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Rifiuti da Roma: ecco tutte le regole

Rifiuti da Roma: ecco tutte le regole

Potranno essere ricevuti al massimo 5mila tonnellate, cancelli aperti ai camion della capitale soltanto per 60 giorni

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Un quantitativo massimo di cinquemila tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalla Regione Lazio per ognuno dei tre impianti individuati, ovvero Modena, Parma e Granarolo (Bologna), mentre per quanto riguarda la durata, il periodo non potrà essere superiore a sessanta giorni a decorrere da quello del primo conferimento, entro i limiti giornalieri che saranno definiti dal soggetto gestore dell’impianto ricevente. A mettere nero su bianco il via libera all’arrivo dei rifiuti romani nei tre inceneritori emiliani è una delibera approvata dalla giunta regionale dell’Emilia Romagna il 28 dicembre scorso. Delibera che al centro ha appunto le «disposizioni per la gestione emergenziale e temporanea di rifiuti urbani prodotti nella Regione Lazio, nel territorio di Roma, negli impianti in Emilia».

Nelle premesse, il documento fa notare che «l’articolo 35 del decreto legge 12 settembre 2014 prevede la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani», mentre «gli articoli 2 e 4 della deliberazione di giunta regionale del 3 agosto 2015 prevedono che la Regione Emilia Romagna, per contribuire al superamento delle situazioni di emergenza nella gestione dei rifiuti urbani che si dovessero verificare sul territorio nazionale, acconsente al loro ingresso nel proprio territorio nel rispetto delle seguenti condizioni: lo stato di emergenza deve essere accertato e comunicato alla Regione e dovuto a eventi di carattere eccezionale rispetto a un’adeguata pianificazione regionale, mentre devono essere condivisibili le ragioni a fondamento della richiesta, l’esigenza deve avere una durata limitata, il quantitativo di rifiuti trovare capienza nell’ambito della capacità termica autorizzata, e sia corrisposto un importo ulteriore rispetto al costo di trattamento a titolo di ristoro ambientale da versare ai Comuni sede di impianto». Condizioni che, secondo la giunta guidata da Stefano Bonaccini, sono state rispettate anche nel caso romano, così come avvenuto negli anni passati per le emergenze fa quindi notare che «la Regione Lazio ha richiesto un supporto immediato per affrontare una situazione temporanea di emergenza nella gestione di un quantitativo massimo di 350 tonnellate al giorno di rifiuti urbani indifferenziati, prodotti nel territorio di Roma. A proposito, si rileva che «nella nota della società Ama spa si afferma che occorre assicurare una maggiore capacità di trattamento dei rifiuti urbani prodotti a Roma, vista la perdurante fragilità dell’attuale assetto impiantistico tale da non garantire, ancora oggi, un’adeguata autosufficienza degli impianti di trattamento di rifiuti urbani». Sempre nella nota della società che gestisce i rifiuti romani, viene precisato che «la richiesta è motivata dall’imminente periodo natalizio che porta ad un notevole incremento della produzione di rifiuti urbani indifferenziati, nonché ad un incidente accorso ad un impianto non ancora ripristinato e ad un altro incidente in altro impianto recentemente ripristinato». Quindi, appurata l’emergenza romana, la Regione ha rilevato che «da un primo esame dell’impiantistica presente in Emilia Romagna, i rifiuti provenienti dal Lazio possono essere conferiti agli impianti di termovalorizzazione di Parma, Modena e Granarolo, tenuto conto della loro capacità di trattamento residua e a regime e parzialmente del principio di rotazione nell’utilizzo degli impianti regionali ai fini di solidarietà per i territori in emergenza».

La Regione ha quindi disposto che i rifiuti da Roma debbano essere conferiti nei tre impianti fino a cinquemila tonnellate, per un periodo non superiore a 60 giorni a decorrere dal giorno del primo conferimento».

Luca Gardinale

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