Castelnuovo, il triste Natale degli operai dimenticati dalle autorità
di Sara Donatelli
Vertenza Castelfrigo. È proseguito anche durante le feste lo sciopero della fame Domani l’ultramaratona di un addetto delle carni: 60 chilometri contro le coop
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CASTELNUOVO. Sarà una vera e propria ultramaratona quella che vedrà impegnato domani il 52enne Mauro Gambaiani, operaio di un’azienda di lavorazione delle carni che ha scelto di manifestare così la propria solidarietà nei confronti dei soci-lavoratori delle coop della Castelfrigo in sciopero dal 17 ottobre. Sarà un percorso di quasi sessanta chilometri e avrà come tappe principali le maggiori aziende del distretto modenese della lavorazione delle carni. Inalca, Suincom, Alcar Uno e, infine, Castelfrigo: sono queste le ditte dentro le quali, come scritto dalla Flai Cgil, «c’è tanta storia degli appalti di dubbia legittimità a false cooperative che hanno creato un ventennale sistema nel distretto modenese, poi emulato su tutto il territorio italiano». Ad ogni tappa verranno inoltre distribuiti dei dossier contenenti le numerose denunce e segnalazioni fatte negli ultimi quindici anni dall’organizzazione sindacale ma che non hanno ancora visto l’apertura di un’indagine dalla Procura di Modena. «I processi non sono mai partiti, perché andati in prescrizione», denuncia la Flai Cgil. La lunga maratona che correrà Gambaiani, e a cui si potranno aggregare anche altre persone, partirà alle 8 da piazza della Vittoria di Fanano, la prima tappa sarà alle 14 all’Inalca di Castelvetro, proseguendo davanti alla Suincom di Solignano, arrivando alle 15 all’Alcar Uno di Castelnuovo e terminando poco dopo nel piazzale della Castelfrigo. La scelta di fermarsi davanti a queste aziende non è casuale: la cosiddetta "Vertenza Castelfrigo" sta tentando non solo di risolvere la complessa situazione in cui versano i 127 soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della ditta per i quali, lo scorso 14 dicembre, è stata confermata la procedura di licenziamento, ma sta assumendo sempre di più una dimensione ben più ampia di denuncia verso tutto il sistema degli appalti presente nel distretto della carne.
«Si tratta di una maratona che vuole evidenziare che la Castelfrigo è figlia di un sistema organizzativo che ha le sue radici nelle aziende oggetto delle tre tappe, un sistema che si è evoluto, con cambiamenti normativi che lo hanno favorito come la depenalizzazione del reato di somministrazione irregolare di manodopera e l’abrogazione della somministrazione fraudolenta di manodopera, contenuta nel Jobs Act» afferma Umberto Franciosi, segretario regionale della Flai-Cgil. Non solo le cooperative, ma anche e soprattutto le ditte committenti: è questo il bersaglio delle denunce delle organizzazioni sindacali.
La maratona di domani arriva dopo un Natale all’insegna della protesta, attuata tramite lo sciopero della fame che tre operai più un rappresentante sindacale stanno portando avanti nel piazzale della Castelfrigo. Ieri si è arrivati all’ottavo giorno di sciopero, ma al momento i risultati tardano ad arrivare. Gli operai si sentono abbandonati al loro destino: senza lavoro e senza che le istituzioni li abbiano degnati della loro presenza in un Natale così triste.
«Si tratta di una maratona che vuole evidenziare che la Castelfrigo è figlia di un sistema organizzativo che ha le sue radici nelle aziende oggetto delle tre tappe, un sistema che si è evoluto, con cambiamenti normativi che lo hanno favorito come la depenalizzazione del reato di somministrazione irregolare di manodopera e l’abrogazione della somministrazione fraudolenta di manodopera, contenuta nel Jobs Act» afferma Umberto Franciosi, segretario regionale della Flai-Cgil. Non solo le cooperative, ma anche e soprattutto le ditte committenti: è questo il bersaglio delle denunce delle organizzazioni sindacali.
La maratona di domani arriva dopo un Natale all’insegna della protesta, attuata tramite lo sciopero della fame che tre operai più un rappresentante sindacale stanno portando avanti nel piazzale della Castelfrigo. Ieri si è arrivati all’ottavo giorno di sciopero, ma al momento i risultati tardano ad arrivare. Gli operai si sentono abbandonati al loro destino: senza lavoro e senza che le istituzioni li abbiano degnati della loro presenza in un Natale così triste.
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