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«Poco spazio in stanza» La protesta dei migranti

di Saverio Cioce
«Poco spazio in stanza» La protesta dei migranti

Blocco all’entrata quando gli ospiti hanno visto arrivare i nuovi letti a castello La Prefettura: «Mai autorizzato quella scelta. Tre per camera sono abbastanza»

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«No, il doppio letto a castello non ci entra perchè le stanze dove dormiamo e viviamo sono già piccole e lo spazio per la quarta persona non c’è».

È stata questa in buona sostanza la goccia che ha fatto traboccare il vaso ieri mattina in via delle Costellazioni, dove una parte degli stranieri si è barricata nelle camere dell’ex residenza universitaria per impedire l’aumento della capienza. Polizia e carabinieri, arrivati sul posto, hanno vigilato per evitare che la situazione degenerasse.

La protesta è diventata di dominio pubblico quando sono scesi in strada parlare con i presenti e un vorticoso giro di telefonate tra i dirigenti della coop L’Angolo, che gestisce la struttura, la Prefettura e i responsabili dell’ordine pubblico. Alla fine la decisione è rientrata, i vertici dell’Angolo parlano di un equivoco.

Ma in serata è arrivato anche un segnale molto chiaro da parte della Prefettura che non ha nascosto l’irritazione sulle cause che sono alla base della protesta e che si riassumono in poche parole: sovraffollamento delle stanze, cattiva manutenzione e vitto discutibile visto che gli africani hanno tutti detto la stessa cosa: «In tutti i mesi che siamo qui mangiamo solo pasta».

«I gestori che hanno deciso di aggiungere posti in quelle stanze già affollate non ci hanno comunicato nulla - spiegavano ieri sera a tarda ora fonti ufficiose da corso Martiri - Peggio: non ci hanno avvisato o concordato variazioni con noi sul numero degli occupanti. Pertanto ogni ipotesi di aumento degli ospiti è bocciata. Non se ne parla neanche. Verificheremo se sono rispettati i requisiti previsti dal ministero. Per parte nostra solleciteremo le Commissioni Territoriali per ridurre i tempi d’attesa dei documenti, un altro punto dolente che sappiamo bene essere un problema per chi si trova in quella struttura da molti mesi. Più in generale cerchiamo di trovare altri posti in provincia in modo da decongestionare la città per sistemare anche in provincia i migranti».

La struttura dove avevano trovato posto a suo tempo gli universitari fuori sede è stata riconvertita in una struttura per i richiedenti asilo, extracomunitari in attesa di permesso di soggiorno. Ma l’attesa dei documenti, sino a un anno e mezzo per chi è arrivato da più tempo, unito ai problemi di alloggi che non vengono riparati, come hanno denunciato gli stessi migranti, hanno creato una miscela esplosiva.

«Le lampadine rotte non vengono sostituite - hanno detto in una conferenza stampa improvvisata, a dispetto dei divieti degli operatori di una coop sociale di farli parlare con i giornalisti - L’acqua in bagno è un problema, rubinetti e sciacquoni guasti non vengono riparati. E poi tutti i giorni il pasto è sempre lo stesso: un piatto di pasta e basta».

Impossibile verificare le condizioni denunciate dai migranti. Sedicenti “operatori” italiani hanno impedito a chiunque di salire nelle camere. In serata la Coop L’Angolo, quella chiamata in causa per le condizioni igieniche e gli spazi insufficienti, dopo i fulmini della Prefettura spiega che si è trattato solo di un “equivoco”.

«I letti a castello servivano solo per fare più spazio nelle camere» ha spiegato davanti alle telecamere il responsabile della coop l’Angolo. Peccato che i primi a non credere a questa scusa siano stati proprio gli inquilini delle camere dello studentato.

«Volevano sistemare quattro letti per camera per mettere quattro persone e prendere più soldi - dice un ragazzo in un discreto inglese, lontano dalle telecamere - Volevano fare spazio? Nessun problema: bastava togliere solo due letti e sostituirlo con un solo letto a castello. In questo modo saremmo comunque rimasti in tre e avremmo avuto più spazio per muoverci. Invece hanno insistito per togliere tutti e tre i letti e metterne due a castello, per un totale di quattro posti finali. E poi, perchè i gestori avrebbero speso il doppio per mettere due letti a castello per stanza quando ne bastava uno solo se veramente volevano lasciarci in tre?»

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