Modena, specialisti in riciclaggio: scovato socio occulto
Dopo due anni è stata sgominata un'organizzazione che "spolpava" aziende del patrimonio
MODENA. Prima il consulente finanziario che "offriva ai suoi clienti la possibilità di trasferire le aziende in crisi all'estero, dopo averle spogliate del patrimonio residuo, per sfuggire alle conseguenze penali del fallimento (operazione 'barqueiro')". Poi l'imprenditore che "acquistava le aziende emiliane in difficoltà e le usava per avere dalle banche i soldi per pagarsi la bella vita, lasciando al loro destino i creditori (operazione 'last drink')". Infine, il mandante e socio occulto grazie a cui il meccanismo poteva essere messo in moto, che "investiva denaro per ottenere utili come in una normale impresa, ma faceva parte di un'associazione a delinquere". È proprio quest'ultimo F.C., 38enne di parma con residenza fittizia in Austria che qualche giorno fa è stato catturato dalla Guardia di finanza di Modena, che ha eseguito nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip modenese su richiesta del procuratore capo della città emiliana, lucia musti, e del pm marco imperato.
Il 38enne è stato preso, fanno sapere le fiamme gialle, all'inizio di dicembre nei pressi dell'aeroporto 'marconi' di bologna, dove stava per imbarcarsi "su un volo business che lo avrebbe portato negli emirati arabi per qualche giorno di relax". Al momento di lasciare l'albergo per recarsi al check-in, F.C. Ha però trovato ad 'accoglierlo' i finanzieri, che gli hanno notificato l'ordinanza. I militari hanno quindi sferrato un altro colpo "all'associazione a delinquere sgominata a luglio, quando eseguirono 12 ordinanze di misure cautelari nei confronti di l.P., 55Enne di Reggio fittiziamente residente a Lisbona, e degli appartenenti al sodalizio a lui riconducibile, specializzato nell'acquisire imprese e nel distrarne il patrimonio a danno dei creditori".
Si conclude così, per il momento, con l'operazione 'last ring', la serie di indagini, autonome ma legate tra loro, con cui, negli ultimi mesi, i finanzieri di modena hanno assestato alla criminalità economico-finanziaria emiliana un durissimo colpo. Infatti, concludono i militari, in circa due anni di indagini, partite da accertamenti su quello che sembrava un semplice fallimento di una società di carpi, "l'intero filone investigativo ha registrato 19 destinatari di misure cautelari personali, 48 indagati, 67 perquisizioni locali (in italia e all'estero), distrazioni patrimoniali dalle aziende in dissesto per circa 35 milioni di euro, danno all'erario per imposte non versate per 30 milioni di euro, 80.280 Ore di conversazioni telefoniche captate e oltre 2.500 Ore di intercettazioni telematiche".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
