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Rallenta la ristorazione ma regge il commercio

Rallenta la ristorazione ma regge il commercio

Si arresta la crescita del numero dei ristoranti, i negozi non diminuiscono per la prima volta dopo 7 anni. Il d.g. Gandolfi: «Piccole attività sono a rischio»

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L'ufficio studi di Confcommercio Modena ha realizzato uno studio sugli ultimi dati Infocamere e su un campione di circa 2.300 aziende associate per valutare la situazione del settore terziario modenese, vale a dire commercio, servizi e turismo. Un’analisi da cui emerge che il commercio regge mentre si arresta la crescita della ristorazione, aumentano le agenzie immobiliari e l'occupazione cresce solo per effetto dell'abolizione dei voucher.

Il terziario chiude il 2017 con il segno più anche se i dati presentano, sia rispetto al numero di imprese attive nel settore, che con riferimento all'occupazione, segnali in chiaroscuro. Il numero totale delle imprese attive nel Terziario in provincia aumenta di 20 unità nel 2017 e passa così da 16.334 a 16.354 unità.

Ecco i dati sui singoli settori.

Commercio al dettaglio. Il commercio al dettaglio in sede fissa e ambulante in provincia guadagna 17 unità nel 2017 e le imprese attive nel territorio modenese passano da 6.609 di gennaio 2017 a 6.626 al 31 dicembre. «Non c'è una flessione e dobbiamo valutare positivamente il fatto che il 2017 non si sia chiuso, come è accaduto negli ultimi sette anni, con il segno meno - commenta Massimo Gandolfi, d.g. di Confcommercio Modena - ma esprimiamo preoccupazione per gli effetti possibili sulla rete dei piccoli negozi per le nuove aperture di medie e grandi superfici a Modena».

Ristorazione (bar e ristoranti). Ha subito una battuta d'arresto il comparto della ristorazione con cui di fatto è stato annullato il surplus di imprese attive che era stato registrato fino a giugno: il numero delle imprese è rimasto sostanzialmente invariato, passando da 3.598 dell'inizio dell'anno a 3.600 unità. Anche a Modena, che da anni viveva un importante trend di crescita, c'è stato un rallentamento nelle nuove aperture di attività, che, complessivamente, passano da 1.069 a 1.080 unità (+11).

Mediatori immobiliari. Guadagna ulteriori attività il comparto dell'intermediazione immobiliare: la consistenza numerica passa da 3.046 a 3.122 unità (+76). Valori, questi, che riflettono la crescita delle compravendite immobiliari, avvenuta in particolare nel secondo semestre dell’annata appena trascorsa.

Occupazione. Emergono infine dei segnali positivi sul fronte occupazionale: nel 2017, su un campione pari a circa 2300 imprese associate a cui viene erogato il servizio di tenuta paghe, a fronte di 3.078 cessazioni ci sono state 3.850 assunzioni. Del saldo positivo una quota inferiore al 10% è rappresentata però da nuove assunzioni, mentre nella restante parte siamo di fronte a casi di trasformazione dei voucher in contratti.

L'analisi di Confcommercio ha poi permesso di mettere in evidenza come il 29% degli addetti sia inquadrato con contratti part-time, quasi il 9% svolga collaborazioni a progetto, il 6% stia svolgendo un tirocinio e solo lo 0,5% abbia un contratto di apprendistato.

«I segnali che emergono dalla rilevazione effettuata dal nostro ufficio studi - sottolinea Massimo Gandolfi - delineano un quadro in chiaroscuro ed evidentemente risentono del clima di incertezza che ancora caratterizza anche l'economia modenese: l'auspicio è che la discussione in atto nei diversi Comuni sulle rispettive manovre di bilancio servano per mettere in campo politiche e azioni utili, da un lato, ad accelerare la crescita dei comparti che hanno agganciato la ripresa e, dall'altro, a sostenere quei settori che ancora non risentono del migliorato quadro».



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