Catturata “la mente” di un giro illegale da 35 milioni di euro
di Stefano Totaro
Fausto Chiparo, presidente di una compagnia aerea maltese ritenuto socio oscuro di una banda che spolpava le aziende
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Circa due anni di indagini, 19 destinatari di misure cautelari personali, 48 indagati, 67 perquisizioni locali (in Italia e all’estero), distrazioni patrimoniali dalle aziende in dissesto per circa 35 milioni di euro, danno all’Erario per imposte non versate per 30 milioni di euro, 80.280 ore di conversazioni telefoniche captate e oltre 2.500 ore di intercettazioni telematiche. Sono questi i numeri di una “trilogia” di operazioni portate a termine con successo dalla Guardia di Finanza di Modena in sinergia con la procura modenese: tre operazioni (Barqueiro, Last drink e ora Last ring) che hanno stroncato una associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta individuando via via prima il meccanismo operativo, colui che spolpava aziende in crisi con promesse di salvataggi e quant’altro e poi “la mente”, il socio occulto, colui che reggeva le fila dell'organizzazione e che dava la copertura finanziaria per mettere in moto questa macchina evasiva.
In manette è dunque finito Fausto Chiparo, 38enne imprenditore di Parma che, dietro un prestigio imprenditoriale di facciata, nascondeva affari illeciti compiuti a cavallo fra diversi paesi europei. Chiparo, con residenza fittizia in Austria, famiglia residente a Montecarlo, è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Il 38enne vantava uno stile di vita elevato e l'inserimento in diversi organigrammi di società italiane ed estere, attive nei più svariati settori economici, che vanno dall’immobiliare al trasporto aereo (a Malta) con concessioni volo in un aeroporto del cento Italia, passando per la locazione di autovetture di lusso e barche. Un imprenditore dunque, impegnato su più fronti: grazie a questa sua dimestichezza l’organizzazione riusciva ad acquisire le partecipazioni di controllo delle società da “spolpare” (e tra queste anche due società che operano nel Modenese), da cui poi riceveva, con modalità evidentemente illecite, i profitti necessari a mantenere il suo elevatissimo tenore di vita, fatto di agi e vacanze di lusso. Chiparo stava già per concedersi un periodo di relax negli Emirati Arabi quando all’aeroporto di Bologna invece delle hostess ha trovato i militari della Finanza che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere; ordinanza confermata prima di Natale anche dal Tribunale del Riesame.
Dunque ripercorriamo “le gesta” dei vari protagonisti di questa trilogia: si parte con il traghettatore, il barqueiro, ovvero Marco Pasquali, commercialista di Parma, 57 anni, originario di Reggio, al vertice di questa “holding commerciale” che si occupava di nascondere capitali ai creditori di aziende in dissesto tramite fittizi trasferimenti all’estero, in Portogallo in particolare e a reati tributari di varia matura. L'organizzazione era ramificata in diverse regioni italiane e all'estero, ed era divenuta nel tempo una vera e propria holding del crimine alla quale altri professionisti e imprenditori italiani si rivolgevano per perfezionare fittizie delocalizzazioni all’estero, grazie a una rete di prestanome, per eludere la normativa fallimentare in danno dei creditori delle società interessate e spostare capitali dal territorio nazionale ricorrendo a fatturazioni per operazioni inesistenti.
Il commercialista curava il rientro in Italia di tali somme, riconsegnandole in contanti agli imprenditori coinvolti, attraverso svariate movimentazioni bancarie, anche estero su estero e tra società diverse al fine di ostacolarne la tracciabilità, divenendo un vero e proprio “traghettatore”.
