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I beni archeologici traslocano e Bologna ne vuole in prestito

I beni archeologici traslocano e Bologna ne vuole in prestito

SPILAMBERTO. Cambio di residenza per i reperti archeologici rinvenuti a Spilamberto. Al momento, il materiale si trova collocato in un locale in via Berlinguer e nell’ex Lavatoio. Tuttavia, il...

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SPILAMBERTO. Cambio di residenza per i reperti archeologici rinvenuti a Spilamberto. Al momento, il materiale si trova collocato in un locale in via Berlinguer e nell’ex Lavatoio. Tuttavia, il contratto di locazione scadrà a marzo e si è reso necessario cercare un altro spazio. La scelta non sarà immediata perché non si tratta di un’attività semplice: bisogna aggiornare gli elenchi delle casse contenenti i reperti archeologici, sostituire i sacchetti danneggiati e controllare la disposizione del materiale nel nuovo deposito. Ad occuparsene sarà l’Associazione professionale ArcheoModena che agirà sotto la supervisione della Soprintendenza seguendone le direttive, in collaborazione con il gruppo dei Naturalisti di Spilamberto e con l’Amministrazione comunale.

Altri reperti archeologici ritrovati nel territorio spilambertese sono invece stati richiesti in prestito dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna: si tratta dei corredi delle tombe 37 e 62 della necropoli longobarda che saranno inseriti nella mostra “Medioevo Svelato. Storie dell’Emilia Romagna attraverso l’archeologia” aperta dal 16 febbraio al Museo Civico Medievale. In questo caso i lavori di restauro saranno affidati a Renaud Vincent Bernadet, esperto in materia di restauro, individuato dall’amministrazione comunale come “garanzia di un recupero ottimale dei preziosi reperti che troveranno una prestigiosa collocazione all’interno della mostra”.

«La richiesta dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna è la conferma della ricchezza del nostro patrimonio artistico e questo ci rende orgogliosi - ha detto il sindaco Umberto Costantini - Anche il trasferimento dei reperti archeologici in un nuovo spazio risponde alla volontà di poter condividere queste ricchezze artistiche affinché ci sia non solo una maggiore consapevolezza al riguardo, ma anche per fare in modo che divengano davvero un patrimonio di tutti. Proprio per questo motivo come Amministrazione comunale ci stiamo impegnando anche per ricercare fondi e finanziamenti per portare avanti questo progetto».

Sara Donatelli

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