pavullo. Biolchini e tomei
I sindaci: «La sp33 non verrà declassata»
PAVULLO. «L’ipotesi di revisione delle competenze stradali riguarda solo il possibile passaggio della Pratolino-Malandrone alla Provincia. Non ci sono passi ulteriori, e quindi nessun pensiero di...
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PAVULLO. «L’ipotesi di revisione delle competenze stradali riguarda solo il possibile passaggio della Pratolino-Malandrone alla Provincia. Non ci sono passi ulteriori, e quindi nessun pensiero di declassamento a strada comunale della provinciale 33 che collega a Polinago». Lo precisa il sindaco di Pavullo Luciano Biolchini in merito alle riflessioni dell’ultimo Consiglio sulla viabilità.
La prospettiva di uno “scambio” che avesse portato a ricondurre al Comune di Pavullo parte della sp 33, mentre la Provincia si prendeva la Pratolino, non sarebbe piaciuta per niente anche al sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei: «È un’arteria strategica per il nostro paese - sottolinea - che per suo tramite viene unito al centro del distretto di riferimento e ha quindi bisogno di investimenti, non certo di un declassamento». Al contempo, Tomei sottolinea come adesso la nuova priorità viaria sia l’allargamento dell’Estense: «Già ora in un normale giorno di lavoro ci sono rallentamenti medi di una ventina di minuti - rimarca - e con le centinaia di persone in più legate al potenziamento del polo di Sant’Antonio il traffico crescerà ancora, rischiando di diventare insostenibile. Serve al più presto uno studio di fattibilità per portare le quattro corsie fino alle ceramiche. Se non lo facciamo, tra vent’anni la gente ci verrà a chiedere dov’eravamo quando era ora di fare pianificazione, di fronte a un cambiamento di questa portata». (d.m.)
La prospettiva di uno “scambio” che avesse portato a ricondurre al Comune di Pavullo parte della sp 33, mentre la Provincia si prendeva la Pratolino, non sarebbe piaciuta per niente anche al sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei: «È un’arteria strategica per il nostro paese - sottolinea - che per suo tramite viene unito al centro del distretto di riferimento e ha quindi bisogno di investimenti, non certo di un declassamento». Al contempo, Tomei sottolinea come adesso la nuova priorità viaria sia l’allargamento dell’Estense: «Già ora in un normale giorno di lavoro ci sono rallentamenti medi di una ventina di minuti - rimarca - e con le centinaia di persone in più legate al potenziamento del polo di Sant’Antonio il traffico crescerà ancora, rischiando di diventare insostenibile. Serve al più presto uno studio di fattibilità per portare le quattro corsie fino alle ceramiche. Se non lo facciamo, tra vent’anni la gente ci verrà a chiedere dov’eravamo quando era ora di fare pianificazione, di fronte a un cambiamento di questa portata». (d.m.)
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