Modena, un anno all’insegna di Vasco ma i problemi non si cancellano
Abbiamo ripercorso i 12 mesi che si stanno per concludere mettendo sul tabellone del Gioco dell’Oca eventi, situazioni e fatti che politica e Amministrazione hanno acceso. Fatevi anche voi la vostra idea
Abbiamo scelto, come già avevamo fatto in passato, di ripercorrere l’anno con un tono leggero, senza prendersi troppo sul serio. Ed ecco che vi proponiamo una nuova “edizione” del Gioco dell’Oca, il più tradizionale dei giochi che abbiamo calato nella vita quotidiana della nostra città per passare in rassegna il 2017.
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La chiave di lettura è quella politico-amministrativa: non è una questione di meglio o peggio, ma piuttosto di come certe situazioni, eventi o fatti, condizionino o abbiano condizionato la vita della città.
Nel tradizionale appuntamento di fine anno, nel quale facciamo un bilancio su ciò che è accaduto a Modena, anche questa volta non abbiamo dato voti (per le pagelle l’appuntamento è rinviato alla fine del 2018, quando si entrerà nell’ultimo semestre di legislatura prima di arrivare a nuove elezioni): è stato un anno tratteggiato da un grandissimo evento indiscutibile, una scommessa vinta - rischiosa ma riuscita - ma oltre a quello c’è stato ben poco di cui rallegrarsi.
Se nel 2014, ultimo anno nel quale ci siamo lanciati in questo Gioco dell’Oca alla modenese, la parola pronunciata più spesso dal sindaco Muzzarelli era stata “Francesca”, intendendo la sua avversaria Maletti, anche questa volta è troppo facile stabilirlo. Vasco, e chi se no, pronunciato come un mantra in qualsiasi occasione pubblica, prima durante e dopo la kermesse del 1 luglio. Il successo è giusto celebrarlo, l’eccesso meglio lasciarlo da parte. Perchè se dovessimo scegliere di ricordare il 2017 politico-amministrativo solo per Vasco, allora il bicchiere sarebbe mezzo vuoto. Per il rocker la paternità di un evento irripetibile, al sistema Modena - questa volta lo possiamo dire senza accezione negativa - una capacità organizzativa, dalla logistica alla sanità, destinata a fare scuola.
E poi? E poi...
Sono stati spesso i rinvii a caratterizzare le scelte che per il 2017 erano state promesse. Due aspetti su tutti, legati ad altrettanti cantieri che erano stati previsti già in pieno svolgimento e invece si devono arrendere ad una tempistica ormai fastidiosa in entrambi i casi: parliamo del Sant’Agostino, complici anche le baruffe tra il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente Paolo Cavicchioli, e dell’Ex Amcm, dove pochi giorni fa è stata concessa l’ennesima proroga ad un bando infinito.
È stata una città, in questo 2017, che spesso ha fatto fatica a scegliere, dimostrando anche una certa indecisione laddove, invece, c’era bisogno di essere decisi, soprattutto in un senso, quello che doveva portare alla condivisione con i cittadini. Anche qui alcuni esempi su tutti, molti diversi tra loro, ma che hanno accomunato nell’insoddisfazione diverse centinaia di famiglie modenesi. Pensate al caos nelle iscrizioni alle scuole medie di febbraio, o, questione di novembre, al mancato coraggio di chiudere sempre le scuole medie al sabato.
Dall’istruzione all’urbanistica: pensiamo a Vaciglio, con un nuovo comitato contro il cemento che non si vedeva dai tempi dell’idea della piscina al Parco Ferrari. O alla Fonderia della Madonnina, dove solo nelle ultime settimane qualcosa si è mosso. Ma è oggettivamente poco. Pericolosamente troppo meno di... Vasco.
Tutto questo mentre la politica modenese, tutta, è in un periodo di grande latenza: Pd completamente assente, Forza Italia che litiga, M5S che non ingrana. Il 2018, dopo lo scossone delle Politiche a marzo, sarà l’anno delle nuove candidature. E le attese, nei fatti, sono elevate.
@dvdberti . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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