Seta, bonus da 1.100 euro agli autisti senza penalità
di Saverio Cioce
Condizioni: poca malattia e niente richiami. L’azienda: «Un terzo ne avrà diritto» Faisa: «Premi su misura, a Modena su 400 autisti lo avranno in 10 e in 40 ridotto»
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Grida vittoria Seta dopo l’accordo raggiunto con la sola Cgil per il premio di risultato. Ieri, con una nota ufficiale, l’azienda pubblica di trasporto indicava in un bonus di 1.100 euro il bonus di fine anno per oltre un terzo degli autisti.
Va da sè che Vanni Bulgarelli e Roberto Badalotti, rispettivamente presidente e direttore generale del gruppo che gestisce anche a Reggio e Piacenza il trasporto locale, siano soddisfatti del risultato raggiunto. Di più: grazie all’accordo stipulato con la sola Cgil, che ha rotto il fronte unitario delle trattative sedendosi al tavolo con i dirigenti dopo cinque giornate di sciopero, i due dirigenti reclamano come un loro diritto la possibilità di siglare gli accordi che vogliono e con chi vogliono.
La prima risposta da parte delle altre quattro sigle (Faisa, Cisl, Uil e Ugl) è stata immediata: stato di agitazione. Da 48 ore è partito la procedura che scatta automaticamente per “raffreddare” la vertenza, con il faccia a faccia in prefettura. Una questione diventata un puro formalismo allo stato attuale, vista l’incomunicabilità tra i vertici Seta (puntualmente riconfermati dalla giunta Muzzarelli) e le sigle degli autisti. Solo all’ultimo, da quattro settimane, la Cgil si è smarcata fornendo un assist formidabile al duo Bulgarelli-Badalotti.
«Il loro ottimismo è ingiustificato - commenta Giuseppe Rendace, responsabile Faisa Cisal in Seta - L’accordo nazionale del 2014 parla chiaro: gli accordi non sono validi se non vengono sottoscritti dai sindacati più rappresentativi e i contrari in Seta sono ben oltre il 50,1% degli iscritti. In più queste determinazioni devono passare al vaglio dei dipendenti con un referendum; di questa consultazione non c’è nemmeno l’ombra».
Sulla questione del premio però sono le cifre a cadere davanti alle contestazioni.
«Mi sembrano i numeri del lotto quelli dati da Seta - aggiunge Rendace - Altro che un terzo degli autisti: a Modema, se va bene, non arriviamo a 50 su 400 e gli altri 210 premiati sono tutti a Reggio e Piacenza dove il numero di dipendenti è complessivamente pari al nostro? Di fatto 350 autisti a Modena non prenderanno nulla, mentre i beneficiati prenderanno poco e non so se saranno una decina quelli che toccheranno il massimo dei 1.100 euro propagandati. Noi non contestiamo la logica del premio, quanto il modo e i criteri. L’anno scorso ad esempio c’era una percentuale fissa, minimo 20%, che andava a tutti, anche se sforavano i paramentri. Quest’anno invece Seta si è fatto l’accordo su misura, alla fine dell’anno: da quando gli obbiettivi di risultato vengono dati alla fine dell’anno anzichè all’inizio? Così ad esempio le penalità scattano per chi ha superato i 6 giorni di malattia contro i 12 del 2016. Problema sentito a Modena dove nonostante la montagna di ferie arretrate non è stato concesso un giorno di ferie a chi ne aveva bisogno per visite sanitarie. E poi ci sono centinaia di contestazioni disciplinari illegali a chi rifiutava gli straordinari obbligatori, tutti i giorni, per far fronte ai buchi negli organici». E l’anno prossimo? Seta ipotizza di utilizzare il premio di risultato per il welfare aziendale: «I lavoratori - sottolinea - potranno accedere ai servizi in base alle esigenze individuali».
Cgil a parte, le altre sigle sindacali si stanno preparando alla prossima giornata di sciopero ai primi di gennaio.
Va da sè che Vanni Bulgarelli e Roberto Badalotti, rispettivamente presidente e direttore generale del gruppo che gestisce anche a Reggio e Piacenza il trasporto locale, siano soddisfatti del risultato raggiunto. Di più: grazie all’accordo stipulato con la sola Cgil, che ha rotto il fronte unitario delle trattative sedendosi al tavolo con i dirigenti dopo cinque giornate di sciopero, i due dirigenti reclamano come un loro diritto la possibilità di siglare gli accordi che vogliono e con chi vogliono.
La prima risposta da parte delle altre quattro sigle (Faisa, Cisl, Uil e Ugl) è stata immediata: stato di agitazione. Da 48 ore è partito la procedura che scatta automaticamente per “raffreddare” la vertenza, con il faccia a faccia in prefettura. Una questione diventata un puro formalismo allo stato attuale, vista l’incomunicabilità tra i vertici Seta (puntualmente riconfermati dalla giunta Muzzarelli) e le sigle degli autisti. Solo all’ultimo, da quattro settimane, la Cgil si è smarcata fornendo un assist formidabile al duo Bulgarelli-Badalotti.
«Il loro ottimismo è ingiustificato - commenta Giuseppe Rendace, responsabile Faisa Cisal in Seta - L’accordo nazionale del 2014 parla chiaro: gli accordi non sono validi se non vengono sottoscritti dai sindacati più rappresentativi e i contrari in Seta sono ben oltre il 50,1% degli iscritti. In più queste determinazioni devono passare al vaglio dei dipendenti con un referendum; di questa consultazione non c’è nemmeno l’ombra».
Sulla questione del premio però sono le cifre a cadere davanti alle contestazioni.
«Mi sembrano i numeri del lotto quelli dati da Seta - aggiunge Rendace - Altro che un terzo degli autisti: a Modema, se va bene, non arriviamo a 50 su 400 e gli altri 210 premiati sono tutti a Reggio e Piacenza dove il numero di dipendenti è complessivamente pari al nostro? Di fatto 350 autisti a Modena non prenderanno nulla, mentre i beneficiati prenderanno poco e non so se saranno una decina quelli che toccheranno il massimo dei 1.100 euro propagandati. Noi non contestiamo la logica del premio, quanto il modo e i criteri. L’anno scorso ad esempio c’era una percentuale fissa, minimo 20%, che andava a tutti, anche se sforavano i paramentri. Quest’anno invece Seta si è fatto l’accordo su misura, alla fine dell’anno: da quando gli obbiettivi di risultato vengono dati alla fine dell’anno anzichè all’inizio? Così ad esempio le penalità scattano per chi ha superato i 6 giorni di malattia contro i 12 del 2016. Problema sentito a Modena dove nonostante la montagna di ferie arretrate non è stato concesso un giorno di ferie a chi ne aveva bisogno per visite sanitarie. E poi ci sono centinaia di contestazioni disciplinari illegali a chi rifiutava gli straordinari obbligatori, tutti i giorni, per far fronte ai buchi negli organici». E l’anno prossimo? Seta ipotizza di utilizzare il premio di risultato per il welfare aziendale: «I lavoratori - sottolinea - potranno accedere ai servizi in base alle esigenze individuali».
Cgil a parte, le altre sigle sindacali si stanno preparando alla prossima giornata di sciopero ai primi di gennaio.
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