E' Natale, settimo giorno di sciopero della fame
A Castelnuovo davanti alla Castelfrigo gli ex dipendenti della cooperativa con i sindacalisti Cgil sostengono la lotta dei quattro ex colleghi chiusi nei camper e nutriti solo con acqua e vitamine. Dice Tano: "Qui i politici non si vedono. Spero che intervengano i nostri consolati". Le loro famiglie vengono a salutarli.
CASTELNUOVO. E’ mattina presto e in strada fa freddo. Si alzano dalle brande e bevono acqua. Tanta acqua. Poi prendono una vitamina o due più il potassio. Comincia così il Natale di Marco, Tano, Chen e Martin. Sono un sindacalista modenese della Cgil (Marco Bottura) e tre operai della coop di servizi chiusa: un africano della Costa d’Avorio, un cinese e un albanese. Da due mesi sono rimasti senza lavoro. Per loro il giorno di Natale non è festa.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16281775:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/sciopero-della-fame-cosi-si-celebra-il-natale-alla-castelfrigo/89361/89941]]
E’ il settimo giorno di sciopero della fame. Vivono nei due camper parcheggiati nel piazzale davanti alla Castelfrigo di Castelnuovo. Oggi sono il simbolo di una lotta contro le false cooperative del settore macellazione, un caso che sta diventando nazionale ma che richiede tanta strada prima di essere risolto. Mentre i quattro ex dipendenti della coop, rimasti senza lavoro, si sistemano nel camper, nel piazzale si radunano numerosi altri lavoratori che hanno deciso di passare così il Natale. C’è Umberto Franciosi, sindacalista Cgil in prima linea nel seguire la vertenza. Arrivano anche le famiglie. Mogli e bambini di questi uomini rimasti senza lavoro che riceveranno un dono dal sindacato e dai colleghi.
“Ciao papà, buon Natale”, dicono i figli di Martin, una bambina grande e un bimbo piccolo. Il piccolo salta al collo del papà. “Ti piace? - dice mostrando un pupazzetto – me l’hanno regalato. Questo l’avevo già, invece. Papà adesso mi fai vedere dove hai dormito? Fai vedere anche alla zia”.
La mamma Brunilde osserva. Questo è il loro Natale. “E’ un brutto Natale. Non abbiamo festeggiato – dice – siamo rimasti seduti intorno a un tavolo, mentre mio marito è in un camper e fa lo sciopero della fame. Da tre mesi è senza lavoro”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16281001:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2017/12/25/fotogalleria/natale-tra-sciopero-della-fame-e-solidarieta-1.16281001]]
Nel camper è Tano a spiegare le ragioni dello sciopero: “Fisicamente stiamo bene. Spero che arrivi un cambiamento. Finora non è successo niente. Non viene nessuno a parlare con noi. Non c’è il sindaco, non ci sono le istituzioni, non ci sono i politici. Dove sono? Abbiamo chiesto ai nostri consolati di mobilitarsi (Costa d’Avorio, Cina e Albania). Speriamo che in due o tre giorni intervengano”. “Da troppo tempo siamo senza lavoro – dice Chen – io e la mia famiglia ne abbiamo bisogno”.
Nel piazzale ci sono i bidoni accesi per scaldare le mani. Gruppetti di manifestanti siedono sul cordolo davanti allo stabilimento di lavorazione carni. “Per ora non abbiamo avuto segnali di novità – ammette Franciosi – ma noi proseguiremo la nostra lotta. Oggi abbiamo deciso di venire qui per passare il Natale con loro, perché non restino soli. Daremo anche dei regali ai bambini di questi ex dipendenti rimasti senza lavoro. Seguiamo le condizioni di salute dei quattro che fanno lo sciopero della fame, li teniamo monitorati per la pressione e il battito cardiaco”. “Noi andremo avanti".
"Non basta più condannare le false cooperative. Bisogna che vengano chiamati in causa i committenti con le loro responsabilità per questa situazione. La Castelfrigo è solo la parte di un sistema più ampio che ormai è arrivato alla fine”, conclude Franciosi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
