Rischia l’assideramento Lo salvano i passanti
di Stefano Totaro
Il giovane straniero indossava solo una felpa ed era crollato sul marciapiede A Porta Aperta e in strutture simili già al riparo una settantina di indigenti
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Sdraiato per terra, pressoché immobile, con le braccia congiunte sulla pancia. Scarpe da ginnastica, jeans, una felpa leggera e basta, troppo poco per dare battaglia al freddo. Nemmeno l’alcol, di cui con ogni probabilità aveva fatto ampia scorta, gli stava dando le calorie necessarie per andare avanti: in via Paolo Ruffini, nel tratto vicino alla via Emilia, questo giovane straniero è stato notato e dopo poco salvato dai soccorsi chiamati da qualche residente o da un automobilista di passaggio. Il freddo intenso lo stava assiderando e lui, con un filo di voce, diceva di avere qualche dolore alla pancia e di non riuscire più a muoversi.
Il salvataggio è avvenuto ieri verso le 14.30. In zona dicono che questo giovane straniero sia uno di quelli che da quest’estate, in modo abbastanza continuo, stazionano sulle panchine all’inizio del parco Ferrari. Un gruppo di senza tetto, spesso attorniato da parecchio alcol e che vive di espedienti. Uno di loro, piuttosto molesto, si era pure reso protagonista anche di una colluttazione con le forze dell’ordine.
Comunque sia, missione compiuta per questo indigente che è stato portato al pronto soccorso e che, in seguito, verrà dirottato in una qualche struttura d’accoglienza disponibile, sempre che lo stesso acconsenta di seguire questo consiglio. Un consiglio che invece è stato accolto dalla grande totalità di indigenti e di senza tetto, di passaggio, storici e non, che abitualmente “popolano” le notti della città o per lo meno trovano rifugio nella stazione dei treni, nei sottopassaggi, in luoghi di fortuna. Un segno che il piano di accoglienza e la rete di volontari che effettuano la “ronda della povertà” hanno raggiunto il loro obiettivo e con successo: poche, pochissime le persone al freddo, a rischio di congelamento notturno e tutti al coperto, a Porta Aperta e in altre strutture simili.
I bollettini di questi giorni parlano chiaro: l’antivigilia, la vigilia, il giorno di Natale e quello di Santo Stefano non sono stati passati all’addiaccio da poveri o da tossicodipendenti.
Nei report dei volontari che fanno il giro in stazione dei treni, vanno nei sottopassaggi, vanno in zona San Cataldo, in quella di Collegara e nel centro storico si può notare che le persone intercettate sono state pochissime: alcuni con problemi di tossicodipendenza venuti da Napoli e scesi in stazione che cercavano analgesici, un giovane africano, già conosciuto in città, che ha voluto dormire nel tunnel in stazione e a cui è stato dato the caldo e una coperta, un altro che ha detto di essere di passaggio e che doveva raggiungere Castelnuovo l’indomani. Per il resto “quelli della notte” erano tutti al caldo a Porta Aperta e in altre case simili: una settantina di persone che in pratica hanno sancito il tutto esaurito circa i posti per l’accoglienza.
Accoglienza che continuerà sino alla fine di marzo: il piano dell’amministrazione comunale rivolto alle persone in difficoltà, è effettuato in sinergia con i poli territoriali, il Centro stranieri, i servizi sanitari di Aziende Usl e Ospedaliera, Caritas diocesana e Terzo Settore. In campo, come detto scendono i volontari di Agesci, Avs, Croce Blu, Croce Rossa, Fratres Mutinae, Gruppo Comunale Protezione Civile, Porta Aperta, Vivere sicuri.
Il salvataggio è avvenuto ieri verso le 14.30. In zona dicono che questo giovane straniero sia uno di quelli che da quest’estate, in modo abbastanza continuo, stazionano sulle panchine all’inizio del parco Ferrari. Un gruppo di senza tetto, spesso attorniato da parecchio alcol e che vive di espedienti. Uno di loro, piuttosto molesto, si era pure reso protagonista anche di una colluttazione con le forze dell’ordine.
Comunque sia, missione compiuta per questo indigente che è stato portato al pronto soccorso e che, in seguito, verrà dirottato in una qualche struttura d’accoglienza disponibile, sempre che lo stesso acconsenta di seguire questo consiglio. Un consiglio che invece è stato accolto dalla grande totalità di indigenti e di senza tetto, di passaggio, storici e non, che abitualmente “popolano” le notti della città o per lo meno trovano rifugio nella stazione dei treni, nei sottopassaggi, in luoghi di fortuna. Un segno che il piano di accoglienza e la rete di volontari che effettuano la “ronda della povertà” hanno raggiunto il loro obiettivo e con successo: poche, pochissime le persone al freddo, a rischio di congelamento notturno e tutti al coperto, a Porta Aperta e in altre strutture simili.
I bollettini di questi giorni parlano chiaro: l’antivigilia, la vigilia, il giorno di Natale e quello di Santo Stefano non sono stati passati all’addiaccio da poveri o da tossicodipendenti.
Nei report dei volontari che fanno il giro in stazione dei treni, vanno nei sottopassaggi, vanno in zona San Cataldo, in quella di Collegara e nel centro storico si può notare che le persone intercettate sono state pochissime: alcuni con problemi di tossicodipendenza venuti da Napoli e scesi in stazione che cercavano analgesici, un giovane africano, già conosciuto in città, che ha voluto dormire nel tunnel in stazione e a cui è stato dato the caldo e una coperta, un altro che ha detto di essere di passaggio e che doveva raggiungere Castelnuovo l’indomani. Per il resto “quelli della notte” erano tutti al caldo a Porta Aperta e in altre case simili: una settantina di persone che in pratica hanno sancito il tutto esaurito circa i posti per l’accoglienza.
Accoglienza che continuerà sino alla fine di marzo: il piano dell’amministrazione comunale rivolto alle persone in difficoltà, è effettuato in sinergia con i poli territoriali, il Centro stranieri, i servizi sanitari di Aziende Usl e Ospedaliera, Caritas diocesana e Terzo Settore. In campo, come detto scendono i volontari di Agesci, Avs, Croce Blu, Croce Rossa, Fratres Mutinae, Gruppo Comunale Protezione Civile, Porta Aperta, Vivere sicuri.
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