Leo, prima del funerale si aspettano altre perizie
Timore di nuove richieste dei difensori degli arrestati a tumulazione avvenuta: l’autopsia non è ancora terminata. Le esequie si svolgeranno con rito cattolico
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In attesa che si concluda l’autopsia, la salma di Leo è stata resa disponibile alla madre Sofia e al padre adottivo, l’avvocato Andrea Giberti. Ma i genitori hanno deciso per ora di aspettare ancora alcune settimane per evitare che i difensori dei ragazzi arrestati per l’omicidio di Leo possano bloccare questo nulla osta e avanzino richieste a funerali avvenuti. Evitando che si possa arrivare ad esempio alla riesumazione della salma, un’eventualità che sconvolgerebbe due persone già estremamente provate.
La decisione è stata presa dopo una lunga riflessione. I genitori di Leo hanno infatti già predisposto tutto per il funerale. Che si svolgerà secondo il rito cattolico.
Ma chi è vicino all’avvocato Giberti e alla mamma Sofia (che è cinese) sa che il trauma della morte del ragazzo per loro non è terminato. Vogliono evitarne dei nuovi. Quando ci sarà una ragionevole certezza che nessuno chiederà altri accertamenti sulla morte del giovane studente del Barozzi serale, allora si terrà il funerale.
L’autopsia intanto procede e richiederà alcune settimane prima si arrivare al rapporto finale ad opera del professor Silingardi della Medicina legale di Modena. L’ipotesi più probabile resta il soffocamento. Probabilmente col cuscino del divano, come inizialmente ipotizzato. Ma non si scartano ancora altre possibilità.
Gli accertamenti autoptici cono stati messi a disposizione dei consulenti di parte nominati dai difensori dei sei minorenni cinesi residenti a Prato arrestati per l’omicidio del loro connazionale, avvenuto nel primo pomeriggio di sabato 25 novembre nel suo appartamento in piazza Dante.
E proprio l’appartamento è ancora sigillato. Da quel giorno, dopo la scoperta del cadavere di Leo nascosto dentro una valigia nella sua camera, è come se il tempo si fosse congelato. L’avvocato Giberti - che è giudice di pace a Bologna - ha potuto recuperare parte della sua documentazione di lavoro e i medicinali attraverso la polizia. Per il resto nessuno è più entrato all’interno della casa del delitto e i genitori vivono ospiti di amici con notevoli disagi, senza che nessuno sappia quando l’appartamento sarà dissequestrato su richiesta di chi conduce l’indagine, la Procura del Tribunale dei Minori di Bologna.
Intanto per i sei ragazzi arrestati resta attiva la custodia cautelare in carcere. I loro avvocati hanno giocato la carta del ricorso al Riesame, ma il Tribunale della Libertà ha respinto la loro richiesta di far accedere questi adolescenti a misure alternative alla cella di un carcere e ha confermato che devono per ora restare in cella. In questo gruppo c’è anche il 16enne che sostiene di essere stato ricattato da Leo con delle foto erotiche: accusa che ha fatto scattare il raid punitivo da Prato a Modena.
Carlo Gregori
La decisione è stata presa dopo una lunga riflessione. I genitori di Leo hanno infatti già predisposto tutto per il funerale. Che si svolgerà secondo il rito cattolico.
Ma chi è vicino all’avvocato Giberti e alla mamma Sofia (che è cinese) sa che il trauma della morte del ragazzo per loro non è terminato. Vogliono evitarne dei nuovi. Quando ci sarà una ragionevole certezza che nessuno chiederà altri accertamenti sulla morte del giovane studente del Barozzi serale, allora si terrà il funerale.
L’autopsia intanto procede e richiederà alcune settimane prima si arrivare al rapporto finale ad opera del professor Silingardi della Medicina legale di Modena. L’ipotesi più probabile resta il soffocamento. Probabilmente col cuscino del divano, come inizialmente ipotizzato. Ma non si scartano ancora altre possibilità.
Gli accertamenti autoptici cono stati messi a disposizione dei consulenti di parte nominati dai difensori dei sei minorenni cinesi residenti a Prato arrestati per l’omicidio del loro connazionale, avvenuto nel primo pomeriggio di sabato 25 novembre nel suo appartamento in piazza Dante.
E proprio l’appartamento è ancora sigillato. Da quel giorno, dopo la scoperta del cadavere di Leo nascosto dentro una valigia nella sua camera, è come se il tempo si fosse congelato. L’avvocato Giberti - che è giudice di pace a Bologna - ha potuto recuperare parte della sua documentazione di lavoro e i medicinali attraverso la polizia. Per il resto nessuno è più entrato all’interno della casa del delitto e i genitori vivono ospiti di amici con notevoli disagi, senza che nessuno sappia quando l’appartamento sarà dissequestrato su richiesta di chi conduce l’indagine, la Procura del Tribunale dei Minori di Bologna.
Intanto per i sei ragazzi arrestati resta attiva la custodia cautelare in carcere. I loro avvocati hanno giocato la carta del ricorso al Riesame, ma il Tribunale della Libertà ha respinto la loro richiesta di far accedere questi adolescenti a misure alternative alla cella di un carcere e ha confermato che devono per ora restare in cella. In questo gruppo c’è anche il 16enne che sostiene di essere stato ricattato da Leo con delle foto erotiche: accusa che ha fatto scattare il raid punitivo da Prato a Modena.
Carlo Gregori
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