Poi in luglio 2017 l’arresto del mago delle bancarotte, colui che si presentava come una sorta di “cavaliere bianco” esuberante, danaroso e coperto di lusso, a titolari di ditte in crisi dicendo loro che avrebbe trovato tutte le soluzioni per ritornare a galla. Ma in realtà quello era, per loro, l’inizio di una fine mentre per questo 55enne era una possibilità in più per fare cassa e foraggiare il suo altissimo tenore di vita. Si trattava di Luigi Predieri 55enne di Reggio. Alla Finanza, per insospettirsi bastò pure guardare il suo profilo Facebook, dove non nascondeva la sua vita da nababbo e le sue belle frequentazioni. E infine ecco Fausto Chiparo, il socio occulto nonché presidente della compagnia aerea maltese Fly Volare al centro di diatribe questa estate circa le autorizzazioni ai voli all’aeroporto di Perugia, (voli per altro annunciati e pubblicizzati in pompa magna) con il relativo blocco e il recentissimo nulla osta con contratto valido fino a fine aprile 2018.
In manette è dunque finito Fausto Chiparo, 38enne imprenditore di Parma che, dietro un prestigio imprenditoriale di facciata, nascondeva affari illeciti compiuti a cavallo fra diversi paesi europei. Chiparo, con residenza fittizia in Austria, famiglia residente a Montecarlo, è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Il 38enne vantava uno stile di vita elevato e l'inserimento in diversi organigrammi di società italiane ed estere, attive nei più svariati settori economici, che vanno dall’immobiliare al trasporto aereo (a Malta) con concessioni volo in un aeroporto del cento Italia, passando per la locazione di autovetture di lusso e barche. Un imprenditore dunque, impegnato su più fronti: grazie a questa sua dimestichezza l’organizzazione riusciva ad acquisire le partecipazioni di controllo delle società da “spolpare” (e tra queste anche due società che operano nel Modenese), da cui poi riceveva, con modalità evidentemente illecite, i profitti necessari a mantenere il suo elevatissimo tenore di vita, fatto di agi e vacanze di lusso. Chiparo stava già per concedersi un periodo di relax negli Emirati Arabi quando all’aeroporto di Bologna invece delle hostess ha trovato i militari della Finanza che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere; ordinanza confermata prima di Natale anche dal Tribunale del Riesame.
Dunque ripercorriamo “le gesta” dei vari protagonisti di questa trilogia: si parte con il traghettatore, il barqueiro, ovvero Marco Pasquali, commercialista di Parma, 57 anni, originario di Reggio, al vertice di questa “holding commerciale” che si occupava di nascondere capitali ai creditori di aziende in dissesto tramite fittizi trasferimenti all’estero, in Portogallo in particolare e a reati tributari di varia matura. L'organizzazione era ramificata in diverse regioni italiane e all'estero, ed era divenuta nel tempo una vera e propria holding del crimine alla quale altri professionisti e imprenditori italiani si rivolgevano per perfezionare fittizie delocalizzazioni all’estero, grazie a una rete di prestanome, per eludere la normativa fallimentare in danno dei creditori delle società interessate e spostare capitali dal territorio nazionale ricorrendo a fatturazioni per operazioni inesistenti.
Il commercialista curava il rientro in Italia di tali somme, riconsegnandole in contanti agli imprenditori coinvolti, attraverso svariate movimentazioni bancarie, anche estero su estero e tra società diverse al fine di ostacolarne la tracciabilità, divenendo un vero e proprio “traghettatore”.
Poi in luglio 2017 l’arresto del mago delle bancarotte, colui che si presentava come una sorta di “cavaliere bianco” esuberante, danaroso e coperto di lusso, a titolari di ditte in crisi dicendo loro che avrebbe trovato tutte le soluzioni per ritornare a galla. Ma in realtà quello era, per loro, l’inizio di una fine mentre per questo 55enne era una possibilità in più per fare cassa e foraggiare il suo altissimo tenore di vita. Si trattava di Luigi Predieri 55enne di Reggio. Alla Finanza, per insospettirsi bastò pure guardare il suo profilo Facebook, dove non nascondeva la sua vita da nababbo e le sue belle frequentazioni. E infine ecco Fausto Chiparo, il socio occulto nonché presidente della compagnia aerea maltese Fly Volare al centro di diatribe questa estate circa le autorizzazioni ai voli all’aeroporto di Perugia, (voli per altro annunciati e pubblicizzati in pompa magna) con il relativo blocco e il recentissimo nulla osta con contratto valido fino a fine aprile 2018.
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