Vandalismi al santuario Sfregiati porta e crocifisso
di Daniele Montanari
Serramazzoni. Nella notte tagliato il ginocchio al Gesù donato dagli alpini Pezzi di asfalto lanciati contro l’ingresso: tanti danni. Don Lorenzo: «Perché?»
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SERRAMAZZONI. Doppio sfregio nella notte tra martedì e mercoledì al santuario di Serra, con gesti senza un motivo logico. Il più grave è quello diretto contro il grande portone d’ingresso, seminuovo dopo il restauro di due anni fa. Qualcuno ha preso dei grossi pezzi di asfalto da una buca (dovuta all’abbattimento accidentale, prima di Natale, di una delle colonnine perimetrali del parcheggio per un errore in retromarcia) e li ha gettati violentemente contro il portone, tanto da infliggergli pesanti scalfitture, con graffi e buchi anche di diversi centimetri mentre la parete lignea destra è stata completamente rovinata. Ieri pomeriggio c’erano ancora i resti dei grossi calcinacci lì davanti.
Il parroco don Lorenzo Giusti ha segnalato il fatto ai carabinieri, che stanno facendo accertamenti. Ma oltre al danno materiale (comunque ingente, perché un portone così costa diverse migliaia di euro) c’è tutto il peso dell’amarezza. Ancora maggiore forse di quando a giugno erano state rubate le catenine d’oro donate dai parrocchiani per ornare il quadro della Beata Vergine di Pompei.
«In quell’occasione c’era almeno uno scopo: rubare - nota don Lorenzo - in questo no: è un gesto totalmente gratuito, fatto solo per rovinare qualcosa. Per rovinare un santuario a cui la comunità è da sempre attaccatissima. Voglio ipotizzare che sia stato fatto senza pensarci, magari da un gruppo di ubriachi che ha perso la testa. Però fa pensare a una certa intenzionalità quello che è accaduto nella scalinata». È infatti stato sfregiata, non si sa se prima o dopo, anche il bel crocifisso ligneo posto dagli alpini ai piedi della salita, anche questo da poco ristrutturato e ridipinto di bianco. Uno sfregio peraltro anche difficile da pensare: qualcuno, forse con un coltello, gli ha letteralmente tagliato il ginocchio della gamba destra, asportandone 10 centimetri della parte anteriore.
«Abbiamo trovato il pezzo in mezzo alle piante - spiega il don - impossibile che sia venuto via per la caduta di qualche ramo: lo ha senz’altro ridotto così qualcuno, non so se lucidamente o meno. Per fortuna la persona che si occupa sempre della manutenzione del crocifisso è riuscita a riattaccare bene il pezzo con un po’ di stucco, anche se il segno della rottura è evidente. Anche questo è un gesto senza una ragione».
Era già capitato in passato che il crocifisso degli alpini venisse danneggiato. Mai invece era successo che il portone venisse preso a sassate. Nei giorni scorsi peraltro il santuario ha subito un altro danneggiamento: quello della bacheca lignea esterna dove venivano messi gli avvisi, di fianco all’ingresso. La tempesta di vento del 12 dicembre ha scaraventato lo sportello sul piazzale, frantumando il vetro. Ma in quel caso era stata solo la mano della natura.
Il parroco don Lorenzo Giusti ha segnalato il fatto ai carabinieri, che stanno facendo accertamenti. Ma oltre al danno materiale (comunque ingente, perché un portone così costa diverse migliaia di euro) c’è tutto il peso dell’amarezza. Ancora maggiore forse di quando a giugno erano state rubate le catenine d’oro donate dai parrocchiani per ornare il quadro della Beata Vergine di Pompei.
«In quell’occasione c’era almeno uno scopo: rubare - nota don Lorenzo - in questo no: è un gesto totalmente gratuito, fatto solo per rovinare qualcosa. Per rovinare un santuario a cui la comunità è da sempre attaccatissima. Voglio ipotizzare che sia stato fatto senza pensarci, magari da un gruppo di ubriachi che ha perso la testa. Però fa pensare a una certa intenzionalità quello che è accaduto nella scalinata». È infatti stato sfregiata, non si sa se prima o dopo, anche il bel crocifisso ligneo posto dagli alpini ai piedi della salita, anche questo da poco ristrutturato e ridipinto di bianco. Uno sfregio peraltro anche difficile da pensare: qualcuno, forse con un coltello, gli ha letteralmente tagliato il ginocchio della gamba destra, asportandone 10 centimetri della parte anteriore.
«Abbiamo trovato il pezzo in mezzo alle piante - spiega il don - impossibile che sia venuto via per la caduta di qualche ramo: lo ha senz’altro ridotto così qualcuno, non so se lucidamente o meno. Per fortuna la persona che si occupa sempre della manutenzione del crocifisso è riuscita a riattaccare bene il pezzo con un po’ di stucco, anche se il segno della rottura è evidente. Anche questo è un gesto senza una ragione».
Era già capitato in passato che il crocifisso degli alpini venisse danneggiato. Mai invece era successo che il portone venisse preso a sassate. Nei giorni scorsi peraltro il santuario ha subito un altro danneggiamento: quello della bacheca lignea esterna dove venivano messi gli avvisi, di fianco all’ingresso. La tempesta di vento del 12 dicembre ha scaraventato lo sportello sul piazzale, frantumando il vetro. Ma in quel caso era stata solo la mano della natura.
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