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Il dott. Papi al Senato legge e commenta Costituzione e sanità

di Saverio Cioce
Il dott. Papi al Senato legge e commenta Costituzione e sanità

Noto a livello mondiale per studi e ricerche sulla tiroide è tra i dieci italiani scelti per celebrare i 70 anni della Carta

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Sarà un carpigia no d’elezione, un esperto delle malattie della tiroide a livello mondiale, a celebrare oggi assieme al presidente del Senato Pietro Grasso i 70 anni della Costituzione.

Per l’occasione il dottor Gianpaolo Papi, 48 anni, responsabile di Endocrinologia per l’Area Nord nell’ospedale di Carpi, è a Roma assieme alla famiglia e ai genitori. Una combinazione di date: oggi è anche il suo compleanno e le brevi vacanze romane coincidono con l’assenza dalla corsia anche se sono proprio i suoi meriti con il camice bianco ad averlo messo in luce per selezionare i dieci italiani più rappresentativi per celebrare l’anniversario della Carta che ha fondato la Repubblica Italiana.

Emozionato?

«Sì, sono molto onorato di poter leggere i due articoli fondamentali in cui solennemente si afferma il diritto alla salute, senza distinzioni di censo».

Nel dettaglio?

«Leggerò gli articoli 9 e 32 della Costituzione, quelli che riguardano la sanità. Per quest’ultimo, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, mi è stato chiesto anche un commento. Lo farò volentieri».

Possiamo anticipare i contenuti?

«In buona sostanza direi che quell’affermazione di principio, che suonava molto lontana dalle condizioni di miseria nell’Italia del dopoguerra, con le rovine delle città bombardate e la malnutrizione in tante fasce della popolazione, oggi è un obbiettivo raggiunto. Ma ci sono voluti decenni per passare dall’enunciazione di principio dell’assistenza agli indigenti a una realtà quotidiana, peraltro resa più difficile in momenti di difficoltà di bilancio. Dobbiamo lavorare per migliorare queste conquiste, non possiamo accontentarci di difenderle in teoria».

Valori permanenti

«Certo, e di stringente attualità. Pensiamo ad esempio all’articolo 32 quando dice che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Bene, pare la premessa ideale della legge sulle cure del fine vita approvate pochi giorni fa ma sono del 1948 quando questi temi restavano patrimonio di filosofi».

Oltre a Papi in Senato ci sarà solo un altro a rappresentare la nostra regione: Fabrizio Binacchi, direttore della sede Rai dell’Emilia Romagna. Al loro fianco campioni dello Sport come Novella Calligaris. Per l’occasione sono stati invitati anche alunni e studenti di varie parti d’Italia che sono nati il 27 dicembre.

Infine nella ricorrenza è stata pubblicata un’edizione speciale della Costituzione con una traduzione in sette lingue, un’edizione speciale in Braille per non vedenti, una moneta commemorativa, un francobollo speciale della Zecca dello Stato e un video. L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 17 a Palazzo Giustiniani, davanti alla stessa scrivania su cui firmò il testo nel 1947 il presidente De Nicola, De Gasperi e Terracini.

Per Giampaolo Papi l’invito al Senato è l’ennesimo riconoscimento di una carriera sanitaria che ha avuto sempre come punto centrale degli studi e della pratica medica la tiroide e le sue disfunzioni.

Una vocazione nata sui banchi di scuola quando frequentava il liceo classico a Brindisi, durante la malattia di una zia e continuata poi negli anni dell’università a Roma e a Modena dove conseguì la specializzazione nel 1999. Pochi mesi dopo, vinto il concorso per Medicina Interna a Carpi lavora in corsia e scrive dei suoi lavori, restando in collegamento con il mondo della ricerca. Al tempo stesso non rinuncia alla scrittura creativa, con un saggio su Ungaretti e quattro di narrativa tra liceo e università.

Ma è sulle quasi 90 pubblicazione scientifiche che va misurato il suo lavoro oltre su un primato scientifico che lo ha consacrato a livello mondiale, quando proprio a Carpi scoprì metastasi sincrone sulla tiroide di una paziente. Lo chiamarono negli Usa offrendogli di tutto per trattenerlo ma lui preferì restare in Italia.

Ora è presidente onorario delll’Associazione Pazienti Tiroidei oltre che docente alla Scuola di Endocrinologia dell’Università cattolica di Roma. Il suo fiore all’occhiello però è la scoperta delle variazioni della scrittura nei pazienti che cominciano a soffrire di tiroide e che non hanno altri sintomi.

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