Pd in crisi, è bufera su Richetti
Sbatte la porta ad alcuni renziani per fuga di notizie. Gli “orlandiani”: «Non versa soldi al partito»
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Fughe di notizie, stoccate a Matteo - l’altro Matteo - accuse di non aver mai versato la quota al partito, e una delle decisioni più drastiche ai tempi della comunicazione 2.0: l’abbandono... di una chat. Cinque giorni bollenti che hanno visto protagonista Matteo Richetti, deputato di Fiorano e capo della comunicazione del Pd nazionale, ai ferri corti prima col segretario Renzi - anche se poi ha fatto sapere di essere disposto «a fare a testate dal bene che gli voglio» - e poi con i renziani modenesi, rei di aver inoltrato al “Fatto Quotidiano” una conversazione privata in cui il parlamentare modenese diceva di «vergognarsi per tutto il Pd» dopo che il suo disegno di legge per tagliare i vitalizi era stato affondato al Senato. Tutto questo mentre gli “orlandiani” modenesi pensano di chiedere al partito di stoppare la ricandidatura di Richetti per le quote non versate al Pd locale. Una vicenda nata martedì, quando il responsabile della comunicazione dem, nel corso di un incontro a Napoli, aveva criticato Renzi: «Non puoi andare ad Arezzo a dire “siccome volevamo abolire il Senato e ci mettiamo la faccia su Banca Etruria, mi candido al Senato ad Arezzo”. Poi arrivi a Milano e, “siccome sono a Milano, sfido Berlusconi nel collegio di Milano”. Poi andrà a finire che ti candidi a Firenze: allora mi chiedo - ha detto Richetti a Napoli - perché non comprendiamo che in politica la parola data conta?». Parole sulle quali il parlamentare è tornato con ironia, ricordando che «Matteo dovrebbe sapere che il suo capo della comunicazione è matto come un cavallo». Il problema è che nel frattempo il Senato ha affossato il ddl Richetti per tagliare i vitalizi, e il Matteo modenese l’ha presa molto male, confidando ai renziani modenesi, all’interno della chat “avantinsieme”, amministrata dall’ex segretario provinciale Paolo Negro, di vergognarsi «per tutto il Pd, ma soprattutto per i senatori, che sono stati di un’avidità incomprensibile». Parole che in teoria avrebbero dovuto rimanere in quella conversazione, ma che in realtà sono arrivate al “Fatto Quotidiano”. Una fuga di notizie che ha portato Richetti a esprimere il suo sdegno nella chat modenese, augurando a tutti di passare un buon Natale e… abbandonando il gruppo. E nel caso servisse un altro po’ di pepe, anche l’altra parte del partito modenese, quella degli “orlandiani”, ce l’ha con Matteo: la sinistra Pd ha ripreso con forza a far notare che il parlamentare non versa la quota al partito. Una questione già emersa in passato dopo la segnalazione del tesoriere provinciale Valter Reggiani, portando Richetti a spiegare di aver «versato 10mila euro al Pd nazionale solo negli ultimi tre mesi». Ma il caso è tornato in auge proprio in questi giorni, in una chat “orlandiana” in cui, tra chi quantifica la quota non versata al partito, chi fa notare che con quella somma si pagherebbero gli stipendi di una federazione che ha rinnovato i contratti di solidarietà, e chi vuole rivolgersi al partito nazionale per chiedere lo stop alla ricandidatura, tutti ce l’hanno con Matteo. Il Matteo modenese. Che però non sarebbe il solo ad avere “sospesi” col partito. In questo, renziani e orlandiani, sarebbero alla pari. (l.g.)
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