C’era una volta... Marco, il formiginese volontario della fantasia
La perdita del lavoro tramutata in un’opportunità dedicarsi a inventare, scrivere e divulgare favole
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Se è vero che anche gli adulti restano sempre un po' bambini, allora Marco Smiraglio ne è un chiaro esempio. Il sessantatreenne formiginese, infatti, la passione per le favole l’ha sempre avuta, tanto da intitolare “Marco in favola” il suo primo libro. La raccolta di fiabe d’esordio di Smiraglio, magazziniere disoccupato, con la vocazione per questo mondo incantato, è stata pubblicata nel 2014. Da allora, dello scrittore, sono uscite altre due raccolte fiabesche: “Volare tra le parole”, pubblicata l’anno successivo, e recentemente “Acquerella”. Non solo, l’autore ha scritto diversi racconti e poesie: “Il nostro tempo” (volume 1 e 2) e “Racconti del nostro tempo” su temi d’attualità, come l’immigrazione e gli incidenti causati dai pirati della strada.
Dove nascono personaggi come “Arturo il lupo scherzoso” e la “Strega Lavanda”?
«Le favole mi sono sempre piaciute fin da quando mia figlia era piccola e io gliele leggevo, proprio come fanno tanti genitori. Poi, col passare degli anni, lei cresceva e io mi rendevo conto che quest’attitudine alla lettura espressiva rimaneva. Mi sono, così, iscritto ad un corso di lettura ad alta voce, circa dieci anni fa, presso l’associazione “Librarsi” e in seguito ho iniziato a farne parte. Nel frattempo, però, avevo anche perso il lavoro perciò mi sono dedicato sempre più all’attività di volontariato».
L’obiettivo dell’associazione “Librarsi” è quello di promuovere la lettura, con particolare attenzione ai bambini e in generale a chi ha bisogno di compagnia e conforto. Ma, dalla lettura alla scrittura, il passo non è obbligato. Cos’è successo?
«Mi sono reso conto che, durante queste letture davo un’interpretazione personale alle storie. Così, mi son domandato perché non provare a scriverne qualcuna di mio pugno? In questo modo è nato il primo libro e percorrendo la stessa strada sono nati anche i successivi. Mi sono dedicato sempre più alla scrittura: ogni libro è un’esperienza diversa, una specie di scommessa. La vendita e il relativo guadagno rimangono qualcosa di successivo, certo importante, ma che arriva dopo. Perché il vero motivo che mi spinge a scrivere è la passione».
Ora, di cosa si occupa?
«Oltre a leggere favole per i più piccoli, organizzo, presso biblioteche, polisportive e parrocchie, laboratori rivolti ai bambini e ai loro genitori, sul tema delle fiabe. Durante i laboratori inventiamo insieme delle storie, semplici, scritte con un linguaggio bambinesco. La semplicità spesso paga: i bambini sono molto entusiasti di questi momenti creativi e si divertono parecchio. Oltretutto, delle molteplici favole scritte insieme, almeno una cinquantina sono state pubblicate. In questo modo anche i bambini hanno la possibilità di veder realizzato qualcosa che è stato creato assieme. I temi da cui partiamo sono i più disparati: in testa a tutti, comunque, ci sono gli animali. Infine, faccio anche il volontario presso la fondazione Orione 80 Onlus di Magreta».
Martina Stocco
Dove nascono personaggi come “Arturo il lupo scherzoso” e la “Strega Lavanda”?
«Le favole mi sono sempre piaciute fin da quando mia figlia era piccola e io gliele leggevo, proprio come fanno tanti genitori. Poi, col passare degli anni, lei cresceva e io mi rendevo conto che quest’attitudine alla lettura espressiva rimaneva. Mi sono, così, iscritto ad un corso di lettura ad alta voce, circa dieci anni fa, presso l’associazione “Librarsi” e in seguito ho iniziato a farne parte. Nel frattempo, però, avevo anche perso il lavoro perciò mi sono dedicato sempre più all’attività di volontariato».
L’obiettivo dell’associazione “Librarsi” è quello di promuovere la lettura, con particolare attenzione ai bambini e in generale a chi ha bisogno di compagnia e conforto. Ma, dalla lettura alla scrittura, il passo non è obbligato. Cos’è successo?
«Mi sono reso conto che, durante queste letture davo un’interpretazione personale alle storie. Così, mi son domandato perché non provare a scriverne qualcuna di mio pugno? In questo modo è nato il primo libro e percorrendo la stessa strada sono nati anche i successivi. Mi sono dedicato sempre più alla scrittura: ogni libro è un’esperienza diversa, una specie di scommessa. La vendita e il relativo guadagno rimangono qualcosa di successivo, certo importante, ma che arriva dopo. Perché il vero motivo che mi spinge a scrivere è la passione».
Ora, di cosa si occupa?
«Oltre a leggere favole per i più piccoli, organizzo, presso biblioteche, polisportive e parrocchie, laboratori rivolti ai bambini e ai loro genitori, sul tema delle fiabe. Durante i laboratori inventiamo insieme delle storie, semplici, scritte con un linguaggio bambinesco. La semplicità spesso paga: i bambini sono molto entusiasti di questi momenti creativi e si divertono parecchio. Oltretutto, delle molteplici favole scritte insieme, almeno una cinquantina sono state pubblicate. In questo modo anche i bambini hanno la possibilità di veder realizzato qualcosa che è stato creato assieme. I temi da cui partiamo sono i più disparati: in testa a tutti, comunque, ci sono gli animali. Infine, faccio anche il volontario presso la fondazione Orione 80 Onlus di Magreta».
Martina Stocco
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