Un percorso legislativo lungo 40 anni
L’atto di approvazione ufficiale da parte del Ministero, pochi giorni fa, è solo l’ultimo atto formale di una storia legislativa molto lunga. Se oggi si fa riferimento a un decreto del Capo...
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L’atto di approvazione ufficiale da parte del Ministero, pochi giorni fa, è solo l’ultimo atto formale di una storia legislativa molto lunga. Se oggi si fa riferimento a un decreto del Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del 19 dicembre redatto ai sensi della legge 14 gennaio 2013 (con decreto attuativo del 23 ottobre 2014) per capire come è nata questa norma occorre andare indietro oltre 40 anni. In Italia, secondo le stime ministeriali, sarebbero circa 12 miliardi gli alberi presenti, mentre appunto quelli degni di nota storica sarebbero appunto 2400.
In Italia la tutela degli alberi monumentali ha preso forma negli anni ‘70 ed è del 1971 la prima campagna di sensibilizzazione nata sull’onda dell’americano “National Big Trees Program” del 1940: la attua il WWF mentre la prima regione ad attuare norme locali di tutela è l’Emilia Romagna nel 1977. Il primo censimento nazionale sui “monumenti” verdi degni di nota è del Corpo forestale dello Stato nel 1982, cui seguono altre leggi importanti, come la Galasso del 1985 e il Codice Urbani del 2004. (s.l.)
In Italia la tutela degli alberi monumentali ha preso forma negli anni ‘70 ed è del 1971 la prima campagna di sensibilizzazione nata sull’onda dell’americano “National Big Trees Program” del 1940: la attua il WWF mentre la prima regione ad attuare norme locali di tutela è l’Emilia Romagna nel 1977. Il primo censimento nazionale sui “monumenti” verdi degni di nota è del Corpo forestale dello Stato nel 1982, cui seguono altre leggi importanti, come la Galasso del 1985 e il Codice Urbani del 2004. (s.l.)
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