibilità di allestire qualche altra classe, ma nel complesso potranno essere accolte 10-11 prime. Inoltre, vorrei sottolineare l’attenzione che poniamo ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, già da prima che divenissero obbligatori per legge. Sono previste 400 ore nel triennio per il percorso tecnico professionale e 200 nel liceo tecnologico. Nel tempo, abbiamo creato legami solidi con le aziende del territorio e con realtà artigianali, associazioni ed altro. Quasi sempre riusciamo a venire incontro alle richieste degli studenti, coincidenti con il loro percorso. Questo permette una conoscenza reciproca da entrambe le parti, che sfocia in possibili assunzioni e in ogni caso nella consapevolezza dell’importanza dello studente e nelle sue potenzialità».
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