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«Meglio in galera che con quella donna»

«Meglio in galera che con quella donna»

Un 20enne litiga, evade dai domiciliari e si costituisce. La convivente al giudice: «Mai più a casa mia»

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Meglio la galera che restare in casa con quella ragazza: questione ormai di incompatibilità, di un rapporto che si è ormai lacerato con il passare dei giorni e delle ore e che ha portato questo ventenne ad evadere. Nel vero senso della parola.

Lui, marocchino di venti anni, era stato condannato ad una pena di un anno e quattro mesi a causa di una tentata rapina nonché per furto e per ricettazione, tutti fatti avvenuti in città nell’ottobre del 2016. Il giovane doveva a scontare questa pena non in carcere ma in casa, arresti domiciliari presso quella che era la sua ragazza. Non è che già allora questa giovane, originaria del Marocco e nata in Italia, fosse entusiasta di questa situazione, anzi. Ma , a quanto risulta, lui fece una piazzata, mostrò a lei e in modo plateale tutta la sua disperazione per non sapere dove andare, per non finire in strada e così , avendo evidentemente toccato i tasti giusti, la donna acconsentì alla detenzione nell’abitazione comune, la sua, un monolocale che si trova in città. Una convivenza forzata in tutti in sensi.

Col passare dei giorni però la vita è diventata dura e difficile sia per lei che per lui. Finché la sera del primo gennaio il ventenne litiga furiosamente con la “coinquilina” e compie il grande gesto: apre la porta, esce e se la richiude dietro alle spalle. Me ne vado, basta, sarà quel che sarà. Non ci voleva però un indovino a capire come sarebbe andata a finire, al primo controllo il giovane sarebbe diventato un evaso ricercato. E di questo il ventenne ne era ben consapevole. Cosicché, nel cuore della notte stessa del suo gran rifiuto, mestamente lo straniero evaso è andato dai carabinieri, ha “bussato” alla caserma dei militari dell’Arma che si trova in viale Tassoni, e ammettendo la propria colpa, si è costituito ed è stato pertanto arrestato per evasione.

Ieri mattina il giovane, difeso d’ufficio dall’avvocato Ferdinando Giuri, è stato processato per direttissima in tribunale.

Si è parlato del litigio scoppiato per futili motivi, della ormai incompatibilità e insofferenza tra i due giovani senonché il giudice, forse per giocare l’ultima razionale e residua carta, ha chiamato al cellulare la convivente, l’ex fidanzata di lui. Le ha chiesto se avrebbe voluto riprendersi ancora una volta il ventenne, se c’era la possibilità di una ricucitura... ma nulla, la ragazza non ha avuto nemmeno un attimo di esitazione: «No, basta, abbiamo già dato... Mai più a casa mia».

E così ora il marocchino rapinatore sconterà il resto della pena al carcere di Sant’Anna. (s.to)

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