Il vescovo: «Abbiamo cura di tutte le persone fragili»
di Stefani Luppi
Il messaggio di Natale di monsignor Castellucci è un forte invito alla solidarietà Parole chiare su nuove parrocchie, cinema Cavour, biotestamento e veggenti
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Migranti a Modena, biotestamento, i medici e l’obiezione di coscienza, la “trasformazione” delle parrocchie modenesi , il cinema Cavour ancora occupato e da liberare.
Sono questi i temi sui quali si è maggiormente speso ieri il vescovo di Modena e abate di Nonantola don Erio Castellucci nei suo consueto saluto pre-natalizio alla stampa modenese. L’alto prelato - che nella sua lettera, pubblicata integralmente sul sito www.gazzettadimodena.it, riflette sulle espressioni di tenerezza e fragilità tra Maria e il figlio di Dio nascituro prendendo in esame il Vangelo di Luca - ha invitato a seguire la lezione riformista di papa Francesco ricordando «Nel fare gli auguri a tutta la comunità modenese ricordo a tutti che occorre pensare a ponti e non a orti chiusi e smettere un po’ tradizionalmente di pensare a un prete per ogni campanile». Ecco le sue considerazioni.
L’ANNO APPENA PASSATO. «Dobbiamo prenderci cura di tutte le persone fragili, a partire dai bambini che hanno bisogno di molte cure materne. La prossima Lettera alla città verterà su questo tema collegato all’emergenza migranti e per questo pensando all’anno appena trascorso mi viene in mente che abbiamo avuto alcune emergenze, soprattutto fino a inizio estate, legate all’arrivo dei richiedenti asilo con tutte le polemiche annesse. Alla fine però mi pare si possa dire che c’è stata una buona collaborazione tra le istituzioni, nonostante i problemi si cerca di giungere a soluzioni condivise e anche noi abbiamo fatto la nostra parte. C’è una certa ripresa dal punto di vista dell’occupazione, altro aspetto fondamentale per una comunità».
LE PARROCCHIE. «Forse per colpa mia - spiega don Erio - forse c’è stata la percezione che volessimo chiudere delle parrocchie, quando invece stiamo facendo di tutto per tenere unite le comunità. Occorre comprendere che bisogna mettere in rete le parrocchie e pensare che non può più esserci un parroco fisso in ogni sagrestia. Ma la messa è solo una parte della comunità cristiana che si compone di famiglie che magari possono mettere in contatto con il parroco di riferimento. Esiste poi anche il cellulare oggi e ricordo che noi oggi abbiamo 243 parrocchie e 125 parroci in attività».
LA RIFORMA. «Ci sono alcune attività, abitudini e tradizioni che forse non sono più così importanti per la vita cristiana. Dobbiamo chiederci cos’è essenziale oggi: prestiamo più attenzione al Vangelo, alla Eucarestia e alla carità sperando che la burocrazia non soffochi le persone. È questa la Chiesa che progetta papa Francesco».
COMUNITÀ DI PARROCI. «L’età media non è drammatica, è circa sui 60 anni e quindi occorre intervenire. Non aboliamo certo le messe, ma ormai c’è una collettività pastorale e abbiamo anche preti che si occupano di 7 fino a 11 parrocchie. Rinunciamo all’idea di un parroco per ogni campanile, ma sono ottimista perché nei 2 anni e mezzo dal mio arrivo ho celebrato 4 funerali di parroci e 8 nuove ordinazioni. Ma la Chiesa non sono solo i preti, anzi, esiste una proficua collaborazione con il mondo laico».
CINEMA OCCUPATO. «Siamo assolutamente disposti ad accomodarci e parlare con gli antagonisti, a patto che restituiscano le chiavi dell’ex cinema Cavour perché possiamo legittimare le occupazioni abusive. Forse quelle persone non sanno che da tempo, magari rallentato dalla burocrazia, c’è in Comune un progetto per trasformare quel luogo in uno spazio utile a chi ha difficoltà. Comprendo le loro buone intenzioni, ma il metodo non è quello giusto».
I VEGGENTI. «Tempo fa sono intervenuto con veggenti, carismatici e altre categorie perché ho avuto notizia di 7 situazioni non in linea con le idee cristiane. Occorre stare attenti, hanno addirittura compiuto degli pseudo esorcismi ovviamente non autorizzati».
BIOTESTAMENTO. «Ho riflettuto sulla nuova legge italiana, utile a evitare situazioni di arbitrio. Ho però due punti interrogativi riguardo soprattutto il contributo dei medici. Deve esserci su questo tema una alleanza tra paziente, famiglia e dottore in modo che il ruolo di quest’ultimo non sia limitato a un ruolo di mero esecutore passivo. E poi c’è la vicenda della obiezione di coscienza, un po’ come accade come la legge 194 sull’interruzione di gravidanza: occorre tenere presente questa possibilità e il codice deontologico».
