Modena. Bruciare rifiuti di Roma: chi ci guadagna
Il Comune di Modena incasserà circa 100 mila euro, per Hera gli introiti potrebbero arrivare fino a due milioni di euro
MODENA. Da una parte 100mila euro, dall’altra una cifra che deve ancora essere definita dalle tre società, anche se il rapporto potrebbe essere dell’ordine di uno a dieci. Perché mentre Modena, insieme a Parma e Granarolo, si prepara ad accogliere i rifiuti romani in eccesso dopo la richiesta di aiuto accolta dalla Regione, sono state definite le cifre che arriveranno ai tre Comuni emiliani a titolo di risarcimento: venti euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, ovvero 100mila euro che arriveranno anche in piazza Grande, dal momento che la quota massima prevista per ognuno dei tre inceneritori individuati è di cinquemila tonnellate di rifiuti romani da smaltire. A chiarirlo è la Regione Emilia Romagna nella delibera del 28 dicembre scorso, che ha dato l’ok all’operazione romana: «I costi di conferimento e le modalità di pagamento devono essere pattuiti direttamente tra i gestori dell’impianto conferente e dell’impianto di destinazione - si legge nel testo - mentre nell’ambito del prezzo di conferimento si dovrà tenere conto di una quota aggiuntiva pari a venti euro per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato conferito a titolo di ristoro ambientale, da riversare rispettivamente ai Comuni di Parma da parte della società Iren Ambiente spa e di Modena e Granarolo da parte della società Hera Ambiente spa». Quanto incasserà Hera Ambiente? Una cifra decisamente più significativa sarà quella che Ama, la società che gestisce i rifiuti romani, verserà nelle casse di Hera, che brucerà diecimila tonnellate di rifiuti tra Modena e Granarolo, e Iren, che ne accoglierà cinquemila a Parma. Numeri al momento sconosciuti, anche perché le tre società devono ancora definirli con esattezza. Per avere un parametro di riferimento, però, si può prendere in considerazione l’emergenza rifiuti che due anni fa, in seguito al sequestro da parte della magistratura dell’inceneritore di Brindisi, portò la Puglia a mandare ventimila tonnellate di immondizia in Emilia Romagna (in quel caso a smaltire furono Ferrara e Bologna, a cui andarono rispettivamente 12mila e 8mila tonnellate, portando oggi la giunta regionale a scegliere Parma e Modena anche per un principio di rotazione): in quel caso, i rifiuti smaltiti nei due impianti emiliani gestiti da Hera Ambiente furono pagati 190 euro a tonnellata. Prendendo quei numeri come riferimento anche per l’emergenza romana di questi giorni - ribadendo però che ogni caso fa storia a sé, e dunque Ama, Hera e Iren potrebbero accordarsi su numeri diversi per i rifiuti che stanno per arrivare in Emilia - oggi Hera incasserebbe 950mila euro per ognuno dei due impianti coinvolti (190 euro per cinquemila tonnellate), ovvero quello di via Cavazza a Modena e quello di via del Frullo a Castenaso: in tutto poco meno di due milioni.
Luca Gardinale
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