IL PASTICCIO ALL’AUSL
Stipendi decisi dai dirigenti M5S: Procedure da annullare
I risultati ufficiali non sono stati ancora comunicati, ma già circolano tra i dipendenti, che sono sempre più infuriati. Nonostante i correttivi economici richiesti da un sindacato. E così gli...
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I risultati ufficiali non sono stati ancora comunicati, ma già circolano tra i dipendenti, che sono sempre più infuriati. Nonostante i correttivi economici richiesti da un sindacato. E così gli incentivi sulle progressioni economiche determinati dai voti dei coordinatori dell’Ausl, su indicazione dei dirigenti, continuano a suscitare tensioni nell’azienda Ausl. Molti degli esclusi dalla progressione economica infatti restano intenzionati a fare ricorso.
Informata dell’accaduto, il consigliere regionale Giulia Gibertoni (M5S), chiede invece di annullare le procedure per le progressioni economiche orizzontali (PEO). Richiesta presentata in una interrogazione alla giunta regionale.
«Si è trattato di un pasticcio colossale che ha provocato molto malcontento tra chi aveva partecipato alla valutazione per avere un riconoscimento del lavoro svolto – spiega Gibertoni – Malcontento generato soprattutto dai controversi sistemi di valutazione scelti, per altro difformi da quelli messi in atto dal Policlinico di Modena senza che generassero polemiche, e che hanno rappresentato anche una spesa non indifferente per le casse della sanità pubblica modenese».
Gibertoni spiega come l’Ausl abbia messo in atto un complicatissimo e costosissimo apparato che ha individuato 90 valutatori che, nonostante la formazione effettuata, non hanno saputo coordinarsi tra di loro applicando dei criteri per valutare le progressioni economiche differenti. «In qualche caso erano evidenti anche dei conflitti d’interesse».
Informata dell’accaduto, il consigliere regionale Giulia Gibertoni (M5S), chiede invece di annullare le procedure per le progressioni economiche orizzontali (PEO). Richiesta presentata in una interrogazione alla giunta regionale.
«Si è trattato di un pasticcio colossale che ha provocato molto malcontento tra chi aveva partecipato alla valutazione per avere un riconoscimento del lavoro svolto – spiega Gibertoni – Malcontento generato soprattutto dai controversi sistemi di valutazione scelti, per altro difformi da quelli messi in atto dal Policlinico di Modena senza che generassero polemiche, e che hanno rappresentato anche una spesa non indifferente per le casse della sanità pubblica modenese».
Gibertoni spiega come l’Ausl abbia messo in atto un complicatissimo e costosissimo apparato che ha individuato 90 valutatori che, nonostante la formazione effettuata, non hanno saputo coordinarsi tra di loro applicando dei criteri per valutare le progressioni economiche differenti. «In qualche caso erano evidenti anche dei conflitti d’interesse».
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