Gazzetta di Modena

Modena

«Pronti a denunciare chi spara ai cinghiali»

di Andrea Gilioli
«Pronti a denunciare chi spara ai cinghiali»

L’attacco di Vitturi (Lav) contro la battuta di caccia agli esemplari avvistati vicino al parco Ducale

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Sono bastate poche ore per trasformare la vicenda dell’abbattimento selettivo dei cinghiali del Secchia, regolarmente autorizzato dagli organi competenti, in una “guerra 2.0”, coi social network e le piazze, infiammate tra chi difende la decisione delle autorità (in particolare la Provincia, e non il Comune), presa per salvaguardare la sicurezza di pedoni e automobilisti, con un sistema, quello dell’abbattimento selettivo, in uso da sempre, e chi grida allo scandalo, parlando di “safari” illegittimi e segno di una crudeltà che si credeva appartenere solo al Medioevo.

Come prevedibile la questione, che oggi culminerà nella battuta di caccia selettiva (verranno abbattuti solo alcuni capi), in programma dalle 8, si è colorata anche di politica e sul caso sono intervenuti anche la Lega Antivivisezione e molti animalisti. L’ex sindaco Caselli, su Facebook, pur precisando di non essere né vegano né fervente animalista ha parlato di operazione illegittima, mancando i dati sui danni arrecati fino ad ora alla circolazione stradale e ai fruitori del percorso natura e delle aree verdi. «Pochi giorni fa una famiglia di cinghiali si era pacificamente spinta sino al parco Ducale - scrive Caselli - e tutti abbiamo espresso gioia per questo incontro, non comune a Sassuolo. Oggi Sassuolo ricompensa la visita di questa famiglia con il piombo. L’uomo è davvero l’animale più feroce».

Perplessità anche nel Pd. «Il problema è serio e va risolto - afferma Susanna Bonettini, capogruppo in Consiglio - Spero davvero che il piano di controllo al cinghiale non significhi abbattimento a fucilate». Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici Lav si dichiara pronto a denunciare chiunque ferisca un cinghiale. «Da anni i cacciatori sono riusciti a garantirsi la possibilità di poter sparare ai cinghiali tutto l’anno - spiega - ma la caccia continua a dimostrarsi del tutto inefficace nel contenimento numerico. Oggi il Comune condanna a morte i cinghiali residenti nel suo territorio e i cacciatori potranno così dare libero sfogo al loro passatempo, versando ancora una volta il sangue di innocenti animali, responsabili solo di avere cercato nuove fonti di sostentamento. Siamo pronti a denunciare chiunque dovesse rendersi responsabile anche solo del ferimento di un cinghiale e saremo sul fiume per assicurarci che non sia sparato un solo colpo di fucile».

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