Gazzetta di Modena

Modena

E' scomparso Gianni Vaccari, anima del podismo modenese

Gianni Vaccari
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Gianni Vaccari

Anima del movimento podistico, numero uno della Madonnina, il suo impegno per animare lo sport di tutta la città 

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MODENA. E’ scomparso Gianni Vaccari, storica figura del podismo e di tutto lo sport modenese. E’ corso via in silenzio venerdì notte, dopo aver lottato con coraggio e tenacia contro la malattia che lo aveva colpito due estati fa. Da ieri è possibile salutarlo presso Terracielo, mentre le esequie avranno luogo martedì 2 gennaio alle 11 nella Parrocchia della Madonnina (partenza 10.30 da Terracielo). Gianni è stato colonna portante del settore podismo della Polisportiva Madonnina, di cui è stato atleta e presidente dal 1992. La “Classica”, gara societaria simbolo di inizio anno, è diventata fiore all’occhiello del podismo modenese soprattutto grazie a lui, che dal 1982 ne era diventato motore ed anima. Punto di riferimento ed instancabile organizzatore nel mondo della corsa sotto la Ghirlandina, Gianni, classe 1948, era tipografo di professione, prima di dedicare la sua vita al podismo. La sua passione, il suo entusiasmo e la sua intraprendenza sono stati determinanti nella diffusione della corsa, permettendo a tanti modenesi di innamorarsi del podismo. Sempre in prima linea, lo ricordiamo con il megafono in mano ed un sorriso accogliente davanti alla tenda della Madonnina, che abbandonava solo ad iscrizioni effettuate per risalire il serpentone delle non competitive accompagnando il suo arrivo con l’inconfondibile ululato. Lo hanno contraddistinto l’amore per la Classica e l’impegno per la Mini Classica dedicata ai bambini, un gioiello per tutta la città, ma Gianni ha messo anima e cuore anche a Freto, nella Camminata della Liberazione sull’argine del Secchia e pure a Lesignana, in quella “Lesy in Festa” che tanto gli piaceva tenere a battesimo. Ci ha fatto correre da Rubiera a Piazza Torre, per commemorare le vittime della strage di Bologna, guidando il tratto modenese della “Staffetta per non dimenticare” e ci ha radunati in collina a Natale e Capodanno, fra Solignano, Valle e Fogliano con un brindisi al ristoro post corsa. Ci ha portati a zonzo per l’Italia e l’Europa in pullman nelle trasferte podistiche autogestite e fra le tappe del Giro dell’Elba, il marchio di fabbrica, con la sua carica unica. Gli stessi che non ha mai smesso di portare sui tavoli del Coordinamento Podistico Modenese, nelle focose riunioni del primo lunedì di ogni mese, così come nei progetti Uisp, di cui dal 2009 era vice presidente dell’atletica: il trentennale del Trofeo Berlinguer, il quarantennale delle Camminate di Quartiere e il circuito delle camminate non competitive devono molto a Gianni. E’ Modena in generale a dovergli tanto. Ha dedicato la sua vita alla corsa, rincorrendo idee, sognando in grande e mettendoci la faccia in prima persona senza mai preoccuparsi che il suo cuore lo spingesse oltre il realizzabile. Gianni è stato anche un grande amico della Gazzetta. Con noi ha collaborato per anni, facendoci conoscere le manifestazioni e segnalandoci i risultati nell’unico modo che conosceva, trasmettendo passione genuina: i volantini delle gare stipati nel garage e nell’abitacolo della macchina, i calendari della Classica, la telefonata della domenica per raccontarci le gesta dei “suoi campioni”, dalla sua stella Davide Benincasa al trasporto per Daniela Montanari, sua nipote, che grazie a lui e per lui corre. Il suo sorriso e quel suo vulcanico entusiasmo ci mancano molto, da oltre un anno, la domenica mattina. Mancheranno a tutta la Modena di corsa. Alla famiglia e agli amici le condoglianze di tutta la redazione. Ciao Gianni.
Filippo Franchini

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