mentre l’area verde è a rischio
L’hotel Tiby cambia proprietà Nuovi accessi più controllati
Il nuovo anno porta il cambio della guardia all’hotel Tiby, l’albergo in via Rainusso da tempo in prima linea come struttura d’accoglienza per i richiedenti asilo. Si tratta del cambio della...
2 MINUTI DI LETTURA
Il nuovo anno porta il cambio della guardia all’hotel Tiby, l’albergo in via Rainusso da tempo in prima linea come struttura d’accoglienza per i richiedenti asilo. Si tratta del cambio della proprietà: ora l'albergo è stato acquistato da chi sinora ha gestito e continuerà comunque a gestire l’hotel Giardini a Formigine, albergo pure questo che ospita richiedenti asilo. Una continuità nell'esperienza dunque.
Attualmente al Tiby vi alloggiano una cinquantina di profughi che sono sotto l’egida della cooperativa Caleidos mentre un’altra cinquantina è di competenza delle cooperative l’Angolo ed Emergency di Mantova.
Le forze dell’ordine, la polizia in particolare, hanno messo da tempo la bandierina, quella tipica che indica “zona a rischio”, sulla quella piccola area verde, con montagnole, cespugli e siepi che è praticamente attigua all’hotel e che sfocia su via Guido Rangoni. In passato c’è stato un blitz che ha portato all'arresto, in una abitazione nelle vicinanze, di alcuni spacciatori mentre i controlli che vengono effettuati parlano di situazioni classiche, già viste, sebbene qui in forma minore per spazio e numero di partecipanti al businness), al XXII Aprile o al Novi Sad. Ovvero il gruppetto anche qui perlopiù di nigeriani e di gambiani e il giro di clienti per la droga.
I blitz e i controlli sono difficili, confidano le forze dell’ordine, perché, oltre alla necessità della flagranza di reato per rendere l'operazione efficace, gli interventi spesso vanificano perché i presenti trovano ben presto rifugio, “scompaiono” dal parchetto e dalla strada. A breve, grazie anche alle insistenti richieste che da tempo ha avanzato la cooperativa Caleidos, la nuova proprietà installerà al Tiby nuove uscite di sicurezza, di quelle che dall'esterno non si potranno aprire quando e come si vuole a qualsiasi ora della sera e della notte.
Attualmente al Tiby vi alloggiano una cinquantina di profughi che sono sotto l’egida della cooperativa Caleidos mentre un’altra cinquantina è di competenza delle cooperative l’Angolo ed Emergency di Mantova.
Le forze dell’ordine, la polizia in particolare, hanno messo da tempo la bandierina, quella tipica che indica “zona a rischio”, sulla quella piccola area verde, con montagnole, cespugli e siepi che è praticamente attigua all’hotel e che sfocia su via Guido Rangoni. In passato c’è stato un blitz che ha portato all'arresto, in una abitazione nelle vicinanze, di alcuni spacciatori mentre i controlli che vengono effettuati parlano di situazioni classiche, già viste, sebbene qui in forma minore per spazio e numero di partecipanti al businness), al XXII Aprile o al Novi Sad. Ovvero il gruppetto anche qui perlopiù di nigeriani e di gambiani e il giro di clienti per la droga.
I blitz e i controlli sono difficili, confidano le forze dell’ordine, perché, oltre alla necessità della flagranza di reato per rendere l'operazione efficace, gli interventi spesso vanificano perché i presenti trovano ben presto rifugio, “scompaiono” dal parchetto e dalla strada. A breve, grazie anche alle insistenti richieste che da tempo ha avanzato la cooperativa Caleidos, la nuova proprietà installerà al Tiby nuove uscite di sicurezza, di quelle che dall'esterno non si potranno aprire quando e come si vuole a qualsiasi ora della sera e della notte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
