Il Comune: niente più “case della droga”
I proprietari di immobili in disuso hanno l’obbligo di prevenire il degrado. Previste multe salate
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Niente più via dei Lovoleti, niente più “case della droga”: i proprietari di edifici in disuso avranno l’obbligo di controllarli, di “scoprire” in tempo se questi sono stati invasi da sbandati, spacciatori o bivaccatori ed evitare che diventino dei covi, delle centrali di spaccio e dormitori. Se così non sarà scatteranno multe da 500 euro. Tra alcune settimane, quando il consiglio comunale approverà le modifiche al Regolamento di Polizia urbana presentate in commissione lunedì, ci sarà infatti uno strumento in più per prevenire situazioni di degrado urbano legate all’occupazione di edifici abbandonati o in disuso.
In base alle proposte della giunta, infatti, gli articoli 13 e 14 del nuovo testo fissano obblighi puntuali per i proprietari, i locatari e i concessionari di immobili e di aree urbane edificabili (quando non oggetto di accantieramenti) per prevenire fenomeni di degrado. Allo stesso modo vengono previsti interventi per evitare ristagni e assicurare condizioni di pulizia, disinfestazione e sfalcio. L’articolo 13 riguarda in particolare la “sicurezza e manutenzione degli edifici e delle aree”, mentre il 14, a integrazione del precedente, è relativo in modo particolare a “aree ed immobili dismessi o oggetto di occupazioni abusive”.
Non è certo un caso che l’assessore Andrea Bosi, delegato dal sindaco a illustrare il provvedimento alla commissione consiliare insieme al comandante della polizia municipale Franco Chiari, abbia citato come esempio la situazione che si era creata nei mesi scorsi in via dei Lovoleti. Con l’articolo 14, infatti, si propone di introdurre interventi che proprietari e locatari sono chiamati a fare per prevenire fenomeni di occupazione abusiva e bivacco, nonché situazioni di pericolo per l’ordine pubblico in aree dismesse. Invece dell’immediata constatazione della violazione amministrativa, verrebbe inoltre previsto uno specifico atto di diffida che impone di sanare l’irregolarità accertata e di uniformarsi alle prescrizioni entro 30 giorni dalla notifica, con avvio, in caso contrario, della multa. La sanzione ipotizzata è quella massima possibile: 500 euro. Pugno duro dell’amministrazione comunale dunque e questo provvedimento riguarderà anche gli edifici di proprietà pubblica. Tra le modifiche al regolamento è previsto anche un leggero ampliamento delle zone interessate all’applicazione del mini daspo, l’ordine di allontanamento per 48 ore per motivi di sicurezza. L’ampliamento riguarda il tratto finale di viale Gramsci, dove c’è i parcheggio e l’area verde nei pressi delle tangenziali, per quanto riguarda l’area nord, e piazzale San Giacomo in centro storico.
La presidente della commissione risorse Grazia Baracchi ha annunciato che in gennaio saranno previste sedute di approfondimento, ma il testo potrebbe arrivare in aula per il voto entro la fine del mese.
In base alle proposte della giunta, infatti, gli articoli 13 e 14 del nuovo testo fissano obblighi puntuali per i proprietari, i locatari e i concessionari di immobili e di aree urbane edificabili (quando non oggetto di accantieramenti) per prevenire fenomeni di degrado. Allo stesso modo vengono previsti interventi per evitare ristagni e assicurare condizioni di pulizia, disinfestazione e sfalcio. L’articolo 13 riguarda in particolare la “sicurezza e manutenzione degli edifici e delle aree”, mentre il 14, a integrazione del precedente, è relativo in modo particolare a “aree ed immobili dismessi o oggetto di occupazioni abusive”.
Non è certo un caso che l’assessore Andrea Bosi, delegato dal sindaco a illustrare il provvedimento alla commissione consiliare insieme al comandante della polizia municipale Franco Chiari, abbia citato come esempio la situazione che si era creata nei mesi scorsi in via dei Lovoleti. Con l’articolo 14, infatti, si propone di introdurre interventi che proprietari e locatari sono chiamati a fare per prevenire fenomeni di occupazione abusiva e bivacco, nonché situazioni di pericolo per l’ordine pubblico in aree dismesse. Invece dell’immediata constatazione della violazione amministrativa, verrebbe inoltre previsto uno specifico atto di diffida che impone di sanare l’irregolarità accertata e di uniformarsi alle prescrizioni entro 30 giorni dalla notifica, con avvio, in caso contrario, della multa. La sanzione ipotizzata è quella massima possibile: 500 euro. Pugno duro dell’amministrazione comunale dunque e questo provvedimento riguarderà anche gli edifici di proprietà pubblica. Tra le modifiche al regolamento è previsto anche un leggero ampliamento delle zone interessate all’applicazione del mini daspo, l’ordine di allontanamento per 48 ore per motivi di sicurezza. L’ampliamento riguarda il tratto finale di viale Gramsci, dove c’è i parcheggio e l’area verde nei pressi delle tangenziali, per quanto riguarda l’area nord, e piazzale San Giacomo in centro storico.
La presidente della commissione risorse Grazia Baracchi ha annunciato che in gennaio saranno previste sedute di approfondimento, ma il testo potrebbe arrivare in aula per il voto entro la fine del mese.
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