Nasce il progetto “arto superiore”
di Davide Berti
Primo caso in regione di lavoro d’equipe: nuova struttura che farà scuola in Italia
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Nuove nomine, nuove strutture e nuovi progetti. Comincia con alcuni investimenti il 2018 della sanità modenese. E sono i due ospedali ora uniti, Policlinico e Baggiovara, a garantire vivacità al sistema in ottica strategica per tutto il territorio.
L’ultimo nato, unico in regione e destinato a diventare punto di riferimento nella sanità pubblica nazionale, è il progetto “Centro di alta specialità arto superiore”.
Azienda e università, così come nel caso delle nome, hanno lavorato fianco a fianco per creare qualcosa che non c’era e uscire da una logica settoriale chiusa. Ecco perchè si parla di arto superiore, dalla spalla alla mano per intenderci, mettendo insieme diversi professionisti e sensibilità che, fino ad ora, raramente aveva lavorato in modo strutturato in equipe. Da oggi, invece, questa sarà la regola: realizzazione di percorsi per il paziente, nelle varie fasi di diagnosi, trattamento e rieducazione, delle patologie traumatiche e degenerative dell’arto superiore, che consentano un rapido inquadramento diagnostico e terapeutico multidisciplinare.
In pista ci sono professionalità già note in tutta Italia, come nel caso della Chirurgia della mano del dottor Roberto Adani. Ma non sarà il solo, anzi: le strutture coinvolte riguardano anche l’Ortopedia del Policlinico del professor Fabio Catani, l’Ortopedia di Baggiovara affidata al dottor Pier Bruno Squarzina, la Medicina riabilitativa del dottor Stefano Cavazza e la Riabilitazione della mano della dottoressa Silvana Sartini.
L’approccio avverrà attraverso due team distinti: il team spalla gomito, il team mano e polso ma i percorsi di diagnosi saranno multidisciplinari.
Ci sarà, ad ampio respiro, una collaborazione anche con altre strutture - dipartimento materno infantile, oncologico, vascolare - e il potenziamento anche di ambulatori già esistenti come quello della spasticità e tetraplegia, quello delle malattie rare malformative e congenite e quello delle malattie reumatiche. Da implementare - secondo questo progetto . la traumatologia complessa dell’arto superiore per spalla e gomito, le patologie oncologiche e quelle vascolari rare e complesse.
Uno dei primi obiettivi dichiarati dall’azienda ospedaliera in fase di presentazione del progetto è proprio quello di «ottimizzare le risorse e migliorare l’appropriatezza erogativa grazie alla condivisione multidisciplinare delle decisioni terapeutiche». Sempre per quanto riguarda i vantaggi per pazienti c’è «la riduzione dei tempi di cura e degli spostamenti, aumentando l’integrazione delle informazioni disponibili. Prevenire danni dovuti a ritardi di trattamento o inefficace comunicazione tra professionisti». Un suo aspetto non secondario è dato anche dall’interazione che la parte clinica deve avere con l’università, trattandosi di un Policlinico: «Ci sarà la possibilità di organizzare percorsi didattici nei corsi di laurea e post-laurea come master di primo e secondo livello o corsi di perfezionamento atti a trasferire e valorizzare le competenze sviluppate con un ulteriore potenziamento dell’offerta formativa e didattica per i medici in formazione specialistica nelle scuole di Ortopedia e Traumatologia e di Medicina Fisica e Riabilitazione».
L’ultimo nato, unico in regione e destinato a diventare punto di riferimento nella sanità pubblica nazionale, è il progetto “Centro di alta specialità arto superiore”.
Azienda e università, così come nel caso delle nome, hanno lavorato fianco a fianco per creare qualcosa che non c’era e uscire da una logica settoriale chiusa. Ecco perchè si parla di arto superiore, dalla spalla alla mano per intenderci, mettendo insieme diversi professionisti e sensibilità che, fino ad ora, raramente aveva lavorato in modo strutturato in equipe. Da oggi, invece, questa sarà la regola: realizzazione di percorsi per il paziente, nelle varie fasi di diagnosi, trattamento e rieducazione, delle patologie traumatiche e degenerative dell’arto superiore, che consentano un rapido inquadramento diagnostico e terapeutico multidisciplinare.
In pista ci sono professionalità già note in tutta Italia, come nel caso della Chirurgia della mano del dottor Roberto Adani. Ma non sarà il solo, anzi: le strutture coinvolte riguardano anche l’Ortopedia del Policlinico del professor Fabio Catani, l’Ortopedia di Baggiovara affidata al dottor Pier Bruno Squarzina, la Medicina riabilitativa del dottor Stefano Cavazza e la Riabilitazione della mano della dottoressa Silvana Sartini.
L’approccio avverrà attraverso due team distinti: il team spalla gomito, il team mano e polso ma i percorsi di diagnosi saranno multidisciplinari.
Ci sarà, ad ampio respiro, una collaborazione anche con altre strutture - dipartimento materno infantile, oncologico, vascolare - e il potenziamento anche di ambulatori già esistenti come quello della spasticità e tetraplegia, quello delle malattie rare malformative e congenite e quello delle malattie reumatiche. Da implementare - secondo questo progetto . la traumatologia complessa dell’arto superiore per spalla e gomito, le patologie oncologiche e quelle vascolari rare e complesse.
Uno dei primi obiettivi dichiarati dall’azienda ospedaliera in fase di presentazione del progetto è proprio quello di «ottimizzare le risorse e migliorare l’appropriatezza erogativa grazie alla condivisione multidisciplinare delle decisioni terapeutiche». Sempre per quanto riguarda i vantaggi per pazienti c’è «la riduzione dei tempi di cura e degli spostamenti, aumentando l’integrazione delle informazioni disponibili. Prevenire danni dovuti a ritardi di trattamento o inefficace comunicazione tra professionisti». Un suo aspetto non secondario è dato anche dall’interazione che la parte clinica deve avere con l’università, trattandosi di un Policlinico: «Ci sarà la possibilità di organizzare percorsi didattici nei corsi di laurea e post-laurea come master di primo e secondo livello o corsi di perfezionamento atti a trasferire e valorizzare le competenze sviluppate con un ulteriore potenziamento dell’offerta formativa e didattica per i medici in formazione specialistica nelle scuole di Ortopedia e Traumatologia e di Medicina Fisica e Riabilitazione».
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