INCONTRO DI PRETI E DIACONI.
«Dall’8 all’11 gennaio avremo quattro giorni di formazioni con parroci e diaconi e sarà l’occasione per fare il punto sulle situazioni aperte» ha concluso il vescovo.
Sono questi i temi sui quali si è maggiormente speso ieri il vescovo di Modena e abate di Nonantola don Erio Castellucci nei suo consueto saluto pre-natalizio alla stampa modenese. L’alto prelato - che nella sua lettera, pubblicata integralmente sul sito www.gazzettadimodena.it, riflette sulle espressioni di tenerezza e fragilità tra Maria e il figlio di Dio nascituro prendendo in esame il Vangelo di Luca - ha invitato a seguire la lezione riformista di papa Francesco ricordando «Nel fare gli auguri a tutta la comunità modenese ricordo a tutti che occorre pensare a ponti e non a orti chiusi e smettere un po’ tradizionalmente di pensare a un prete per ogni campanile». Ecco le sue considerazioni.
L’ANNO APPENA PASSATO. «Dobbiamo prenderci cura di tutte le persone fragili, a partire dai bambini che hanno bisogno di molte cure materne. La prossima Lettera alla città verterà su questo tema collegato all’emergenza migranti e per questo pensando all’anno appena trascorso mi viene in mente che abbiamo avuto alcune emergenze, soprattutto fino a inizio estate, legate all’arrivo dei richiedenti asilo con tutte le polemiche annesse. Alla fine però mi pare si possa dire che c’è stata una buona collaborazione tra le istituzioni, nonostante i problemi si cerca di giungere a soluzioni condivise e anche noi abbiamo fatto la nostra parte. C’è una certa ripresa dal punto di vista dell’occupazione, altro aspetto fondamentale per una comunità».
LE PARROCCHIE. «Forse per colpa mia - spiega don Erio - forse c’è stata la percezione che volessimo chiudere delle parrocchie, quando invece stiamo facendo di tutto per tenere unite le comunità. Occorre comprendere che bisogna mettere in rete le parrocchie e pensare che non può più esserci un parroco fisso in ogni sagrestia. Ma la messa è solo una parte della comunità cristiana che si compone di famiglie che magari possono mettere in contatto con il parroco di riferimento. Esiste poi anche il cellulare oggi e ricordo che noi oggi abbiamo 243 parrocchie e 125 parroci in attività».
LA RIFORMA. «Ci sono alcune attività, abitudini e tradizioni che forse non sono più così importanti per la vita cristiana. Dobbiamo chiederci cos’è essenziale oggi: prestiamo più attenzione al Vangelo, alla Eucarestia e alla carità sperando che la burocrazia non soffochi le persone. È questa la Chiesa che progetta papa Francesco».
COMUNITÀ DI PARROCI. «L’età media non è drammatica, è circa sui 60 anni e quindi occorre intervenire. Non aboliamo certo le messe, ma ormai c’è una collettività pastorale e abbiamo anche preti che si occupano di 7 fino a 11 parrocchie. Rinunciamo all’idea di un parroco per ogni campanile, ma sono ottimista perché nei 2 anni e mezzo dal mio arrivo ho celebrato 4 funerali di parroci e 8 nuove ordinazioni. Ma la Chiesa non sono solo i preti, anzi, esiste una proficua collaborazione con il mondo laico».
CINEMA OCCUPATO. «Siamo assolutamente disposti ad accomodarci e parlare con gli antagonisti, a patto che restituiscano le chiavi dell’ex cinema Cavour perché possiamo legittimare le occupazioni abusive. Forse quelle persone non sanno che da tempo, magari rallentato dalla burocrazia, c’è in Comune un progetto per trasformare quel luogo in uno spazio utile a chi ha difficoltà. Comprendo le loro buone intenzioni, ma il metodo non è quello giusto».
I VEGGENTI. «Tempo fa sono intervenuto con veggenti, carismatici e altre categorie perché ho avuto notizia di 7 situazioni non in linea con le idee cristiane. Occorre stare attenti, hanno addirittura compiuto degli pseudo esorcismi ovviamente non autorizzati».
BIOTESTAMENTO. «Ho riflettuto sulla nuova legge italiana, utile a evitare situazioni di arbitrio. Ho però due punti interrogativi riguardo soprattutto il contributo dei medici. Deve esserci su questo tema una alleanza tra paziente, famiglia e dottore in modo che il ruolo di quest’ultimo non sia limitato a un ruolo di mero esecutore passivo. E poi c’è la vicenda della obiezione di coscienza, un po’ come accade come la legge 194 sull’interruzione di gravidanza: occorre tenere presente questa possibilità e il codice deontologico».
INCONTRO DI PRETI E DIACONI.
«Dall’8 all’11 gennaio avremo quattro giorni di formazioni con parroci e diaconi e sarà l’occasione per fare il punto sulle situazioni aperte» ha concluso il vescovo.
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