Gazzetta di Modena

Modena

Lo sport è vita Scendono in campo i minori stranieri

di Marco Costanzini
Lo sport è vita Scendono in campo i minori stranieri

Il progetto della comunità Argonauta per l’integrazione dei migranti. Benincasa: «Così si costruiscono relazioni» 

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Chi crede nel potere di un pallone sa che un pallone è capace di superare ogni barriera, in campo ma soprattutto nella vita. Il gioco del calcio come strumento di integrazione, linguaggio universale e ponte tra culture differenti è la linea guida del progetto creato nel 2016 da Federico Benincasa, operatore di Argonauta, comunità di alta autonomia del Ceis di Modena che accoglie i minori stranieri non accompagnati. Una vocazione, quella del 28enne Federico, ereditata dal padre Lorenzo e trasformatasi in missione sociale: essere “educallenatore”, come lui la definisce, in questo progetto di integrazione come in un’altra iniziativa benefica, la Modena Benny Cup, dove il pallone si riempie di tanti significati esaltando i valori più puri del calcio. «Lo sport unisce, in campo si condividono storie e il calcio diventa vita», racconta, spiegando l’intuizione vincente di creare una squadra, “Argonauta Academy”, tra i ragazzi di diverse etnie che segue quotidianamente come operatore di comunità. «Un’accademia di sport per insegnare che un campo da calcio spesso è la metafora della vita e che lo spirito di squadra, se ci si mette in gioco, è a tutto tondo comunità. Così si può costruire un ponte tra le difficoltà e la speranza, in mezzo alle tante storie di questi giovani fuggiti dalle loro terre sognando un futuro migliore. Attraverso lo sport che più amano i ragazzi possono imparare regole e rispetto, costruendo relazioni più stabili, scaricando le tensioni e non sentendosi soli». Benincasa ha creato una rete solidale coinvolgendo squadre ed enti locali: l’Atletic Cdr ha fornito i palloni e il Csi il materiale per gli allenamenti, mentre dal Ganaceto sono arrivate le divise ufficiali, già sfoggiate nelle amichevoli con ragazzi di altre comunità a Modena e Bologna. Il progetto prevede poi l’iscrizione a tornei come “Modena Benny Cup”, “Neymar 5vs5” e “Mondiali antirazzisti”. «La rete sta crescendo e ha dato anche la possibilità ad alcuni ragazzi di trovare una società pronta ad accoglierli, come il San Giorgio di Sassuolo per quattro gambiani. Le difficoltà riguardano anche i tesseramenti, vista l’assenza di documenti».

«Essere presenti sul territorio - spiega Roberto Malaguti, responsabile di Argonauta - deve avere una concretezza. Lo sport è un linguaggio comune, rappresenta il senso di comunità con immediatezza, coinvolge la responsabilità di tutti. Per questo sul territorio ci interessa essere conosciuti e apprezzati, raggiungere ed essere raggiunti».

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