Cgil: «Un accordo segreto che discrimina»
CASTELNUOVO. Anche la Flai-Cgil di Modena è intervenuta nuovamente sull’accordo tra la Cisl e la Castelfrigo criticandone tempistiche e modalità: «Le trattative sono state portate avanti dagli inizi...
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CASTELNUOVO. Anche la Flai-Cgil di Modena è intervenuta nuovamente sull’accordo tra la Cisl e la Castelfrigo criticandone tempistiche e modalità: «Le trattative sono state portate avanti dagli inizi di novembre e durante tutti gli incontri in Regione non se ne è fatto mai cenno». Era infatti il 24 novembre quando, nel Tavolo di Salvaguardia occupazionale, il legale Fausto Porcù comunicò che il Consorzio Job Service avrebbe disdettato l’appalto con la Castelfrigo con effetto dal 31 dicembre. Appena due giorni prima, il 22 novembre, vi fu un incontro tra la Fai Cisl e i dirigenti dell’azienda. «In quella data - scrive la Flai - Castelfrigo e Cisl avevano già concordato di espellere i lavoratori sgraditi “ricercando soluzioni di continuità lavorativa per i soci-lavoratori che ancora continuano a prestare servizio in azienda”, cioè salvando quelli che continuano a lavorare».
Denunciata anche la discriminazione verso i lavoratori che hanno scioperato, dato che le nuove assunzioni hanno coinvolto solo chi in questi mesi non si è unito alla protesta. Dato che la notizia della cessazione di appalto è del 24 novembre, la Castelfrigo avrebbe in teoria avuto il tempo di indire una nuova gara facendo valere la clausola sociale dell’accordo stipulato in Prefettura il 16 febbraio 2016 tra azienda, consorzio, coop e Cgil che prevedeva: in caso di subentro di un nuovo appaltatore sarebbe stato “riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni dei lavoratori occupati negli appalti precedenti”. Così facendo l’eventuale riassunzione avrebbe seguito il criterio di anzianità mentre per i non ricollocati, in quanto assunti da meno tempo, si sarebbero trovate soluzioni alternative. «La Castelfrigo ha comunicato di non voler più collaborare con le coop e perciò è stata individuata l’agenzia per il lavoro “Sapiens” che, grazie al nostro contributo, ha assunto i lavoratori che stavano ancora prestando servizio in azienda», ha detto Daniele Donnarumma. «Si tratta di una scelta spregiudicata - ha invece ribattuto la Flai-Cgil - Si preferisce pagare di più pur di evitare il cambio di appalto con le regole previste nell'accordo del 2016». (s.d.)
Denunciata anche la discriminazione verso i lavoratori che hanno scioperato, dato che le nuove assunzioni hanno coinvolto solo chi in questi mesi non si è unito alla protesta. Dato che la notizia della cessazione di appalto è del 24 novembre, la Castelfrigo avrebbe in teoria avuto il tempo di indire una nuova gara facendo valere la clausola sociale dell’accordo stipulato in Prefettura il 16 febbraio 2016 tra azienda, consorzio, coop e Cgil che prevedeva: in caso di subentro di un nuovo appaltatore sarebbe stato “riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni dei lavoratori occupati negli appalti precedenti”. Così facendo l’eventuale riassunzione avrebbe seguito il criterio di anzianità mentre per i non ricollocati, in quanto assunti da meno tempo, si sarebbero trovate soluzioni alternative. «La Castelfrigo ha comunicato di non voler più collaborare con le coop e perciò è stata individuata l’agenzia per il lavoro “Sapiens” che, grazie al nostro contributo, ha assunto i lavoratori che stavano ancora prestando servizio in azienda», ha detto Daniele Donnarumma. «Si tratta di una scelta spregiudicata - ha invece ribattuto la Flai-Cgil - Si preferisce pagare di più pur di evitare il cambio di appalto con le regole previste nell'accordo del 2016». (s.d.)
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