Gazzetta di Modena

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Formigine, nato “Ho il diritto di difendermi”

di Andrea Gilioli
Formigine, nato “Ho il diritto di difendermi”

In ottanta ieri sera per la costituzione del Comitato sorto dopo la condanna di Barbieri

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FORMIGINE. Nessun riferimento, nel nome, a Giuliano Barbieri, ma il comune obiettivo di volersi battere contro leggi sentite come ingiuste e contro una sentenza, quella che ha condannato, in primo grado, a 3 anni e un mese, il negoziante formiginese, che sparò e ferì il ladro che gli stava svaligiando il negozio. Ieri sera in un’ottantina, tra cui alcuni esponenti della politica e, soprattutto, molti negozianti, si sono dati appuntamento nella piazza di fronte Comune per costituire il comitato, che già su Facebook aveva mosso i primi passi, con l’idea di organizzare una manifestazione, dopo la nascita, quasi spontanea, per solidarietà a Barbieri. Il Comitato si chiamerà “Io ho il diritto di difendermi” e a presiederlo, con ogni probabilità, sarà il barista Giorgio Leoni.

Alla riunione, con tanti che si sono presentati per solidarietà a Barbieri, e alcuni che hanno invece posto l’accento su un tema più ampio, quello della sicurezza nelle case e nelle attività commerciali, molti sono arrivati grazie al tam-tam sui social, e l’intenzione, dunque, è quella di usare questi strumenti 2.0 anche per raccogliere ulteriori adesioni e indire una manifestazione. Già oggi dovrebbero partire le procedure per la formalizzazione del Comitato e per la successiva fissazione di una data per la manifestazione, di cui verrà data comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza. Con ogni probabilità il corteo, in forma di fiaccolata, dovrebbe tenersi nella prima metà del mese, in un giorno feriale, non ancora deciso, e a partire dalle 19.30. Tra i presenti anche chi ha proposto di anticipare l’orario, chiedendo ai negozi di chiudere mezz’ora prima in segno di protesta. Resta invece ancora da definire, almeno formalmente, la linea del comitato “Io ho il diritto di difendermi” in merito al caso giudiziario che gli ha dato i natali. Dalla prima riunione infatti non è emerso con chiarezza se l’obiettivo sia quello di contestare soltanto le leggi vigenti, chiedendo un allargamento dei confini di applicazione dell’esimente per legittima difesa o, anche, contestare la sentenza di condanna a Barbieri e combattere al suo fianco per un assoluzione piena. «Vogliamo – ha spiegato il neo presidente - sensibilizzare la gente sul diritto di aver maggior potere di difendersi e di non essere vittime due volte: prima dei ladri poi della magistratura».
 

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