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Comunità per minori Controlli e aiuti rifiutati

Comunità per minori Controlli e aiuti rifiutati

MEDOLLA. «È vero che tutti i miei sforzi sono caduti nel vuoto perché la responsabile della comunità non ha dato corso e non ha nemmeno fatto lo sforzo di provare a fare i numeri di telefono che gli...

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MEDOLLA. «È vero che tutti i miei sforzi sono caduti nel vuoto perché la responsabile della comunità non ha dato corso e non ha nemmeno fatto lo sforzo di provare a fare i numeri di telefono che gli ho fornito per avviare contatti con le società sportive, il gruppo del Galeone di San Prospero per la cura dei cavalli, la scuola di Mirandola per il corso di italiano...». Sono parole che fotografano il distacco tra le comunità dei minori di Medolla e Mirandola rispetto al tessuto sociale locale e hanno un peso specifico particolare perché sono dette dalla responsabile del servizio Minori dell’Unione, Federica Pongiluppi. Le ha pronunciate in Consiglio, dopo una mozione presentata da Antonio Platis e Marco Bergamini che chiedevano lumi sulla situazione che nei mesi scorsi era apparsa piuttosto complicata. Nell’audizione è anche emerso come uno dei ragazzi - ora trasferito dopo innumerevoli sollecitazioni - già autore di alcuni episodi di violenza abbia confidato di essere tossicodipendente fin da quando aveva 5 anni, ma soprattutto si è capito come esista uno scollamento sociale, accentuato dagli ultimi invii di minori non accompagnati appena arrivati in Italia. Perché fino a qualche anno fa le quattro comunità non apparivano così complesse nella gestione mentre adesso tra deroghe rispetto ai limiti imposti dalle vecchie autorizzazioni comunali - almeno quattro giovani in più - e il limitato dialogo rendono tutto più complesso. Il fronte dei controlli non è da meno visto che a fronte di 20 accessi disposti dalla Procura ne sono avvenuti appena quattro su altre sollecitazioni di cui uno - rivela Bergamini - anticipato da uno strano comportamento del gestore, inizialmente non presente e poi sostituito in modo “bizzarro” dalla vicina di casa quasi fosse stato avvertito dell’accesso a sorpresa del gruppo ispettivo.

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