Condominio R-Nord a Modena, pacco con cartucce
Il portiere ha trovato un bidone chiuso da nastro isolante in mezzo ad un mucchio di rifiuti in un angolo lungo le scale
MODENA. Centocinquanta cartucce da caccia inesplose e una ventina di proiettili per una calibro 22. Sono il regalo di Natale dell’R-Nord, scartato però solo ieri mattina dal solerte ed infaticabile Attilio Farinelli, più conosciuto come “Vittorio”, il portiere del condominio 21.
Ha notato un bidoncino in plastica bianco, un contenitore o da detersivo o da vernice, avvolto non da nastrini ma da un potente nastro adesivo nero. Lo ha aperto e ha avuto la sorpresa di non trovare altra immondizia e nemmeno della droga: munizioni, cartucce, “roba esplosiva”. E così ha chiamato le forze dell’ordine.
Il condominio 21 è quello il cui ingresso si incunea a fianco dell’ufficio postale, di fronte ad un lato del supermercato. Superata la consolle della portineria ci sono due ascensori: mai andarci in più di due persone altrimenti la corsa si blocca e il contesto non è davvero ideale.
Al terzo piano lo scenario è un dejà vu, uno di quei tanti lunghi corridoi immortalati nei film d’oltreoceano dove c'è sempre un fuggitivo che bussa alle porte sperando che qualcuno apra per potersi nascondere all'interno perché inseguito dalla polizia o da altri banditi. Sul lato sinistro, dicono i ben informati, ci sono solo prostitute, appartamenti di proprietà dove si esercita il mestiere.
Sul lato destro ci sono gli appartamenti che ha acquistato il Comune e sono, dicono i residenti, tutti vuoti. A metà del lato destro ci sono le scale del condominio. E’ qui, nel vano tra una rampa e l’altra che è stato trovato il contenitore. Era come nascosto in un mucchio di immondizia, cartacce, plastica, rifiuti vari, tutto innaffiato copiosamente da urina e l’odore era molto forte.
«Questo è solo un mucchietto - dice con nonchalance “Vittorio”, con il distintivo identificativo ben affisso sopra la felpa in pile - e questo è solo un piano dello stabile. Quando ci trovo dei materassi lerci cosa dovrei dire..?». Insomma, fa capire che è normale creare delle microdiscariche lungo le rampe di scale tra un piano e l’altro. E mentre annuisce, mostra una parete dove è stato spaccato un pezzo: nel vano dove passano alcuni tubi e collegamenti c’è una classica bottiglietta di plastica col foro e la cannuccia corta infilata, il tappo di stagnola. È il narghilè rudimentale ma pratico per inalare l’eroina. «Ce ne sono parecchi ..» e lo infila nel suo saccone della spazzatura come una “solita “lattina di birra o di coca cola. «Stavo rimuovendo quel mucchio di rifiuti e ho visto il contenitore chiuso col nastro isolante. Ho sentito che era pesante e allora l’ho aperto. Sinora non avevo trovato roba simile. Le ultime pulizie le ho fatte giovedì, quindi è stato portato in questi giorni».
Sul posto sono poi arrivati due agenti della polizia municipale che hanno sequestrato le cartucce e i proiettili calibro 22 a cui era stata staccata l’ogiva, diventando così a salve. È probabile che si tratti di refurtiva, collegata a qualche furto recente di armi e di fucili da caccia ( l’ultimo noto è quello avvenuto a San Felice): i ladri non si sono sbarazzati delle cartucce ma le hanno stoccate nel bidone e nascoste nella sporcizia, forse per venderle successivamente o forse era già quello il luogo della consegna.
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