rifiuti. cosa cambia da gennaio
Se anche i sacchetti diventano una tassa per i cittadini
Dall’1 gennaio anche i sacchetti per alimentari, vale a dire «quelli usati per trasportare la spesa, per imbustare la frutta e la verdura venduta sfusa e anche carne, pesce, prodotti da forno e di...
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Dall’1 gennaio anche i sacchetti per alimentari, vale a dire «quelli usati per trasportare la spesa, per imbustare la frutta e la verdura venduta sfusa e anche carne, pesce, prodotti da forno e di gastronomia», dovranno essere rigorosamente biodegradabili e compostabili.
E sul tema Rete Imprese Italia di Modena segnala che «la nota dolente per i consumatori è rappresentata dal fatto che tutti i sacchetti leggeri e ultraleggeri dovranno essere ceduti solo a pagamento, come avviene per gli shopper monouso da spesa in vendita alle casse dei negozi e supermercati al prezzo di 10 centesimi circa».
Si tratta quindi di «un nuovo balzello che graverà sui consumatori e complicherà la vita alle imprese del settore», puntualizza l'associazione, sottolineando che «se da un lato è necessario alzare il livello di impegno per aumentare la consapevolezza dei cittadini sugli impatti che le borse di plastica hanno sull'ambiente, dall'altro non si possono sempre scaricare i costi sui consumatori e sulle imprese della distribuzione».
Sarebbe stato più corretta, secondo la stessa Rete Imprese, «una previsione legislativa capace di introdurre comportamenti virtuosi nella fase produttiva, imponendo l'utilizzo di materiali eco-compatibili già nella fase primaria».
Infine, l'associazione conclude segnalando un'altra stortura, e afferma che «conviviamo allegramente con milioni di produzioni di bottiglie di plastica difficili da smaltire a tutti i livelli, dalle acque alle bibite, senza che nessuno faccia o dica qualcosa, e poi si cerca di intervenire sui micro sacchetti: è un pò una contraddizione di sistema».
E sul tema Rete Imprese Italia di Modena segnala che «la nota dolente per i consumatori è rappresentata dal fatto che tutti i sacchetti leggeri e ultraleggeri dovranno essere ceduti solo a pagamento, come avviene per gli shopper monouso da spesa in vendita alle casse dei negozi e supermercati al prezzo di 10 centesimi circa».
Si tratta quindi di «un nuovo balzello che graverà sui consumatori e complicherà la vita alle imprese del settore», puntualizza l'associazione, sottolineando che «se da un lato è necessario alzare il livello di impegno per aumentare la consapevolezza dei cittadini sugli impatti che le borse di plastica hanno sull'ambiente, dall'altro non si possono sempre scaricare i costi sui consumatori e sulle imprese della distribuzione».
Sarebbe stato più corretta, secondo la stessa Rete Imprese, «una previsione legislativa capace di introdurre comportamenti virtuosi nella fase produttiva, imponendo l'utilizzo di materiali eco-compatibili già nella fase primaria».
Infine, l'associazione conclude segnalando un'altra stortura, e afferma che «conviviamo allegramente con milioni di produzioni di bottiglie di plastica difficili da smaltire a tutti i livelli, dalle acque alle bibite, senza che nessuno faccia o dica qualcosa, e poi si cerca di intervenire sui micro sacchetti: è un pò una contraddizione di sistema».
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