Tanti rimborsi fasulli per fienili e scorte: Finanza in pressing
Inchieste sulle aziende agricole e i risarcimenti alle industrie Perquisizioni e accertamenti in diversi immobili della Bassa
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Decine di verifiche in corso, numeroso materiale da controllare, incrociare e accertare, ma dai primi riscontri anche la ricostruzione della Bassa ha i suoi lati oscuri fatti di truffe allo Stato e danno erariale. La Guardia di Finanza, infatti, sta eseguendo da tempo numerosi accertamenti soprattutto sui fienili ricostruiti - anche a peso d’oro e che già hanno suscitato indignazione tra numerosi terremotati - e i rimborsi delle scorte andate distrutte nei crolli dei capannoni.
La vicenda sui fienili è ormai un tema molto dibattuto e sono diversi gli immobili che hanno ripreso la propria bellezza storica a fronte dei ruderi (o presunti tali) che erano diventati pre-sisma. Un lavoro di monitoraggio e di denuncia importante l’ha fatto il Comitato Verifica Ricostruzione che incrociando le foto retrodatate reperibile su internet sia tramite i satelliti che Google Maps e i fienili ricostruiti ha sollevato diversi dubbi, sfociando poi in esposti alla magistratura di Ferrara.
Tutta nuova è invece la questione che riguarda le scorte distrutte. C’è una procedura che prevede il rimborso di quanto perso sotto i capannoni, ma evidentemente qualcuno ha alzato troppo l’asticella, riuscendo a passare per credibile di fronte ai verificatori regionali senza però fare i conti con la meticolosità delle verifiche incrociate della Guardia di Finanza. Si parla infatti di rimborsi molto elevati rispetto a ciò che effettivamente è andato perso e quindi sono due i reati contestabili: la truffa ai danni dello Stato e il collegato danno erariale.
Si tratta degli stessi reati contestati ad una cinquantina di persone, scoperte dalle Fiamme Gialle di Ferrara, che ha contestato in totale dieci milioni di rimborsi illeciti richiesti. Dai dati emersi i controlli hanno evidenziato come almeno il 30% delle istanze verificate siano risultate irregolari.
«Lo abbiamo sempre detto: la ricostruzione dell’Emilia colpita dal sisma ha come filo conduttore la correttezza e la legalità - commenta l’assessore regionale alla Ricostruzione, Palma Costi - E l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza n è la riprova che le Istituzioni e gli organi dello Stato preposti ai controlli mantengono un livello di attenzione altissimo. La nostra linea di condotta è stata da subito molto chiara: sì ad una ricostruzione senza perdere tempo, ma non a scapito di correttezza e legalità. Ed infatti quando abbiamo ragionevoli dubbi su qualche pratica, semplicemente facciamo una segnalazione alle Procure».(fd)
La vicenda sui fienili è ormai un tema molto dibattuto e sono diversi gli immobili che hanno ripreso la propria bellezza storica a fronte dei ruderi (o presunti tali) che erano diventati pre-sisma. Un lavoro di monitoraggio e di denuncia importante l’ha fatto il Comitato Verifica Ricostruzione che incrociando le foto retrodatate reperibile su internet sia tramite i satelliti che Google Maps e i fienili ricostruiti ha sollevato diversi dubbi, sfociando poi in esposti alla magistratura di Ferrara.
Tutta nuova è invece la questione che riguarda le scorte distrutte. C’è una procedura che prevede il rimborso di quanto perso sotto i capannoni, ma evidentemente qualcuno ha alzato troppo l’asticella, riuscendo a passare per credibile di fronte ai verificatori regionali senza però fare i conti con la meticolosità delle verifiche incrociate della Guardia di Finanza. Si parla infatti di rimborsi molto elevati rispetto a ciò che effettivamente è andato perso e quindi sono due i reati contestabili: la truffa ai danni dello Stato e il collegato danno erariale.
Si tratta degli stessi reati contestati ad una cinquantina di persone, scoperte dalle Fiamme Gialle di Ferrara, che ha contestato in totale dieci milioni di rimborsi illeciti richiesti. Dai dati emersi i controlli hanno evidenziato come almeno il 30% delle istanze verificate siano risultate irregolari.
«Lo abbiamo sempre detto: la ricostruzione dell’Emilia colpita dal sisma ha come filo conduttore la correttezza e la legalità - commenta l’assessore regionale alla Ricostruzione, Palma Costi - E l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza n è la riprova che le Istituzioni e gli organi dello Stato preposti ai controlli mantengono un livello di attenzione altissimo. La nostra linea di condotta è stata da subito molto chiara: sì ad una ricostruzione senza perdere tempo, ma non a scapito di correttezza e legalità. Ed infatti quando abbiamo ragionevoli dubbi su qualche pratica, semplicemente facciamo una segnalazione alle Procure».(fd)
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