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Chiedete contributi o bonus mamme? Da martedì si paga

di Gabriele Farina
Chiedete contributi o bonus mamme? Da martedì si paga

Il Ministero taglia i fondi e le prestazioni avranno un costo Così Cisl, Acli e Cgil non ridurranno i servizi al pubblico

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Patronati, la rivoluzione è iniziata. Il rinnovo delle convenzioni ministeriali riflette la crisi di un pilastro del servizio: la gratuità della consulenza. «Il ministero del Lavoro ha tagliato un po’ il fondo del patronato - ha spiegato Cristiano Marini, responsabile provinciale dell’Inas-Cisl - e ha previsto la possibilità di chiedere un contributo alle persone per le pratiche non coperte dal fondo patronato. Il tetto massimo è stato fissato a 24 euro». I patronati si alimentano con un fondo versato dai lavoratori dipendenti, a cui attingono con una percentuale dello 0,199%. Nel 2015 il valore era di 0,226% e consentiva di avere circa 15 milioni di euro in più. «I tagli ministeriali sono stati talmente rilevanti che siamo costretti ad applicare i contributi per le spese», ha precisato Marini. Tagli contro cui i sindacati combattono da anni. Già nel 2014 per il sindacalista si era a un bivio: «Dover ridurre i servizi o dover pagare per essi». La strada intrapresa ha portato al secondo percorso. Da martedì prossimo lo sportello dell’Inas renderà a pagamento alcune pratiche. Nell’elenco rientrano quelle legate alla maternità (come astensioni e congedi), i bonus mamma e nido, le richieste di rata di tredicesima maturati da parte di eredi e di assegni familiari, le verifiche degli estratti contributivi, i ricalcoli della pensione, le richieste di versamento e di riscatti. Gli utenti dovranno pagare 15 euro, ma gli iscritti alla Cisl continueranno a non pagare nulla. Lo stesso accade già dal primo agosto scorso presso gli sportelli dell’Inca-Cgil. Le persone che richiedono una consulenza su determinate pratiche devono pagare 15 euro, mentre gli iscritti alla Cgil sono esonerati. Sono divenute a pagamento le prestazioni economiche per la tubercolosi, le domande di cura e di doppia annualità di pensione per un vedovo che si risposa, le richieste di accessori per chi ha avuto un riconoscimento d’infortunio. «Sono pratiche relativamente poco frequenti - ha assicurato Maura Romagnoli, direttrice del patronato Inca-Cgil di Modena - e l’introdurre i pagamenti non compensa i tagli che abbiamo avuto. L’Inca nazionale sta studiando altre convenzioni con il ministero del Lavoro, ma al momento la Cgil ci sostiene nei costi e nelle spese. Chiediamo contributi volontari a sostegno della consulenza». Per il patronato Acli è già in vigore un tariffario per 38 prestazioni. La lista comprende posizioni assicurative e assegni familiari, indennità di mobilità e maternità, richieste di rimborsi per medicinali e indennità di accompagnamento Inps. Per tali prestazioni il costo è di 24 euro per i non soci e i 20 euro per i soci. L’Acli ha disposto anche agevolazioni parziali del 50%. Pagano così 12 euro «i titolari di un reddito inferiore al trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, con esclusione di quello della casa di abitazione», come stabilito dalla convenzione tra l’associazione e il ministero del Lavoro. L’accordo ha una durata triennale e sarà rinnovato tacitamente, salvo disdetta.

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