Arrivano a Modena i rifiuti di Roma
di Davide Berti
Il termovalorizzatore smaltirà al massimo 5mila tonnellate, solo Hera sorride. Bonaccini: «Solidarietà istituzionale»
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Il regalo di fine della Regione Emilia Romagna è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri con la firma di Stefano Bonaccini sul provvedimento che indica Modena tra le sedi destinate a smaltire i rifiuti di Roma, dopo l’appello dei giorni scorsi del sindaco Virginia Raggi.
Prima doveva essere solo Piacenza, poi Parma, e percorrendo la via Emilia a ritroso si è arrivati fino a Modena, per la sola gioia di Hera.
La Regione Emilia-Romagna accoglie così la richiesta d’aiuto del Lazio sui rifiuti: «Smaltimento di piccole quantità prestabilite, per un periodo limitato e tassativamente non reiterabili», dice Stefano Bonaccini. Che aggiunge: «Lo facciamo - ha detto - per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità di fronte a difficoltà che non possono continuare a ricadere sui cittadini». Magra consolazione, i fatti dicono altro e sarà interessante capire cosa diranno anche i grillini in Regione, sempre molto attenti quando si parla di tonnellate da incenerire e dei limiti della capienza.
A proposito di limiti la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha già fissato, dopo la scelta, paletti rigidi sia sui tempi sia sulle quantità. Saranno appunto i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo (Bologna), individuati d'intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto). Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l'impegno per l'Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni. In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l'atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l'impegno regionale a partire dal primo conferimento. I costi e le modalità di pagamento saranno pattuiti tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli. In più si dovrà pagare una «quota verde» aggiuntiva, che sarà versata ai Comuni, a Modena da parte di Hera Ambiente. Il trasporto dei rifiuti sarà monitorato da Arpae, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Non tardano le reazioni. Per Alan Fabbri (Lega) «siamo la pattumiera di Roma». Il Pd, con Paolo Calvano auspica che «questo serva da lezione al M5S che non si fa remore a criticarci o ad additarci come i colpevoli di tutti i mali del mondo».
Prima doveva essere solo Piacenza, poi Parma, e percorrendo la via Emilia a ritroso si è arrivati fino a Modena, per la sola gioia di Hera.
La Regione Emilia-Romagna accoglie così la richiesta d’aiuto del Lazio sui rifiuti: «Smaltimento di piccole quantità prestabilite, per un periodo limitato e tassativamente non reiterabili», dice Stefano Bonaccini. Che aggiunge: «Lo facciamo - ha detto - per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità di fronte a difficoltà che non possono continuare a ricadere sui cittadini». Magra consolazione, i fatti dicono altro e sarà interessante capire cosa diranno anche i grillini in Regione, sempre molto attenti quando si parla di tonnellate da incenerire e dei limiti della capienza.
A proposito di limiti la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha già fissato, dopo la scelta, paletti rigidi sia sui tempi sia sulle quantità. Saranno appunto i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo (Bologna), individuati d'intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto). Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l'impegno per l'Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni. In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l'atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l'impegno regionale a partire dal primo conferimento. I costi e le modalità di pagamento saranno pattuiti tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli. In più si dovrà pagare una «quota verde» aggiuntiva, che sarà versata ai Comuni, a Modena da parte di Hera Ambiente. Il trasporto dei rifiuti sarà monitorato da Arpae, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Non tardano le reazioni. Per Alan Fabbri (Lega) «siamo la pattumiera di Roma». Il Pd, con Paolo Calvano auspica che «questo serva da lezione al M5S che non si fa remore a criticarci o ad additarci come i colpevoli di tutti i mali del mondo».
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