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Finale: casa in fiamme, muore un’infermiera

di Samuele Govoni
Finale: casa in fiamme, muore un’infermiera

La 52enne Giovanna Rondinelli, caposala in ospedale a Cento, è rimasta intossicata e intrappolata. Salvati in extremis i figli

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FINALE. L’antivigilia di Natale in via Tassinari a Casumaro è stata segnata da una tragedia che rimarrà impressa indelebilmente nella memoria dei familiari ma anche in quella degli abitanti della via e della frazione che si divide tra Finale, Cento e Bondeno. Ieri mattina infatti, intorno alle 6, un incendio ha divorato la casa in cui vivevano Giovanna Rondinelli e i due figli, Alice e Riccardo Ramponi, entrambi minorenni.

Le fiamme, le cui origini sono ancora in corso di accertamento, non hanno lasciato scampo alla donna che è deceduta all’età di 52 anni probabilmente per inalazione dei fumi di combustione. Dai primi accertamenti dei vigili del fuoco l’incendio potrebbe essere nato da un cortocircuito delle luminarie natalizie di cui la Rondinelli era, a detta di chi la conosceva, un’appassionata. Dal piano terra le fiamme in poco tempo si sono propagate nel resto della casa raggiungendo anche il piano superiore. Sul posto ben presto sono arrivati i soccorsi, allertati probabilmente dagli stessi familiari in pericolo.

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I vigili del fuoco, insieme ai carabinieri del Norm della stazione di Casumaro, hanno portato in salvo i figli della donna che si trovavano al piano superiore dell’abitazione, ormai privi di sensi. Il vice brigadiere Roberto Pini, dopo aver recuperato una scala dal giardino, è riuscito ad entrare nella casa dalla porta finestra di un terrazzo e, nonostante fosse privo di dispositivi di protezione e con gravi difficoltà respiratorie per l’inalazione dei fumi, insieme ai vigili del fuoco ha estratto i figli della vittima, evitando così una tragedia ancor più grande.

Il buio era ancora fitto ieri alle 6 in via Tassinari. Solo le fiamme a rompere l’oscurità della campagna. «Ci siamo svegliati vedendo il fuoco dalla finestra di casa nostra», avrebbero detto più tardi alcune persone che abitano in zona. Il silenzio della strada ancora addormentata ben presto è stato interrotto dalle sirene dei soccorsi, impossibile non accorgersi di quanto stesse accadendo. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per ore per spegnere l’incendio che si era sviluppato velocemente all’interno della villetta di Casumaro.

I bambini sono stati trasportati in ambulanza, con codice di massima urgenza, all’ospedale di Cona e poi trasferiti a quello di Ravenna per una seduta nella camera iperbarica. In giornata poi sono stati riportati a Cona dove si trovano tuttora ricoverati nel reparto di Pediatria. Il carabiniere Pini, invece, è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale di Cento, dove è stato riscontrato affetto da “intossicazione da fumo non complicata”. Le sue condizioni sono comunque in via di miglioramento. E proprio al Santissima Annunziata di Cento lavorava la Rondinelli; era infermiera caposala in sala operatoria. «La prematura e improvvisa scomparsa di Giovanna - scrive l’Ausl - ha colpito nel cuore tutta la comunità professionale dell'Azienda ed in paticolare dell’ospedale di Cento dove lavorava come coordinatore del blocco operatorio da almeno dieci anni, in precedenza aveva ricoperto altri ruoli organizzativi presso la struttura di Bondeno e nell’ospedale del Delta. A Cento insieme dalla Direzione di Anestesia e Rianimazione ha contributo attivamente al potenziamento e specializzazione delle attività operatorie che si sono realizzate ed ha mantenuto un costante aggiornamento delle sue competenze e di quelle dei collaboratori. Giovanna lascia un vuoto enorme come collega, collaboratrice e come guida di un gruppo operativo formato da amici e colleghi».

Intanto l’abitazione è stata sequestrata e, a causa dei gravi danni strutturali, è stata dichiarata inagibile.
 

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